Venerdì 9 ottobre 2026
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Cara ADUC

Autentica firma autocertificazione eredi: quando è davvero obbligatoria

9 ottobre 2026
Domanda 9 ottobre 2026
Spettabile ADUC,
navigando sul sito leggo la risposta alla lettera di Silvia (RC), pubblicata con data 09/09/2026, con oggetto "Eredità e Bollette TIM: rimborsi, indennizzi ed autocertificazione erede".
Al punto 3 è indicato che tale autocertificazione non necessita di autentica se accompagnata da fotocopia di documento d'identità.
Io sono reduce dalla successione di mia mamma e tutti gli enti finanziari (banche, fondi, ecc.), per lo svincolo dei rapporti, mi hanno richiesto tale autocertificazione specificamente "autenticata". L'autentica è stata fatta in comune, che però la rilascia solo in bollo da EUR 16,00.
Nel mio caso me la sono cavata con 4 autocertificazioni; sono solo (si fa per dire) EUR 64,00, ma i rapporti potrebbero essere anche molti di più.
Vorrei sapere se ho pagato bolli per nulla e, se così e dunque in subordine, come ci si deve comportare per evitare tale inutile balzello, quando invece le banche lo richiedono espressamente.
Per contro, nella stessa Vs risposta (fra parentesi), indicate che comunque "sarebbe utile" chiedere l'autentica, ma senza spiegare il perché dell'utilità, visto che prima lasciate intendere che se ne può fare a meno.
Grazie, cordialità,
Mario

Risposta ADUC
Gentile Mario,
La questione che pone è reale e nasce da una distinzione che vale la pena chiarire, perché la normativa sulle autocertificazioni (dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà) prevede effettivamente che, se accompagnate da fotocopia di un documento d'identità valido, non necessitino di autentica della firma quando presentate a soggetti che hanno l'obbligo di accettarle in tale forma, come le pubbliche amministrazioni. Nel caso di specie stavamo dando consigli in merito all'ammissibilità di un procedimento presso il Corecom/Agcom, ovvero una pubblica amministrazione.

Nel suo caso, invece, si tratta di banche e intermediari finanziari, ovvero soggetti privati, e nella prassi tendono a richiedere l'autentica della firma davanti a notaio, funzionario comunale o altro pubblico ufficiale, soprattutto per lo svincolo di rapporti successori, non perché la legge lo imponga sempre in modo inderogabile, ma per una prassi interna di maggior tutela che le banche adottano discrezionalmente - specialmente quando gli importi in gioco sono rilevanti o quando vogliono avere una garanzia rafforzata sull'identità del dichiarante prima di liberare somme a favore degli eredi. Non essendo pubbliche amministrazioni, non hanno alcun obbligo di accettare autocertificazioni non autenticate.

Questo significa che lei non ha necessariamente "pagato per nulla": se la banca richiede espressamente l'autentica come condizione per procedere allo svincolo, si tratta di una richiesta legittima sul piano contrattuale, anche se nessuna legge lo impone né lo vieta. È solo una condizione che l'intermediario può legittimamente porre nell'ambito della propria autonomia negoziale e delle proprie procedure di adeguata verifica.
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