Cara ADUC
Recesso da contratto Nims
Domanda
29 giugno 2017
Buon pomeriggio, ho appena scoperto che l' agente della Nims che mi propose un comodato d'uso di una macchina da caffè della Lavazza ha imbrogliato me e i miei familiari, dicendoci che non esisteva alcuna caparra confirmatoria e i 120 euro servivano a coprire il costo dei primi tre invii delle cialde. In mattinata mi è giunto il voucher con i bollettini da pagare e la prima scadenza è a luglio.
La macchinetta l' ho ricevuta il 9/06 sera e il recesso è possibile entro 14 giorni (non sono specificati sul quella specie di contratto se sono lavorativi o meno) e dopo non sarà pi possibile recedervi.Vorrei sapere come dovrei agire.
Miriam, da Bitonto (BA)
La macchinetta l' ho ricevuta il 9/06 sera e il recesso è possibile entro 14 giorni (non sono specificati sul quella specie di contratto se sono lavorativi o meno) e dopo non sarà pi possibile recedervi.Vorrei sapere come dovrei agire.
Miriam, da Bitonto (BA)
Risposta ADUC
si il termine è 14 giorni solari dalla ricezione del bene ma se sul contratto le informazioni non ci sono il termine diventa di 1 anno (qui informazioni e una nostra modulistica da adattare:
http://sosonline.aduc.it/scheda/diritto+recesso+nei+contratti+fuori+dagli+esercizi_9631.php#Voce_4).
In caso contrario se non è più in tempo dovrà cercare di disdire il contratto proponendo il pagamento di una penale o tentando (ma la vediamo difficile per via del fatto che dubitiamo che sul contratto firmato la caparra non risulti o risulti come acconto sulla fornitura) di ottenere una risoluzione sulla base della sottoscrizione ingannevole. Quest'ultima strada in ogni caso andrebbe tentata mettendo subito in conto oltre all'invio di una messa in mora per raccomandata a/r anche una conciliazione (come minimo) presso il giudice di pace o la camera di commercio. Qui istruzioni per la lettera:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/diritto+recesso+nei+contratti+fuori+dagli+esercizi_9631.php#Voce_4).
In caso contrario se non è più in tempo dovrà cercare di disdire il contratto proponendo il pagamento di una penale o tentando (ma la vediamo difficile per via del fatto che dubitiamo che sul contratto firmato la caparra non risulti o risulti come acconto sulla fornitura) di ottenere una risoluzione sulla base della sottoscrizione ingannevole. Quest'ultima strada in ogni caso andrebbe tentata mettendo subito in conto oltre all'invio di una messa in mora per raccomandata a/r anche una conciliazione (come minimo) presso il giudice di pace o la camera di commercio. Qui istruzioni per la lettera:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
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