Cara ADUC
Cassazione 20130/20
Domanda
21 giugno 2021
Da diversi anni, inizialmente fummo quasi costretti a farlo, io e mia moglie
risiediamo in città diverse. La sentenza della Cassazione n. 20130 del 24
settembre 2020, in contrasto con quanto previsto dal Ministero dell’Economia
(circolare 3/DF del 2012), che prevede tale situazione, nega invece tale
possibilità. Sulla base della sentenza, alla fine del mese di novembre 2020
(due mesi scarsi dopo la sua pubblicazione), il Comune ove risiedo mi ha
chiesto 5 anni di IMU e TASI arretrati (2015/16/17/18/19, aumentati del 30%,
come punizione per l'evasione perpetrata), un'efficienza mai prima mostrata.
Meno male che il comune ove mia moglie ha la residenza non ha ancora fatto
altrettanto. La sentenza in oggetto prevede che nessuno dei due coniugi che
hanno residenze diverse possa avere una prima casa. Questo è assurdo,
parimenti assurdo è aver reso inutile qualunque tipo di ricorso. In seconda
istanza finirebbe all'esame della Cassazione, che mai smentirebbe una sua
sentenza. Nella mia ignoranza, riterrei che una soluzione non furbesca, ma
equa, sarebbe quella di far pagare a mia moglie l'IMU al 50% per la casa ove
io ho la residenza. Lo stesso dovrei pagare io per la casa ove lei risiede.
Prescindendo dalle mie idee, ho letto che questa sarebbe anche la nuova
interpretazione del MEF, ma ufficialmente tutto tace. Siete per caso a
conoscenza se è allo studio qualche misura atta a mitigare il bagno di sangue
che "gli Ermellini" stanno provocando?
Ringrazio e porgo distinti saluti
Antonio, dalla provincia di AR
Ringrazio e porgo distinti saluti
Antonio, dalla provincia di AR
Risposta ADUC
Non è detto che la Cassazione non possa cambiare idea, anzi non sono rari i casi in cui ciò avviene. Non siamo in grado di dire se il Ministero abbia intenzione di intervenire. Occorre comunque una vera e propria disposizione di legge e non una semplice Circolare del MeF.
A meno che non abbia intenzione di opporsi all'accertamento, ben consapevole di finire appunto fin davanti alla Corte di Cassazione, per ora non si può far altro che adeguarsi.
(qui una volta poteva attendere la cartella ma ora gli accertamenti degli enti locali nascono esecutivi)
----------------
Ha risposto Anna D'Antuono: https://www.aduc.it/info/dantuono.php
A meno che non abbia intenzione di opporsi all'accertamento, ben consapevole di finire appunto fin davanti alla Corte di Cassazione, per ora non si può far altro che adeguarsi.
(qui una volta poteva attendere la cartella ma ora gli accertamenti degli enti locali nascono esecutivi)
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Ha risposto Anna D'Antuono: https://www.aduc.it/info/dantuono.php
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