Sabato 8 agosto 2026
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Cara ADUC

Prezzi carburante diversi tra distributori stesso marchio: cosa fare

8 agosto 2026
Domanda 8 agosto 2026
Mi sono fermato a fare rifornimento in due distributori con lo stesso marchio (IP) uno ad Alia (PA) e l'altro Palermo città. Dopo informazioni assunte scopro che i due impianti sono della stessa proprietà ECO ENERGY Srl, anche se il gestore è diverso.
La problematica che intendo sollevare: perché nei due impianti lo stesso giorno (04/08 u.s.) nel prezzo di vendita del gasolio ci sono più di 20€c. di differenza e nella benzina circa 14€c.
Nei due impianti i prezzi alla pompa erano:
- Impianto di Alia (PA) VIA PALERMO 127 - Benzina(self) € 2.097 - Gasolio(self) € 2.237;
- Impianto di Palermo VIA PITRE' SNC - Benzina(self) € 1.997 - Gasolio(self) € 2.097.
Non si può fare nulla per arginare queste vicende? Ma chi deve controllare, vigili, Carabinieri, GdF?
Tutti passano davanti a questi impianti e nessuno vede niente.
Con l'augurio che presto quest'Italia possa CAMBIARE.

Risposta ADUC
Gentile Salvatore,
La questione che segnala riguarda una differenza di prezzo tra due impianti di distribuzione carburanti che, secondo quanto riferisce, appartengono alla stessa proprietà. Comprendiamo la frustrazione, ma è importante chiarire il quadro normativo per evitare qualifiche improprie.

La differenza di prezzo tra distributori, anche se appartenenti alla stessa proprietà, non è di per sé vietata né configura una "truffa" in senso giuridico. In Italia i prezzi dei carburanti sono liberi: ogni gestore fissa autonomamente il prezzo al pubblico, e la stessa rete può avere prezzi diversi da impianto a impianto in base a costi di gestione, affitti, concorrenza locale e altri fattori. La presenza di gestori diversi, come lei stessa indica, è già di per sé un elemento rilevante: ciascun gestore risponde in proprio della propria politica commerciale, anche all'interno della stessa rete o proprietà.

Detto questo, esistono obblighi di trasparenza che le imprese del settore devono rispettare. I distributori sono tenuti a esporre i prezzi in modo ben visibile prima dell'accesso all'impianto, affinché il consumatore possa fare una scelta consapevole. Se i prezzi erano correttamente esposti e lei ha comunque effettuato il rifornimento, da un punto di vista strettamente contrattuale non vi è una condotta illecita nei suoi confronti.

Se invece ritiene che i prezzi non fossero esposti correttamente o in modo leggibile prima dell'accesso, può presentare un esposto alla Camera di Commercio competente per territorio e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), che ha funzioni di vigilanza sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti. La Guardia di Finanza ha competenze in materia di prezzi e pratiche commerciali e può ricevere segnalazioni su eventuali irregolarità nell'esposizione dei prezzi.

Per segnalazioni sui prezzi praticati nella sua area, può anche utilizzare il portale ufficiale Osservaprezzi Carburanti del MIMIT, dove i prezzi vengono comunicati dai gestori e sono pubblicamente consultabili.

Per approfondire: la nostra guida su pubblicità e pratiche commerciali scorrette
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