Cara ADUC
Impianto idrico utilizzato dal sottoscritto ma di proprietà di un terzo
Domanda
7 dicembre 2024
Gentile avvocato/a 4 anni fa acquistai un monolocale in Trapani. Nell’atto di
vendita (rogito) l’unica riserva pretesa dalla venditrice afferiva l’impianto elettrico (riporto sotto la dizione inserita nell’atto di compravendita. Vedi Nota **) Davo per scontato che il monolocale fosse munito di proprio idrico normalmente funzionante tanto che in sede di visita nel monolocale ci vivevano degli inquilini.
Nell’atto notarile non si fece alcun cenno riguardo l’impianto idrico funzionante e che ritenevo mio, allocato nella apposita nicchia situata nell’androne a fianco degli altri impianti idrici singoli-esclusivi degli altri condomini.
Visto che non ricevevo la bolletta certificante il consumo dell’acqua a distanza di 4 anni, temendo un distacco, mi rivolgevo al servizio idrico del comune di Trapani ed in data 14-6-24 scoprivo che l’impianto da cui attingevo acqua potabile non era mio ne’ della venditrice ma di un terzo (anziano 83 enne) abitante a Milano che in loco non si vedeva da anni. Lo stesso all’interno di una sua email del 14-6-24 mi confermava che l’impianto era esclusivamente suo. IL venditore non mi ha dato prova contraria per cui son certo che effettivamente il proprietario della presa d’acqua sia l’anziano milanese.
Nei 90 gg concessi dal codice p. penale ho sporto querela sostenendo che la venditrice mi aveva truffato ex art. 640 cp e aveva fatto una dichiarazione falsa in atto e avanti a pubblico ufficiale (notaio) ex art 482-483.CP.
Chiedo alla luce della dizione sottostante regge la mia querela fatta per fare lui pressione e che ritirerei se la venditrice mi rimborsasse a piè di lista i costi vivi (documentati) che sto sostenendo per la creazione di un nuovo ed esclusivo impianto idrico ? Vi ringrazio molto
Art.3……..omissis;
3.co. Il sottoscritto dichiara di aver preso visione dell’immobile e di averlo controllato e trovato di suo gradimento e conforme agli accordi stabiliti dalle parti
1.Con riferimento agli impianti di cui all’art 1 del dm 22 gennaio 2008 n.37 le
parti contraenti convengono:
a. Che la parte alienante con l consenso della parte acquirente NON garantisce
la conformità degli impianti che corredano i beni oggetto del presente contratto
alla normativa in materia di sicurezza vigente all’epoca in cui detti impianti sono stati realizzati.
Ennio, dalla provincia di BS
vendita (rogito) l’unica riserva pretesa dalla venditrice afferiva l’impianto elettrico (riporto sotto la dizione inserita nell’atto di compravendita. Vedi Nota **) Davo per scontato che il monolocale fosse munito di proprio idrico normalmente funzionante tanto che in sede di visita nel monolocale ci vivevano degli inquilini.
Nell’atto notarile non si fece alcun cenno riguardo l’impianto idrico funzionante e che ritenevo mio, allocato nella apposita nicchia situata nell’androne a fianco degli altri impianti idrici singoli-esclusivi degli altri condomini.
Visto che non ricevevo la bolletta certificante il consumo dell’acqua a distanza di 4 anni, temendo un distacco, mi rivolgevo al servizio idrico del comune di Trapani ed in data 14-6-24 scoprivo che l’impianto da cui attingevo acqua potabile non era mio ne’ della venditrice ma di un terzo (anziano 83 enne) abitante a Milano che in loco non si vedeva da anni. Lo stesso all’interno di una sua email del 14-6-24 mi confermava che l’impianto era esclusivamente suo. IL venditore non mi ha dato prova contraria per cui son certo che effettivamente il proprietario della presa d’acqua sia l’anziano milanese.
Nei 90 gg concessi dal codice p. penale ho sporto querela sostenendo che la venditrice mi aveva truffato ex art. 640 cp e aveva fatto una dichiarazione falsa in atto e avanti a pubblico ufficiale (notaio) ex art 482-483.CP.
Chiedo alla luce della dizione sottostante regge la mia querela fatta per fare lui pressione e che ritirerei se la venditrice mi rimborsasse a piè di lista i costi vivi (documentati) che sto sostenendo per la creazione di un nuovo ed esclusivo impianto idrico ? Vi ringrazio molto
Art.3……..omissis;
3.co. Il sottoscritto dichiara di aver preso visione dell’immobile e di averlo controllato e trovato di suo gradimento e conforme agli accordi stabiliti dalle parti
1.Con riferimento agli impianti di cui all’art 1 del dm 22 gennaio 2008 n.37 le
parti contraenti convengono:
a. Che la parte alienante con l consenso della parte acquirente NON garantisce
la conformità degli impianti che corredano i beni oggetto del presente contratto
alla normativa in materia di sicurezza vigente all’epoca in cui detti impianti sono stati realizzati.
Ennio, dalla provincia di BS
Risposta ADUC
situazione bizzarra davvero. Non ci possiamo esprimere sul fatto che la querela spinga o meno la venditrice a risarcirla: questo dipende dalla venditrice, che non conosciamo. Le possiamo però dire che la truffa presuppone il dolo, ovvero che la venditrice fosse a conoscenza della situazione e l'abbia intenzionalmente taciuta in sede contrattuale. Sarà quindi l'autorità giudiziaria a valutare se ci sono elementi per aprire un procedimento oppure archiviare il tutto.
A nostro avviso, se vuole essere risarcito di fronte ad un diniego della venditrice, l'unica vera azione da fare è una causa civile, affidandosi ad un legale di sua fiducia.
A nostro avviso, se vuole essere risarcito di fronte ad un diniego della venditrice, l'unica vera azione da fare è una causa civile, affidandosi ad un legale di sua fiducia.
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