Cara ADUC
Ricovero in RSA e contributo SSN: quando si può contestare la valutazione UVM
Domanda
12 agosto 2026
Ho dovuto ricoverare mia madre in RSA in quanto l'assistenza domiciliare non era più sostenibile, sono in possesso del verbale di accertamento dell'invalidità civile con la seguente diagnosi CML: SINDROME DA IMMOBILIZZAZIONE IN GRANDE ANZIANA, FRATTURA FEMORE DX TRATTATA CONSERVATIVAMENTE, INCONTINENZA, DECADIMENTO COGNITIVO SEVERO.
Alla luce anche degli ultimi indirizzi giurisprudenziali di Cassazione del tribunale di Prato, dove mia madre risiede, l'USL di Prato in base al contenuto dell'allegato non ci riconosce alcun contributo alla retta RSA.
Possiamo invece avanzare il diritto al ricovero a carico del SSN in tale struttura, tra l'altro convenzionata?
Alla luce anche degli ultimi indirizzi giurisprudenziali di Cassazione del tribunale di Prato, dove mia madre risiede, l'USL di Prato in base al contenuto dell'allegato non ci riconosce alcun contributo alla retta RSA.
Possiamo invece avanzare il diritto al ricovero a carico del SSN in tale struttura, tra l'altro convenzionata?
Florido, dalla provincia di PO
Risposta ADUC
Gentile Florido,
La valutazione dell'UVM ha riconosciuto la condizione di totale non autosufficienza con isogravità 4, ma ha escluso l'inserimento residenziale permanente, proponendo invece un inserimento temporaneo di sollievo di 30 giorni. Questa valutazione ha determinato, a quanto lei riferisce, il mancato riconoscimento di qualsiasi contributo alla retta.
Al momento sua madre è – fondamentalmente – ricoverata a titolo privatistico, con solo un mese riconosciuto quale periodo di sollievo ai caregiver, mentre il presupposto per attivare una azione giudiziaria finalizzata alla totale presa in carico dei costi da parte del SSN presuppone che la signora sia in RSA con quota sanitaria a carico della Asl (sebbene solo al 50%). Quindi a nostro avviso, allo stato non potete ipotizzare questo tipo di azione giudiziaria. Quello che potreste fare – se ne ricorrono i presupposti – è impugnare il verbale UVM dinanzi al TAR per contestarne l'illegittimità, sulla base della erroneità della valutazione in esso contenuta.
Per far questo, dovete prima di tutto chiedere copia alla Commissione UVM di tutti gli atti del procedimento, sottoporli ad un medico legale e successivamente al vostro legale di fiducia per valutare pro e contro di tale tipo di azione.
La valutazione dell'UVM ha riconosciuto la condizione di totale non autosufficienza con isogravità 4, ma ha escluso l'inserimento residenziale permanente, proponendo invece un inserimento temporaneo di sollievo di 30 giorni. Questa valutazione ha determinato, a quanto lei riferisce, il mancato riconoscimento di qualsiasi contributo alla retta.
Al momento sua madre è – fondamentalmente – ricoverata a titolo privatistico, con solo un mese riconosciuto quale periodo di sollievo ai caregiver, mentre il presupposto per attivare una azione giudiziaria finalizzata alla totale presa in carico dei costi da parte del SSN presuppone che la signora sia in RSA con quota sanitaria a carico della Asl (sebbene solo al 50%). Quindi a nostro avviso, allo stato non potete ipotizzare questo tipo di azione giudiziaria. Quello che potreste fare – se ne ricorrono i presupposti – è impugnare il verbale UVM dinanzi al TAR per contestarne l'illegittimità, sulla base della erroneità della valutazione in esso contenuta.
Per far questo, dovete prima di tutto chiedere copia alla Commissione UVM di tutti gli atti del procedimento, sottoporli ad un medico legale e successivamente al vostro legale di fiducia per valutare pro e contro di tale tipo di azione.
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