Domenica 8 novembre 2026
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Cara ADUC

Diniego gratuito patrocinio per danni da dentista: come impugnarlo

8 novembre 2026
Domanda 8 novembre 2026
Buongiorno,
Nonostante il mio reddito bassissimo (inferiore ai 5.000 euro), il Tribunale di Milano mi ha negato il gratuito patrocinio per una visita legale per danni da lavori errati da parte del mio ex-dentista.
Dopo essermi sottoposta a una visita con un perito di parte, che ha constatato tali danni, devo sottopormi a una visita legale con un perito del Tribunale, senza la quale sono bloccata nell'iter processuale e nella possibilità di curarmi.
È un caso di "responsabilità medica" e di diritto alla salute e all'integrità fisica, diritto inalienabile e inviolabile della personalità.
So che il patrocinio a spese dello Stato (disciplinato dal D.P.R. 115/2002) si basa sul cumulo dei redditi di tutti i familiari conviventi. Tuttavia, l'articolo 76, comma 4 dello stesso testo unico stabilisce una precisa eccezione per le controversie a tutela dei "diritti della personalità", come lo è appunto il diritto alla salute, tutelato dall'art. 32 della Costituzione.
Al contrario, anziché sul mio reddito, il computo è stato fatto sulla somma cumulativa dei redditi familiari, che eccede il bassissimo tetto per il gratuito patrocinio.
La delibera afferma che "il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano", "vista la documentazione allegata; sentito il relatore; DELIBERA: di non ammettere al beneficio del patrocinio a spese dello Stato la sig.ra XX, ritenuta l'insussistenza dei requisiti reddituali sulla base dell'autocertificazione (ex-art. 126 D.P.R.115/02)". La firma è del Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano. A chi siamo in mano?
La famiglia non è in grado di supportarmi (uno dei due familiari che vivono con me è invalido, molto malato e bisognoso di costose cure e assistenza). Mi trovo in una situazione atroce e indegna di un essere umano e di un Paese civile: sono bloccata da mesi nel procedimento penale, e dato che qualsiasi intervento sulla mia bocca "inquinerebbe le prove degli errori del mio ex-dentista", prima della visita legale non posso procedere neppure alle cure basilari per alleviare una sofferenza divenuta insostenibile, che rende ogni pasto un inferno: non posso togliere una radice rotta che mi causa forte dolore e ascessi cronici, in due punti mastico sulla carne viva, non posso curare un doloroso granuloma. Ho una pericolosa infezione ossea che esige cure immediate. Mi sto esponendo a gravi rischi per la salute.
Peraltro, il mio legale afferma che l'atto gli sarebbe stato notificato molto in ritardo rispetto alla data della delibera. Non posso pensare che chi ha deliberato con tanta leggerezza sia intoccabile e che non sia possibile contestare una decisione così disumana e contraria alla Legge in tempi rapidi.
Potete aiutarmi?
Quale sarebbe il costo?
Cordiali saluti.
M, dalla provincia di MI

Risposta ADUC
Gentile Monica,
Capiamo la gravità della sua situazione, sia sul piano sanitario che su quello giudiziario, e la pubblicazione avverrà comunque in forma rigorosamente anonima, senza nome, iniziali né riferimento al foro specifico: questa è la prassi costante di ADUC per ogni segnalazione.

Veniamo al merito. Lei cita correttamente l'esistenza, nel testo unico sulle spese di giustizia, di un regime differenziato per le cause relative ai diritti della personalità, nelle quali il calcolo reddituale non segue sempre l'automatismo del cumulo familiare. Tuttavia la norma richiede che si tratti propriamente di un'azione a tutela di diritti della personalità in senso tecnico, e la qualificazione di una causa di responsabilità sanitaria (che è un'azione risarcitoria per inadempimento contrattuale o per fatto illecito) come tale non è sempre pacifica: è un tema di interpretazione giuridica che il Consiglio dell'Ordine evidentemente non ha accolto nel modo che lei ritiene corretto. Non siamo in grado di dirle se la sua lettura della norma sia quella che prevarrà, perché dipende dalla qualificazione che il giudice competente darà alla sua specifica domanda giudiziale.

Ciò che è certo è che il diniego del Consiglio dell'Ordine NON è definitivo né intoccabile: può essere impugnato, con ricorso al presidente del Tribunale (o al magistrato competente per il procedimento in corso), entro un termine breve dalla comunicazione del provvedimento. Il ritardo nella notifica che lei lamenta, se effettivamente verificato, potrebbe incidere proprio sulla tempestività del ricorso: è un elemento che il suo avvocato deve valutare e documentare con attenzione.

Si tratta però di una materia di stretta competenza del suo legale, trattandosi di impugnazione tecnica con termini perentori: le consigliamo di farla seguire con urgenza assoluta, vista la situazione sanitaria che lei descrive. ADUC non può sostituirsi al suo avvocato né quantificare costi di un'azione giudiziaria che non gestisce direttamente.

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