Cara ADUC
medico di famiglia
Domanda
24 ottobre 2014
Salve,
sono un cittadino italiano che lavora in una azienda a Roma, un comune differente da quello di residenza, e la ASL B di Roma oggi mi ha negato il medico di famiglia.
La ASL Roma B oltre al certificato del datore di lavoro, mi ha chiesto anche l'iscrizione obbligatoria allo*schedario della popolazione temporanea* del Municipio.
A causa della mancanza delle certezza di questa iscrizione oggi 18/10/2014 mi ha *negato il DIRITTO AL MEDICO CURANTE*.
Allego il modulo che la ASL mi ha chiesto di firmare.
In questo modulo si cita il D.P.R. 223/89 REGOLAMENTO ANAGRAFICO che parla di uno "schedario della popolazione temporanea" a cui non è obbligatorio iscriversi, e che *non comporta il rilascio* di alcuna certificazione.
Mi sono informato e presso il comune di Roma su richiesta del cittadino puo' o meno iscrivere lo stesso allo schedario, *alla fine di istruttoria* che comporta anche una visita a domicilio per verificare la presenza del cittadino stesso.
Inoltre ho scoperto che io come cittadino che vive a Roma (con residenza in un altra citt?) potrei essere gia' iscritto a questo schedario perchè esso è una cosa interna al comune, il quale può iscrivere un cittadino di propria iniziativa venendo a conoscenza che esso vive da X mesi in una certa abitazione nel comune.
La mie domande sono le seguenti:
1) visto che il comune non rilascia alcun certificato, come posso affermare io di essere iscritto a questo Schedario e non commettere una Falsa Dichiarazione?
2) la ASL pu? negarmi il diritto al medico di famiglia per questo cavillo burocratico (non obbligatorio) introdotto con il D.P.R. 223/89?
3) La ASL B di Roma pu? REVOCARE D'UFFICIO l'ASSISTENZA SANITARIA se non sono iscritto allo Schedario, come riporta il modulo?
4) In Italia un ASL pu? revocare l'ASSISTENZA SANITARIA a un cittadino italiano o straniero che sia?
Grazie
Cordiali Saluti
Pietro
sono un cittadino italiano che lavora in una azienda a Roma, un comune differente da quello di residenza, e la ASL B di Roma oggi mi ha negato il medico di famiglia.
La ASL Roma B oltre al certificato del datore di lavoro, mi ha chiesto anche l'iscrizione obbligatoria allo*schedario della popolazione temporanea* del Municipio.
A causa della mancanza delle certezza di questa iscrizione oggi 18/10/2014 mi ha *negato il DIRITTO AL MEDICO CURANTE*.
Allego il modulo che la ASL mi ha chiesto di firmare.
In questo modulo si cita il D.P.R. 223/89 REGOLAMENTO ANAGRAFICO che parla di uno "schedario della popolazione temporanea" a cui non è obbligatorio iscriversi, e che *non comporta il rilascio* di alcuna certificazione.
Mi sono informato e presso il comune di Roma su richiesta del cittadino puo' o meno iscrivere lo stesso allo schedario, *alla fine di istruttoria* che comporta anche una visita a domicilio per verificare la presenza del cittadino stesso.
Inoltre ho scoperto che io come cittadino che vive a Roma (con residenza in un altra citt?) potrei essere gia' iscritto a questo schedario perchè esso è una cosa interna al comune, il quale può iscrivere un cittadino di propria iniziativa venendo a conoscenza che esso vive da X mesi in una certa abitazione nel comune.
La mie domande sono le seguenti:
1) visto che il comune non rilascia alcun certificato, come posso affermare io di essere iscritto a questo Schedario e non commettere una Falsa Dichiarazione?
2) la ASL pu? negarmi il diritto al medico di famiglia per questo cavillo burocratico (non obbligatorio) introdotto con il D.P.R. 223/89?
3) La ASL B di Roma pu? REVOCARE D'UFFICIO l'ASSISTENZA SANITARIA se non sono iscritto allo Schedario, come riporta il modulo?
4) In Italia un ASL pu? revocare l'ASSISTENZA SANITARIA a un cittadino italiano o straniero che sia?
Grazie
Cordiali Saluti
Pietro
Risposta ADUC
1) la ricevuta dell'atto di iscrizione o l'autocertificazione ci pare sufficiente
2) l'ASL (almeno finora) e' una azienda autonoma e puo' stabilire regole per la scelta alle quali attenersi.
3) no, solo la scelta del medico
4) no, l'assistenza sanitaria e' un diritto costituzionale: nessun ospedale puo' rifiutarla. Ma la scelta del medico di base e' regolata.
2) l'ASL (almeno finora) e' una azienda autonoma e puo' stabilire regole per la scelta alle quali attenersi.
3) no, solo la scelta del medico
4) no, l'assistenza sanitaria e' un diritto costituzionale: nessun ospedale puo' rifiutarla. Ma la scelta del medico di base e' regolata.
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