Cara ADUC
Diritti disabili a scuola
Domanda
24 dicembre 2020
Buonasera,
Sono madre di un bimbo disabile art.3 comma 3 e vorrei delucidazioni, se possibile con riferimenti normativi e giurisprudenziali circa i diritti di mio figlio nell'ambito scolastico.
Il minore frequenta il terzo anno di scuola primaria ed è affetto da disturbo dello spettro autistico.
Sino ad oggi nonostante le problematiche legate all'annuale cambio di docente di sostegno, sempre non specializzato, il percorso scolastico è stato complessivamente sereno, caratterizzato da insegnanti senza esperienza ma molto collaborative e da una Referente scolastica per gli alunni disabili molto professionale ed accogliente.
Purtroppo l'anno scolastico in corso si sta presentando tortuoso e pieno di ostacoli per il soddisfacimento dei bisogni del minore. Purtroppo i rapporti con il nuovo insegnante sono molto tesi, in quanto lo stesso desiderava avere un rapporto 1 ad 1 fuori dalla classe per facilitare l'apprendimento dell'alunno e prediligeva alcune discipline trascurandone completamente altre. Abbiamo chiesto modifica del PEI relegando l'attività didattica fuori dal gruppo classe ad episodi sporadici dettati da particolari necessità ed abbiamo inoltre chiesto che il piccolo segua le stesse lezioni della classe con le semplificazioni necessarie perchél'alunno si senta parte della comunità scolastica. Inoltre abbiamo chiesto che come negli anni precedenti il maestro si coordini con la psicologa aba che segue il minore da 5 anni.
Quando dall'osservazione dei quaderno constatato l'inapplicazione del PEI ho chiesto chiarimenti al maestro e alla nuova Referente scolastica, la quale sembra ritenere superfluo il progetto educativo della famiglia, assume un un atteggiamento corporativistico difendendo ciecamente il collega non consentendoci neanche di esprimere in modo chiaro il nostro punto di vista. Il medesimo atteggiamento è riservato alle figure professionali che ruotano intorno al minore: psicologa, logopedista, terapisti.
Il percorso educativo extrascolastico allo stato è l'unico elemento di continuità garantito al minore, costretto ogni anno a nuovi insegnanti di sostegno.
Si può pretendere continuità rispetto al percorso educativo didattico intrapreso dal minore e basato sui principi dell'aba?
Come possiamo in punta di diritto difendere nostro figlio da questo atteggiamento cieco che pone al centro la libertà d'insegnamento anziché l'interesse del minore?
Inoltre, per il futuro si può pretendere una figura professionale preparata sull'autismo o dobbiamo continuare a subire queste situazioni?
Cordiali saluti e grazie dell'attenzione
Dalla provincia di IT
Sono madre di un bimbo disabile art.3 comma 3 e vorrei delucidazioni, se possibile con riferimenti normativi e giurisprudenziali circa i diritti di mio figlio nell'ambito scolastico.
Il minore frequenta il terzo anno di scuola primaria ed è affetto da disturbo dello spettro autistico.
Sino ad oggi nonostante le problematiche legate all'annuale cambio di docente di sostegno, sempre non specializzato, il percorso scolastico è stato complessivamente sereno, caratterizzato da insegnanti senza esperienza ma molto collaborative e da una Referente scolastica per gli alunni disabili molto professionale ed accogliente.
Purtroppo l'anno scolastico in corso si sta presentando tortuoso e pieno di ostacoli per il soddisfacimento dei bisogni del minore. Purtroppo i rapporti con il nuovo insegnante sono molto tesi, in quanto lo stesso desiderava avere un rapporto 1 ad 1 fuori dalla classe per facilitare l'apprendimento dell'alunno e prediligeva alcune discipline trascurandone completamente altre. Abbiamo chiesto modifica del PEI relegando l'attività didattica fuori dal gruppo classe ad episodi sporadici dettati da particolari necessità ed abbiamo inoltre chiesto che il piccolo segua le stesse lezioni della classe con le semplificazioni necessarie perchél'alunno si senta parte della comunità scolastica. Inoltre abbiamo chiesto che come negli anni precedenti il maestro si coordini con la psicologa aba che segue il minore da 5 anni.
Quando dall'osservazione dei quaderno constatato l'inapplicazione del PEI ho chiesto chiarimenti al maestro e alla nuova Referente scolastica, la quale sembra ritenere superfluo il progetto educativo della famiglia, assume un un atteggiamento corporativistico difendendo ciecamente il collega non consentendoci neanche di esprimere in modo chiaro il nostro punto di vista. Il medesimo atteggiamento è riservato alle figure professionali che ruotano intorno al minore: psicologa, logopedista, terapisti.
Il percorso educativo extrascolastico allo stato è l'unico elemento di continuità garantito al minore, costretto ogni anno a nuovi insegnanti di sostegno.
Si può pretendere continuità rispetto al percorso educativo didattico intrapreso dal minore e basato sui principi dell'aba?
Come possiamo in punta di diritto difendere nostro figlio da questo atteggiamento cieco che pone al centro la libertà d'insegnamento anziché l'interesse del minore?
Inoltre, per il futuro si può pretendere una figura professionale preparata sull'autismo o dobbiamo continuare a subire queste situazioni?
Cordiali saluti e grazie dell'attenzione
Dalla provincia di IT
Risposta ADUC
faccia le sue rimostranze al Dirigente scolastico e all'Ente superiore (Ufficio scolastico provinciale, ex Provveditorato agli studi); non può pretendere sempre lo stesso insegnante, poichè il loro impiego risponde a una graduatoria, ma puo' certamente pretendere il rispetto del PEI. Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
La normativa di riferimento è la legge 328/2000 (art. 14) e il dlgs 66/2017 (artt. 5 e seguenti). Le consigliamo di rivolgersi anche al Difensore civico regionale, qualora non riceva risposte soddisfacenti.
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
La normativa di riferimento è la legge 328/2000 (art. 14) e il dlgs 66/2017 (artt. 5 e seguenti). Le consigliamo di rivolgersi anche al Difensore civico regionale, qualora non riceva risposte soddisfacenti.
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