Cara ADUC
Multa parcheggio in Croazia con ticket già pagato: cosa rischia
Domanda
6 agosto 2026
Buongiorno,
vorrei chiedere un parere in merito a una vicenda che ha coinvolto mio padre durante una vacanza a Mali Lošinj (Lussinpiccolo), in Croazia.
Mio padre ha parcheggiato l'auto in un parcheggio gestito da Lošinj Usluge d.o.o. e ha acquistato un titolo di sosta di 18 giorni, pagando 216 €, valido dall'8 luglio al 26 luglio 2026. Successivamente ha effettuato anche un ulteriore pagamento per prolungare la sosta.
Purtroppo il ticket cartaceo, pur essendo stato collocato all'interno dell'auto, è accidentalmente scivolato dal cruscotto sul pavimento del veicolo, risultando quindi non visibile dall'esterno. Chiaramente si tratta di un errore involontario, non avrebbe senso pagare per poi non mostrare il ticket.
Durante il soggiorno sono stati lasciati sul parabrezza numerosi DPK (Daily Parking Tickets) da 20 € ciascuno, praticamente ogni giorno. I verbali sono rimasti esposti sull'auto e sono stati successivamente danneggiati dalla pioggia, tanto che oggi non è nemmeno possibile identificare con precisione il numero dei verbali e le relative date.
Abbiamo inviato un reclamo a Lošinj Usluge allegando il ticket da 216 €, le prove dei pagamenti e spiegando l'accaduto. La società ha respinto il reclamo affermando semplicemente che, dalle fotografie scattate dagli ispettori, il ticket non risultava visibile e che, secondo il loro regolamento, i DPK sono quindi corretti e non annullabili.
L'importo complessivo richiesto supera i 380 €.
Vorrei sapere:
se una richiesta di questo tipo sia, a vostro avviso, giuridicamente fondata, considerato che il corrispettivo del parcheggio era stato integralmente pagato e che non vi è stato alcun mancato pagamento ma soltanto un errore nell'esposizione del ticket;
se la richiesta di emettere un DPK per ciascun giorno di sosta possa essere considerata sproporzionata, nonostante il gestore avesse già incassato il corrispettivo del parcheggio;
quali siano le concrete conseguenze nel caso in cui decidessimo di non pagare spontaneamente la somma richiesta e quali strumenti giuridici avrebbe il gestore croato per recuperare il credito nei confronti di un cittadino residente in Italia;
se esistano precedenti o orientamenti giurisprudenziali, italiani o europei, relativi a casi analoghi.
Vi ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrete dedicare al caso.
Cordiali saluti.
Mario, dalla provincia di PD
vorrei chiedere un parere in merito a una vicenda che ha coinvolto mio padre durante una vacanza a Mali Lošinj (Lussinpiccolo), in Croazia.
Mio padre ha parcheggiato l'auto in un parcheggio gestito da Lošinj Usluge d.o.o. e ha acquistato un titolo di sosta di 18 giorni, pagando 216 €, valido dall'8 luglio al 26 luglio 2026. Successivamente ha effettuato anche un ulteriore pagamento per prolungare la sosta.
Purtroppo il ticket cartaceo, pur essendo stato collocato all'interno dell'auto, è accidentalmente scivolato dal cruscotto sul pavimento del veicolo, risultando quindi non visibile dall'esterno. Chiaramente si tratta di un errore involontario, non avrebbe senso pagare per poi non mostrare il ticket.
Durante il soggiorno sono stati lasciati sul parabrezza numerosi DPK (Daily Parking Tickets) da 20 € ciascuno, praticamente ogni giorno. I verbali sono rimasti esposti sull'auto e sono stati successivamente danneggiati dalla pioggia, tanto che oggi non è nemmeno possibile identificare con precisione il numero dei verbali e le relative date.
Abbiamo inviato un reclamo a Lošinj Usluge allegando il ticket da 216 €, le prove dei pagamenti e spiegando l'accaduto. La società ha respinto il reclamo affermando semplicemente che, dalle fotografie scattate dagli ispettori, il ticket non risultava visibile e che, secondo il loro regolamento, i DPK sono quindi corretti e non annullabili.
L'importo complessivo richiesto supera i 380 €.
Vorrei sapere:
se una richiesta di questo tipo sia, a vostro avviso, giuridicamente fondata, considerato che il corrispettivo del parcheggio era stato integralmente pagato e che non vi è stato alcun mancato pagamento ma soltanto un errore nell'esposizione del ticket;
se la richiesta di emettere un DPK per ciascun giorno di sosta possa essere considerata sproporzionata, nonostante il gestore avesse già incassato il corrispettivo del parcheggio;
quali siano le concrete conseguenze nel caso in cui decidessimo di non pagare spontaneamente la somma richiesta e quali strumenti giuridici avrebbe il gestore croato per recuperare il credito nei confronti di un cittadino residente in Italia;
se esistano precedenti o orientamenti giurisprudenziali, italiani o europei, relativi a casi analoghi.
