Cara ADUC
Diffamazione per commento Facebook: come rispondere alla richiesta di un legale
Domanda
4 novembre 2026
Ho ricevuto una lettera con posta ordinaria per diffamazione ai danni di xxxxx per avergli dato del "coglione" a seguito di un articolo su una sua posizione "no vax" con richiesta di pagamento entro 7 giorni di € 2.500: cosa devo fare?
Lo studio in questione è Avv. Edno Gargano.
Andrea, dalla provincia di MI
Lo studio in questione è Avv. Edno Gargano.
Andrea, dalla provincia di MI
Risposta ADUC
Gentile Andrea,
Una richiesta di pagamento stragiudiziale inviata da un legale per conto di un presunto danneggiato non è un atto giudiziario e non ha, di per sé, alcun valore esecutivo: non è una condanna, non è un decreto ingiuntivo e non la obbliga a pagare nulla entro il termine indicato. È una proposta per evitare un'eventuale causa civile o una querela per diffamazione, ma resta appunto una proposta, non un obbligo. Il fatto che il termine indicato sia breve (7 giorni) è una prassi comune in questo tipo di lettere, proprio per indurre a una risposta rapida ed emotiva, ma non produce effetti automatici se lascia passare la scadenza.
Prima di decidere come muoversi, le consigliamo di verificare alcuni elementi: se effettivamente ha scritto il commento descritto, in quale contesto, su quale piattaforma, se il commento era rivolto a una persona identificabile e se restano ancora tracce del testo (screenshot, link). Questi elementi serviranno per valutare se nella sua espressione ricorrano gli estremi della diffamazione (che richiede l'offesa alla reputazione di una persona determinata, comunicata a più persone) oppure se possa rientrare nel diritto di critica, comunque non illimitato.
Non firmi nulla, non riconosca debiti, e non risponda direttamente alla controparte senza aver prima sentito un avvocato, che valuterà come rispondere nei termini corretti.
E comunque, nel caso, si attivi solo se riceverà una sollecitazione tramite raccomandata A/R o PEC.
Una richiesta di pagamento stragiudiziale inviata da un legale per conto di un presunto danneggiato non è un atto giudiziario e non ha, di per sé, alcun valore esecutivo: non è una condanna, non è un decreto ingiuntivo e non la obbliga a pagare nulla entro il termine indicato. È una proposta per evitare un'eventuale causa civile o una querela per diffamazione, ma resta appunto una proposta, non un obbligo. Il fatto che il termine indicato sia breve (7 giorni) è una prassi comune in questo tipo di lettere, proprio per indurre a una risposta rapida ed emotiva, ma non produce effetti automatici se lascia passare la scadenza.
Prima di decidere come muoversi, le consigliamo di verificare alcuni elementi: se effettivamente ha scritto il commento descritto, in quale contesto, su quale piattaforma, se il commento era rivolto a una persona identificabile e se restano ancora tracce del testo (screenshot, link). Questi elementi serviranno per valutare se nella sua espressione ricorrano gli estremi della diffamazione (che richiede l'offesa alla reputazione di una persona determinata, comunicata a più persone) oppure se possa rientrare nel diritto di critica, comunque non illimitato.
Non firmi nulla, non riconosca debiti, e non risponda direttamente alla controparte senza aver prima sentito un avvocato, che valuterà come rispondere nei termini corretti.
E comunque, nel caso, si attivi solo se riceverà una sollecitazione tramite raccomandata A/R o PEC.
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