Cara ADUC
Disdetta scuola infanzia paritaria
Domanda
10 ottobre 2017
Gentili consulenti dell'ADUC,
sono il papà di una bimba di 3 anni e mezzo. All'inizio dello scorso settembre io e mia moglie abbiamo iscritto nostra figlia presso una scuola del'infanzia paritaria da diversi anni sottoscrivendo entrambi un contratto che prevede in calce il pagamento dell'intera somma annuale in caso di ritiro anticipato. Sull'onda dell'entusiasmo iniziale di mia figlia abbiamo apposto doppia firma anche in calce alla suddetta clausola.
Purtroppo, solo dopo la prima settimana, la bimba ha cominciato a rifiutare l'idea di andare ancora all'asilo, al punto che sia a casa durante la preparazione che all'asilo stesso ha continue crisi di pianto e vomito. Loro fanno quello che possono, ma secondo noi non sono in grado, nonostante la loro cordialità, di gestire il bisogno particolare di mia figlia, molto sensibile, che sente la mancanza dei genitori in un contesto nuovo. Sottolineo che mia figlia è gioviale, un vulcano di energia, gran buona forchetta e ama la compagnia, anche se ancora forse non ha imparato a condividere il gioco cooperativo con altri bimbi, perchè abituata nei due anni precedenti alla baby sitter a casa. Anche con quest'ultima abbiamo avuto al'inizio problemi di "distacco" da noi quando la mattina andavamo entrambi al lavoro, ma in breve tempo, grazie alle abilità creative e manuali di questa persona che la accudiva, tale mancanza è stata superata dalla bimba; quando tornavamo a casa la trovavamo felice ed elettrizzata per tutte le cose che aveva fatto con la tata. Caso mai il problema era il contrario, farla staccare da questa quando andava via.
Adesso, dopo un mese di asilo, mia figlia è pallida, smagrita, spenta, non racconta mai quello che fa (tra parentesi siamo certi che non sia successo nulla di traumatico o di spiacevole nè con i compagnetti nè con tutti gli operatori dell'asilo, che comunque sono persone a modo) e ha il terrore di doverci tornare l'indomani.
In più occasioni ci hanno riferito, all'atto della riconsegna a noi dopo il pranzo verso le 13.00, che la bimba ha più volte vomitato (loro sostengono a causa di muco persistente ma non è cosi perchè a casa la bimba è tranquilla),pianto, e non ha mangiato. L'altro ieri, ad esempio, dopo che aveva vomitato a scuola intorno alle 9.00 il latte che prende a colazione,
sicuramente a causa di crisi di pianto, dicono che abbia smesso di piangere (ci hanno mandato una foto via whatsapp dove si vede la bimba che accenna un forzato sorriso, ma con delle occhiaie rossissime segno di pianto persistente), nessuno del personale della scuola si è preoccupato di reintegrare i liquidi che aveva perso la bimba dopo il vomito; non ha preso neanche una goccia d'acqua per quattro ore. Tornata a casa, ha bevuto di getto almeno mezzo litro d'acqua. L'avevano peraltro lasciata quasi totalmente digiuna. Posso recedere dal contratto stipulato senza dover pagare come penale l'intera retta annuale (circa 2.500 euro)?. Grazie.
Stefano, da Palermo (PA)
sono il papà di una bimba di 3 anni e mezzo. All'inizio dello scorso settembre io e mia moglie abbiamo iscritto nostra figlia presso una scuola del'infanzia paritaria da diversi anni sottoscrivendo entrambi un contratto che prevede in calce il pagamento dell'intera somma annuale in caso di ritiro anticipato. Sull'onda dell'entusiasmo iniziale di mia figlia abbiamo apposto doppia firma anche in calce alla suddetta clausola.
Purtroppo, solo dopo la prima settimana, la bimba ha cominciato a rifiutare l'idea di andare ancora all'asilo, al punto che sia a casa durante la preparazione che all'asilo stesso ha continue crisi di pianto e vomito. Loro fanno quello che possono, ma secondo noi non sono in grado, nonostante la loro cordialità, di gestire il bisogno particolare di mia figlia, molto sensibile, che sente la mancanza dei genitori in un contesto nuovo. Sottolineo che mia figlia è gioviale, un vulcano di energia, gran buona forchetta e ama la compagnia, anche se ancora forse non ha imparato a condividere il gioco cooperativo con altri bimbi, perchè abituata nei due anni precedenti alla baby sitter a casa. Anche con quest'ultima abbiamo avuto al'inizio problemi di "distacco" da noi quando la mattina andavamo entrambi al lavoro, ma in breve tempo, grazie alle abilità creative e manuali di questa persona che la accudiva, tale mancanza è stata superata dalla bimba; quando tornavamo a casa la trovavamo felice ed elettrizzata per tutte le cose che aveva fatto con la tata. Caso mai il problema era il contrario, farla staccare da questa quando andava via.
Adesso, dopo un mese di asilo, mia figlia è pallida, smagrita, spenta, non racconta mai quello che fa (tra parentesi siamo certi che non sia successo nulla di traumatico o di spiacevole nè con i compagnetti nè con tutti gli operatori dell'asilo, che comunque sono persone a modo) e ha il terrore di doverci tornare l'indomani.
In più occasioni ci hanno riferito, all'atto della riconsegna a noi dopo il pranzo verso le 13.00, che la bimba ha più volte vomitato (loro sostengono a causa di muco persistente ma non è cosi perchè a casa la bimba è tranquilla),pianto, e non ha mangiato. L'altro ieri, ad esempio, dopo che aveva vomitato a scuola intorno alle 9.00 il latte che prende a colazione,
sicuramente a causa di crisi di pianto, dicono che abbia smesso di piangere (ci hanno mandato una foto via whatsapp dove si vede la bimba che accenna un forzato sorriso, ma con delle occhiaie rossissime segno di pianto persistente), nessuno del personale della scuola si è preoccupato di reintegrare i liquidi che aveva perso la bimba dopo il vomito; non ha preso neanche una goccia d'acqua per quattro ore. Tornata a casa, ha bevuto di getto almeno mezzo litro d'acqua. L'avevano peraltro lasciata quasi totalmente digiuna. Posso recedere dal contratto stipulato senza dover pagare come penale l'intera retta annuale (circa 2.500 euro)?. Grazie.
Stefano, da Palermo (PA)
Risposta ADUC
dal suo appassionato e amorevole racconto non si evince che ci siano delle manchevolezze da parte della scuola, per cui starebbero rispettando il contratto stipulato. Ci sembra strano (ma forse e' solo una nostra non-informazione) che non siano stati messi in atto i classici periodi di avviamento che prevedono la presenza anche di un genitore per un certo periodo. Comunque, dal punto di vista legale, sembra che non ci siano iniziative possibili per il recupero di quanto pagato. Per cui le resta solo una trattativa e un accordo con la scuola.
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