Cara ADUC
Richiesta documentazione per assicurazione per morte dell’assicurato
Domanda
18 gennaio 2024
I miei figli, entrambi maggiorenni sono beneficiari di una polizza assicurativa cronos vita in seguito a morte dell’assicurato avvenuta improvvisamente un anno fa per cause cardiovascolari. Entrambi erano a conoscenza di essere beneficiari per aver ricevuto un sms con la richiesta dei loro dati anagrafici da parte dell’assicurato circa un anno e mezzo prima del decesso.
Abitando in una citta’ diversa da quella dell’assicurato e non conoscendo i familiari dello stesso aspettavamo una comunicazione da parte dell’assicurazione. Dopo un anno dalla morte non avendo ricevuto nessuna comunicazione siamo riusciti ad informarci sulla banca dove era stata stipulata la polizza e ad essa ci siamo rivolti per informazioni. Siamo stati accolti con gentilezza e ci e’ stato confermato che le due polizze erano presso di loro ma per poter ottenere la liquidazione dovevamo allegare un certificato redatto dal medico curante con i dati sanitari del contraente (malattie presenti e pregresse, tra cui la valutazione dello stato psichico per escludere la possibilità del suicidio). Il medico di base storico era andato in pensione alcuni mesi prima del decesso dell’assicurato e il nuovo medico di base che conosceva appena e’ attualmente in maternita’ ed e’ sostituita da un’altra dottoressa che non ha mai conosciuto la persona in questione per cui non si sente (con giusta ragione) di stilare tale certificazione. La situazione e’ quindi in fase di stallo.
La domanda che vi pongo e’ se sia giusto pretendere tale certificazione viato che esiste un certificato di morte ufficiale e se la privacy permetta comunque di farla e di consegnarla alla banca che a sua volta la trasmetterebbe all’assicurazione.
La conoscenza approfondita della persona in questione sia come medico da parte mia che come amico da parte dei miei familiari esclude che ci siano mai stati problemi di squilibrio mentale e tantomeno di tendenze suicide.
Guardando in rete abbiamo trovato una sentenza della Cassazione (n.17024 del 20 agosto 2015) che riconosceva il carattere vessatorio di alcune previsioni contrattuali presenti in una polizza di assicurazione sulla vita nei riguardi del beneficiario per ottenere la liquidazione in caso di morte dell’assicurato.
Può essere applicata al nostro caso? E come possiamo comportarci?
Grazie
Grazia, dalla provincia di MO
Abitando in una citta’ diversa da quella dell’assicurato e non conoscendo i familiari dello stesso aspettavamo una comunicazione da parte dell’assicurazione. Dopo un anno dalla morte non avendo ricevuto nessuna comunicazione siamo riusciti ad informarci sulla banca dove era stata stipulata la polizza e ad essa ci siamo rivolti per informazioni. Siamo stati accolti con gentilezza e ci e’ stato confermato che le due polizze erano presso di loro ma per poter ottenere la liquidazione dovevamo allegare un certificato redatto dal medico curante con i dati sanitari del contraente (malattie presenti e pregresse, tra cui la valutazione dello stato psichico per escludere la possibilità del suicidio). Il medico di base storico era andato in pensione alcuni mesi prima del decesso dell’assicurato e il nuovo medico di base che conosceva appena e’ attualmente in maternita’ ed e’ sostituita da un’altra dottoressa che non ha mai conosciuto la persona in questione per cui non si sente (con giusta ragione) di stilare tale certificazione. La situazione e’ quindi in fase di stallo.
La domanda che vi pongo e’ se sia giusto pretendere tale certificazione viato che esiste un certificato di morte ufficiale e se la privacy permetta comunque di farla e di consegnarla alla banca che a sua volta la trasmetterebbe all’assicurazione.
La conoscenza approfondita della persona in questione sia come medico da parte mia che come amico da parte dei miei familiari esclude che ci siano mai stati problemi di squilibrio mentale e tantomeno di tendenze suicide.
Guardando in rete abbiamo trovato una sentenza della Cassazione (n.17024 del 20 agosto 2015) che riconosceva il carattere vessatorio di alcune previsioni contrattuali presenti in una polizza di assicurazione sulla vita nei riguardi del beneficiario per ottenere la liquidazione in caso di morte dell’assicurato.
Può essere applicata al nostro caso? E come possiamo comportarci?
Grazie
Grazia, dalla provincia di MO
Risposta ADUC
Certamente.
L'IVASS con circolare prt. n. 0189424/15 del 17/11/2015 invitava anche le compagnie di assicurazione a recepire le linee guida indicate dalla sentenza della Corte.
Se non avete ancora presentato richiesta formale di liquidazione, vi invitiamo a farla compilando il seguente modulo
E lasciando in bianco le parti in cui sono richieste le informazioni di cui non potete disporre.
Mandate la richiesta a Cronos e in copia a IVASS, a mezzo pec o racc. A/R o recandovi direttamente in filiale e facendovi firmare per ricevuta la richiesta.
Teneteci informati
L'IVASS con circolare prt. n. 0189424/15 del 17/11/2015 invitava anche le compagnie di assicurazione a recepire le linee guida indicate dalla sentenza della Corte.
Se non avete ancora presentato richiesta formale di liquidazione, vi invitiamo a farla compilando il seguente modulo
E lasciando in bianco le parti in cui sono richieste le informazioni di cui non potete disporre.
Mandate la richiesta a Cronos e in copia a IVASS, a mezzo pec o racc. A/R o recandovi direttamente in filiale e facendovi firmare per ricevuta la richiesta.
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