Cara ADUC
INTESA SAN PAOLO-ISY BANK
Domanda
2 marzo 2024
Spett. Associazione ADUC,
Gentilmente scrivo in quanto i rapporti che mia figlia aveva in essere presso Intesa San Paolo sono stati trasferiti, senza il suo consenso, a ISY BANK, una assolutamete non richiesta banca che ESISTE solo tramite "APP", nemmeno sul web...Non appena realizzato questo trasferimento d'ufficio mia figlia ha provveduto ad inviare una e-mail pec a Intesa San Paolo manifestando il suo disappunto nonchè la sua indignazione, invitando quest'ultimo istituto di credito a ripristinare immediatamete il suo conto corrente e a riconoscerle un indennizzo per il disagio procuratole. Invece, anzichè quanto richiesto, recentemente ha ricevuto una telefonata "registrata" da un'operatrice Isy Bank che le ha riferito di volerle "leggere" una comunicazione che la riguardava. Mia figlia ha chiesto di ricevere tale comunicazione in forma scritta. Ciò le è stato negato dall'operatrice in questione (modalità al pari delle tanto svalutate categorie di venditori abusivi), inoltre nei giorni scorsi Isy bank le ha inviato un paio di e-mail di posta ordinaria con le quali segnala la presenza di comunicazioni nella "App" senza tuttavia mai riportarne il testo. E' a mio parere davvero scorretto e arrogante questo comportamento: Intesa San Paolo si permette di non rispondere nemmeno alla e-mail pec inviata lo scorso 8 novembre, mentre si pretende che i clienti trasferiti senza manifestare il proprio consenso ma nzi, segnalando il contrario, si informino per ciò che li riguarda obbligatoriamente sulla "App" di una, a mio parere, sedicente banca alla quale sono stati comunicati tutti i dati personali...ma sarebbe questa "la legge uguale per tutti? Peraltro sono mesi ormai che a mia figlia viene impedito l'utilizzo del saldo a suo credito di cui disponeva e dell'operatività che aveva in precedenza.
Che dire?Cosa si può fare? E' prevista una class action?Ringrazio sin d'ora per l'attenzione.
I migliori saluti.
Mirella, dalla provincia di BL
Gentilmente scrivo in quanto i rapporti che mia figlia aveva in essere presso Intesa San Paolo sono stati trasferiti, senza il suo consenso, a ISY BANK, una assolutamete non richiesta banca che ESISTE solo tramite "APP", nemmeno sul web...Non appena realizzato questo trasferimento d'ufficio mia figlia ha provveduto ad inviare una e-mail pec a Intesa San Paolo manifestando il suo disappunto nonchè la sua indignazione, invitando quest'ultimo istituto di credito a ripristinare immediatamete il suo conto corrente e a riconoscerle un indennizzo per il disagio procuratole. Invece, anzichè quanto richiesto, recentemente ha ricevuto una telefonata "registrata" da un'operatrice Isy Bank che le ha riferito di volerle "leggere" una comunicazione che la riguardava. Mia figlia ha chiesto di ricevere tale comunicazione in forma scritta. Ciò le è stato negato dall'operatrice in questione (modalità al pari delle tanto svalutate categorie di venditori abusivi), inoltre nei giorni scorsi Isy bank le ha inviato un paio di e-mail di posta ordinaria con le quali segnala la presenza di comunicazioni nella "App" senza tuttavia mai riportarne il testo. E' a mio parere davvero scorretto e arrogante questo comportamento: Intesa San Paolo si permette di non rispondere nemmeno alla e-mail pec inviata lo scorso 8 novembre, mentre si pretende che i clienti trasferiti senza manifestare il proprio consenso ma nzi, segnalando il contrario, si informino per ciò che li riguarda obbligatoriamente sulla "App" di una, a mio parere, sedicente banca alla quale sono stati comunicati tutti i dati personali...ma sarebbe questa "la legge uguale per tutti? Peraltro sono mesi ormai che a mia figlia viene impedito l'utilizzo del saldo a suo credito di cui disponeva e dell'operatività che aveva in precedenza.
Che dire?Cosa si può fare? E' prevista una class action?Ringrazio sin d'ora per l'attenzione.
I migliori saluti.
Mirella, dalla provincia di BL
Risposta ADUC
per la verità l'Autorità Antitrust ha previsto che le due banche, previa informativa chiara ed esaustiva sulle caratteristiche del nuovo conto Isybank, assegnino ai correntisti un congruo termine per fornire il proprio consenso espresso al trasferimento (questo si legge nel comunicato dell'Antitrust datato Roma 30 novembre 2023). Pertanto, se sua figlia ha comunicato il proprio dissenso, il trasferimento non dovrebbe avvenire. Diversamente non c'è che da contestare il comportamento di Intesa S. Paolo eventualmente avanti all'Arbitro Bancario Finanziario.
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