Vi ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrete dedicare al caso.
Cordiali saluti.
Mario, dalla provincia di PD
Risposta ADUC
Gentile Mario,
La vicenda descritta presenta profili di interesse, ma è necessario essere chiari su un aspetto preliminare fondamentale: la controversia riguarda un contratto stipulato in Croazia con una società croata, per una prestazione svolta in territorio croato. Questo significa che il diritto applicabile è quello croato (o, al più, il diritto dell'UE nella misura in cui recepito dalla Croazia), e non il diritto italiano o il Codice del Consumo italiano, che non si applicano in questo contesto. Non siamo quindi in grado di fornire un parere tecnico sulla fondatezza giuridica della pretesa secondo l'ordinamento croato, né di orientarla su precedenti giurisprudenziali croati: per questo sarebbe necessario rivolgersi a un'associazione di consumatori croata.
Detto questo, le offriamo alcune considerazioni di carattere generale che possono aiutarla a valutare la situazione.
Sul piano sostanziale, qualora i fatti siano andati come descritti, la pretesa del gestore appare quantomeno discutibile dal punto di vista dell'equità contrattuale: se il corrispettivo era stato integralmente pagato e il titolo di sosta era fisicamente presente nel veicolo, l'unica irregolarità contestabile sarebbe quella formale dell'esposizione, non un mancato pagamento. L'emissione di un verbale giornaliero per ogni giorno di sosta, in presenza di un abbonamento già pagato, potrebbe configurare una richiesta sproporzionata rispetto all'inadempimento formale contestato. Tuttavia, la valutazione dipende interamente dal regolamento del parcheggio e dalla normativa croata applicabile.
Sul piano delle conseguenze pratiche in caso di mancato pagamento spontaneo: una società croata che voglia recuperare un credito nei confronti di un cittadino residente in Italia dovrebbe avviare un procedimento giudiziario in Croazia e poi richiedere il riconoscimento e l'esecuzione della sentenza in Italia, o avviare direttamente un procedimento in Italia. Per importi di questa entità (poco più di 380 €), questa strada è economicamente poco conveniente per il creditore, e nella pratica è raramente percorsa. Non le consigliamo però di fare di questa considerazione una strategia deliberata, poiché la situazione potrebbe comunque generare complicazioni, ad esempio in caso di ulteriori soggiorni in Croazia.
Al momento, comunque, potrebbe valutare di avviare un procedimento per controversie di modesta entità in Paesi UE: il portale europeo per le controversie di modesta entità (e-Justice)
La vicenda descritta presenta profili di interesse, ma è necessario essere chiari su un aspetto preliminare fondamentale: la controversia riguarda un contratto stipulato in Croazia con una società croata, per una prestazione svolta in territorio croato. Questo significa che il diritto applicabile è quello croato (o, al più, il diritto dell'UE nella misura in cui recepito dalla Croazia), e non il diritto italiano o il Codice del Consumo italiano, che non si applicano in questo contesto. Non siamo quindi in grado di fornire un parere tecnico sulla fondatezza giuridica della pretesa secondo l'ordinamento croato, né di orientarla su precedenti giurisprudenziali croati: per questo sarebbe necessario rivolgersi a un'associazione di consumatori croata.
Detto questo, le offriamo alcune considerazioni di carattere generale che possono aiutarla a valutare la situazione.
Sul piano sostanziale, qualora i fatti siano andati come descritti, la pretesa del gestore appare quantomeno discutibile dal punto di vista dell'equità contrattuale: se il corrispettivo era stato integralmente pagato e il titolo di sosta era fisicamente presente nel veicolo, l'unica irregolarità contestabile sarebbe quella formale dell'esposizione, non un mancato pagamento. L'emissione di un verbale giornaliero per ogni giorno di sosta, in presenza di un abbonamento già pagato, potrebbe configurare una richiesta sproporzionata rispetto all'inadempimento formale contestato. Tuttavia, la valutazione dipende interamente dal regolamento del parcheggio e dalla normativa croata applicabile.
Sul piano delle conseguenze pratiche in caso di mancato pagamento spontaneo: una società croata che voglia recuperare un credito nei confronti di un cittadino residente in Italia dovrebbe avviare un procedimento giudiziario in Croazia e poi richiedere il riconoscimento e l'esecuzione della sentenza in Italia, o avviare direttamente un procedimento in Italia. Per importi di questa entità (poco più di 380 €), questa strada è economicamente poco conveniente per il creditore, e nella pratica è raramente percorsa. Non le consigliamo però di fare di questa considerazione una strategia deliberata, poiché la situazione potrebbe comunque generare complicazioni, ad esempio in caso di ulteriori soggiorni in Croazia.
Al momento, comunque, potrebbe valutare di avviare un procedimento per controversie di modesta entità in Paesi UE: il portale europeo per le controversie di modesta entità (e-Justice)
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