Cara ADUC
Messa in mora per mancato rimborso
Domanda
4 luglio 2018
Buongiorno,
il 1° luglio dello scorso anno (un sabato dopo cena) tutte le prese elettriche di casa mia - eccetto quelle della parete cucina - smettono improvvisamente di funzionare. L'impianto è stato rifatto e certificato l'anno prima dall'impresa che mi ha ristrutturato casa, quindi è ancora in garanzia, ma dato il giorno e l'ora contatto un servizio di pronto intervento.
L'indomani (domenica) l'elettricista del pronto intervento rileva che si è bruciato l'interruttore del quadro elettrico relativo alle prese di casa (quelle della parete cucina erano su un interruttore diverso). Ritiene l'interruttore bruciato sottodimensionato rispetto al carico cui era sottoposto (purtroppo non me lo mette per iscritto), e lo sostituisce con uno nuovo capace di sostenere un carico maggiore; sposta su di esso anche le prese cucina rimuovendo il precedente (e ancora funzionante) interruttore loro assegnato, in quanto sostiene che anche quell'interruttore - dello stesso tipo di quello bruciato - è sottodimensionato per il suo carico e potrebbe anch'esso bruciarsi facilmente. La fattura è di oltre €300.
Il giovedì successivo contatto via email l'impresa, cui chiedo di accordarci per il rimborso della spesa da me sostenuta, specificando l'accaduto. La proprietaria dell'impresa purtroppo non mi risponderà mai per iscritto (a parte qualche SMS), ma avremo contatti telefonici in cui sostiene:
- che avrei dovuto comunque contattare loro, accennando a un loro servizio di pronto intervento. Peccato che, in seguito, lo stesso marito della signora nonché "capocantiere" delle ristrutturazioni, avrebbe ammesso che non sarebbero comunque intervenuti prima del lunedì successivo.
- che la certificazione fornita dal loro elettricista, avendo il tecnico del pronto intervento spostato due circuiti sullo stesso interruttore, non è più valida. Effettivamente non ho pensato a richiedere una "ri-certificazione" al tecnico, ma non mi pare che la cosa c'entri col rimborso.
- che l'interruttore in questione non poteva essere difettoso se ha funzionato senza problemi per un anno, e altre cose, per le quali, secondo lei, io non avrei diritto ad alcun rimborso.
Io chiedo un rimborso di solo metà del costo sostenuto, per cercare un accordo; dopo varie discussioni telefoniche nel corso dei mesi successivi, la signora alla fine acconsente - ma il rimborso non arriva.
Il 1° giugno scorso riesco a ri-affrontare via SMS l'argomento con la signora: il siparietto è analogo al precedente ma, alla fine, questa sembra nuovamente acconsentire al rimborso e mi chiede l'IBAN, che le fornisco. Anche stavolta non arriva però nessun accredito.
Dopo tre solleciti senza risposta, vorrei quindi inviare una raccomandata di messa in mora, nell'ipotesi di poter arrivare anche al giudice di pace - più per il principio che per i soldi. Vi chiedo dunque la cortesia di dirmi se la bozza allegata vi sembra adeguata, e se è più opportuno che io perseveri nel chiedere €150 anziché l'intera somma.
Saluti
Mara, dalla provincia di MI
il 1° luglio dello scorso anno (un sabato dopo cena) tutte le prese elettriche di casa mia - eccetto quelle della parete cucina - smettono improvvisamente di funzionare. L'impianto è stato rifatto e certificato l'anno prima dall'impresa che mi ha ristrutturato casa, quindi è ancora in garanzia, ma dato il giorno e l'ora contatto un servizio di pronto intervento.
L'indomani (domenica) l'elettricista del pronto intervento rileva che si è bruciato l'interruttore del quadro elettrico relativo alle prese di casa (quelle della parete cucina erano su un interruttore diverso). Ritiene l'interruttore bruciato sottodimensionato rispetto al carico cui era sottoposto (purtroppo non me lo mette per iscritto), e lo sostituisce con uno nuovo capace di sostenere un carico maggiore; sposta su di esso anche le prese cucina rimuovendo il precedente (e ancora funzionante) interruttore loro assegnato, in quanto sostiene che anche quell'interruttore - dello stesso tipo di quello bruciato - è sottodimensionato per il suo carico e potrebbe anch'esso bruciarsi facilmente. La fattura è di oltre €300.
Il giovedì successivo contatto via email l'impresa, cui chiedo di accordarci per il rimborso della spesa da me sostenuta, specificando l'accaduto. La proprietaria dell'impresa purtroppo non mi risponderà mai per iscritto (a parte qualche SMS), ma avremo contatti telefonici in cui sostiene:
- che avrei dovuto comunque contattare loro, accennando a un loro servizio di pronto intervento. Peccato che, in seguito, lo stesso marito della signora nonché "capocantiere" delle ristrutturazioni, avrebbe ammesso che non sarebbero comunque intervenuti prima del lunedì successivo.
- che la certificazione fornita dal loro elettricista, avendo il tecnico del pronto intervento spostato due circuiti sullo stesso interruttore, non è più valida. Effettivamente non ho pensato a richiedere una "ri-certificazione" al tecnico, ma non mi pare che la cosa c'entri col rimborso.
- che l'interruttore in questione non poteva essere difettoso se ha funzionato senza problemi per un anno, e altre cose, per le quali, secondo lei, io non avrei diritto ad alcun rimborso.
Io chiedo un rimborso di solo metà del costo sostenuto, per cercare un accordo; dopo varie discussioni telefoniche nel corso dei mesi successivi, la signora alla fine acconsente - ma il rimborso non arriva.
Il 1° giugno scorso riesco a ri-affrontare via SMS l'argomento con la signora: il siparietto è analogo al precedente ma, alla fine, questa sembra nuovamente acconsentire al rimborso e mi chiede l'IBAN, che le fornisco. Anche stavolta non arriva però nessun accredito.
Dopo tre solleciti senza risposta, vorrei quindi inviare una raccomandata di messa in mora, nell'ipotesi di poter arrivare anche al giudice di pace - più per il principio che per i soldi. Vi chiedo dunque la cortesia di dirmi se la bozza allegata vi sembra adeguata, e se è più opportuno che io perseveri nel chiedere €150 anziché l'intera somma.
Saluti
Mara, dalla provincia di MI
Risposta ADUC
la lettera di messa in mora va benissimo. Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
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