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Poste italiane e autocertificazione: obbligo di accettarla senza autentica
Domanda
25 luglio 2026
In Comune si afferma che le Poste siano un gestore di pubblico servizio e come tale sia assoggettato alle norme sulla P.A. e quindi deve accettare le autocertificazioni senza autentica di firma. Di converso le Poste dicono che vogliono le dichiarazioni di atto notorio per "sbloccare" le pratiche, con l'autentica di firma.
Francesca, dalla provincia di FE
Francesca, dalla provincia di FE
Risposta ADUC
Gentile Francesca,
La questione che lei descrive riguarda un nodo interpretativo reale e dibattuto: se Poste Italiane, in quanto gestore di pubblico servizio, sia tenuta ad accettare le autocertificazioni ai sensi del DPR 445/2000 (Testo Unico sulla documentazione amministrativa) alla stessa stregua delle pubbliche amministrazioni in senso stretto.
Il DPR 445/2000 prevede che le autocertificazioni e le dichiarazioni sostitutive di atto notorio (senza autentica di firma) siano obbligatoriamente accettate dalle pubbliche amministrazioni e, per espressa previsione normativa, anche dai gestori di pubblici servizi, nei rapporti con i propri utenti. Questo principio è stabilito in modo chiaro: i gestori di pubblici servizi non possono richiedere ai cittadini documenti o autentiche che la legge consente di sostituire con autocertificazione.
Poste Italiane è pacificamente considerata un gestore di pubblico servizio. Se effettivamente, come lei descrive, richiede l'autentica della firma su dichiarazioni per le quali la legge consente invece la dichiarazione sostitutiva senza autentica, tale richiesta appare contraria al quadro normativo sopra indicato.
Le consigliamo di procedere così: presenti un reclamo scritto formale all'ufficio postale interessato, citando il DPR 445/2000 e la qualità di gestore di pubblico servizio, e chiedendo per iscritto la motivazione del rifiuto di accettare l'autocertificazione. Se il reclamo non produce risultati, può segnalare la questione al Difensore Civico del suo Comune o della sua Regione, che ha competenza a intervenire sui gestori di pubblico servizio in materia di autocertificazioni, oppure presentare un esposto all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) o direttamente alla direzione aziendale di Poste Italiane tramite i canali di reclamo ufficiali.
Per la redazione del reclamo scritto, può utilizzare il nostro generatore di moduli per spedizioni e Poste.
Per approfondire: la nostra scheda sul Difensore Civico.
La questione che lei descrive riguarda un nodo interpretativo reale e dibattuto: se Poste Italiane, in quanto gestore di pubblico servizio, sia tenuta ad accettare le autocertificazioni ai sensi del DPR 445/2000 (Testo Unico sulla documentazione amministrativa) alla stessa stregua delle pubbliche amministrazioni in senso stretto.
Il DPR 445/2000 prevede che le autocertificazioni e le dichiarazioni sostitutive di atto notorio (senza autentica di firma) siano obbligatoriamente accettate dalle pubbliche amministrazioni e, per espressa previsione normativa, anche dai gestori di pubblici servizi, nei rapporti con i propri utenti. Questo principio è stabilito in modo chiaro: i gestori di pubblici servizi non possono richiedere ai cittadini documenti o autentiche che la legge consente di sostituire con autocertificazione.
Poste Italiane è pacificamente considerata un gestore di pubblico servizio. Se effettivamente, come lei descrive, richiede l'autentica della firma su dichiarazioni per le quali la legge consente invece la dichiarazione sostitutiva senza autentica, tale richiesta appare contraria al quadro normativo sopra indicato.
Le consigliamo di procedere così: presenti un reclamo scritto formale all'ufficio postale interessato, citando il DPR 445/2000 e la qualità di gestore di pubblico servizio, e chiedendo per iscritto la motivazione del rifiuto di accettare l'autocertificazione. Se il reclamo non produce risultati, può segnalare la questione al Difensore Civico del suo Comune o della sua Regione, che ha competenza a intervenire sui gestori di pubblico servizio in materia di autocertificazioni, oppure presentare un esposto all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) o direttamente alla direzione aziendale di Poste Italiane tramite i canali di reclamo ufficiali.
Per la redazione del reclamo scritto, può utilizzare il nostro generatore di moduli per spedizioni e Poste.
Per approfondire: la nostra scheda sul Difensore Civico.
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