Domenica 4 ottobre 2026
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Cara ADUC

Bollette acqua dopo vendita casa: come contestare debiti prescritti

4 ottobre 2026
Domanda 4 ottobre 2026
Buongiorno, mi rivolgo a voi per un annoso problema che ho con Acea Ato5 dal lontano 2017. Precedentemente avevo un contratto di fornitura con loro per un immobile che ho successivamente venduto appunto nel 2017. A suo tempo feci regolare disdetta telefonica comunicando di aver venduto la casa. Nei mesi successivi e a tutt'oggi continuano a pervenirmi bollette e richieste di pagamento, tant'è che feci regolare denuncia e feci scrivere da un avvocato che io non ero più intestataria delle bollette e che quindi non dovevo pagare le somme richieste. Mi risposero che non avendo il tecnico avuto la possibilità di mettere i sigilli al contatore dentro casa (non più mia) le bollette dovevo pagarle io.
Dopo anni di PEC e comunicazioni con Acea ato5, a parte la frustrazione e sfinimento, oggi mi è arrivato un SMS da esaconsult che mi chiede di pagare entro 2 giorni le bollette (non mie).
Sono parecchi soldi dal 2017 e non vorrei mi facessero il pignoramento sul quinto dello stipendio. Sono disperata, vorrei un consiglio autorevole da voi su come agire una volta e per tutte per uscire da questo incubo!
Grazie
Paola, dalla provincia di FR

Risposta ADUC
Gentile Paola,
Comprendiamo la sua frustrazione per una vicenda che si trascina da così tanti anni. Proviamo a mettere ordine sui diversi piani della questione.

Sul piano sostanziale, se lei ha effettivamente comunicato la disdetta nel 2017 segnalando la vendita dell'immobile, la responsabilità per i consumi successivi al subentro del nuovo proprietario (o comunque successivi alla data in cui il gestore è stato messo in condizione di sapere che lei non era più l'utenza) non dovrebbe gravare su di lei. Il fatto che il tecnico non abbia materialmente apposto i sigilli al contatore è una questione organizzativa del gestore, non può da sola trasformarla in debitrice di consumi che altri hanno effettuato in un immobile non più suo: la mancata disattivazione tecnica è un problema che riguarda il rapporto tra il gestore e il nuovo proprietario/utilizzatore dell'immobile, semmai imputabile a chi non ha fatto volture o a carenze organizzative del gestore stesso.

Ci sono poi due aspetti pratici urgenti da verificare. Il primo: le bollette più vecchie, risalenti anche al 2017-2018, sono quasi certamente prescritte. La prescrizione per le bollette di acqua, gas, luce e telefono è di 2 anni: se il gestore non ha interrotto la prescrizione con richieste formali in modo continuativo, buona parte del credito che oggi le viene reclamato potrebbe non essere più esigibile. Questo è un argomento da far valere subito e con forza nei confronti della società di recupero crediti.

Il secondo aspetto riguarda l'urgenza del messaggio ricevuto: un sms che intima il pagamento in 2 giorni da una società di recupero crediti non ha alcun valore di titolo esecutivo e non può, da solo, portare a un pignoramento. Il pignoramento del quinto dello stipendio richiede un decreto ingiuntivo definitivo e non opposto, oppure altro titolo esecutivo: un sms di sollecito non è nulla di tutto questo, e non deve indurla a pagamenti affrettati per paura.

Le consigliamo di agire su due fronti paralleli. Da un lato, risponda per iscritto (PEC) alla società di recupero crediti e, per conoscenza, ad Acea Ato5, contestando formalmente il debito, richiamando la disdetta del 2017, la cessione dell'immobile e l'intervenuta prescrizione delle somme più datate, chiedendo di astenersi da ulteriori richieste fino a verifica documentale. Dall'altro, poiché si tratta di un servizio idrico, la via corretta per una contestazione strutturata è il reclamo scritto al gestore e, se la risposta non arriva o non è soddisfacente, la conciliazione presso ARERA, che è obbligatoria prima di rivolgersi al Giudice di Pace per queste materie.

Può trovare il nostro modulo per il reclamo utenze.

Se in futuro dovesse arrivare un vero decreto ingiuntivo, è fondamentale non lasciarlo decorrere: ha 40 giorni per opporsi, e a quel punto le consigliamo di rivolgersi a un avvocato per l'opposizione formale, portando tutta la documentazione (disdetta, atto di vendita, PEC pregresse).

Per approfondire: la nostra guida sulle conciliazioni obbligatorie per energia elettrica e gas e la nostra scheda sul giudice di pace.
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