Cara ADUC
Cassapanca sul pianerottolo condominiale: come ottenere la rimozione
Domanda
31 luglio 2026
Buonasera, in un palazzo di 6 piani, 3 appartamenti per piano, un condòmino ha messo una cassapanca nel pianerottolo che, oltre ad essere pericolosa per chi scende le scale, avendo spigoli molto sporgenti, impedisce l'evacuazione immediata dell'immobile in caso di crollo o incendio. L'amministratore ha più volte richiesto per iscritto la rimozione al proprietario che adduce motivi futili, quali il poco spazio a disposizione a casa sua e la situazione non è cambiata. Possiamo, come condomini, incaricare l'amministratore, di incaricare una ditta per la sua rimozione? O, altrimenti, a chi bisogna rivolgersi per intimare al condòmino la rimozione della cassapanca?
Grazie e cordiali saluti
Luigi, dalla provincia di RM
Grazie e cordiali saluti
Luigi, dalla provincia di RM
Risposta ADUC
Gentile Luigi,
La situazione che descrive è effettivamente problematica su due piani distinti: quello condominiale (occupazione di uno spazio comune) e quello della sicurezza (ostacolo alle vie di fuga), che è un profilo rilevante anche per le autorità pubbliche.
Sul primo piano, i pianerottoli sono parti comuni e nessun condòmino può occuparli invasivamente e stabilmente con propri beni senza il consenso dell'assemblea. Se il condòmino persiste nel rifiuto, l'amministratore — con mandato assembleare — può agire in giudizio per ottenere un provvedimento di rimozione, anche in via d'urgenza.
Quanto all'idea di incaricare direttamente una ditta per rimuovere la cassapanca, le consigliamo di non percorrere questa strada senza un provvedimento del giudice: farlo in via autonoma esporrebbe il condominio a un'azione per danni o per turbativa del possesso da parte del condòmino, per quanto infondate possano sembrare le sue rivendicazioni. Non potete farvi giustizia da soli.
Il secondo piano, quello della sicurezza antincendio: se l'edificio rientra tra quelli soggetti alla normativa antincendio (in genere quelli con più di quattro piani fuori terra o con specifiche destinazioni), può segnalare la situazione al Comando dei Vigili del Fuoco territorialmente competente.
In parallelo, riteniamo utile che l'assemblea deliberi formalmente la rimozione e diffidi nuovamente per iscritto il condòmino, mettendo a verbale il rifiuto: questo documento potrà essere utilizzato sia in giudizio sia nella segnalazione alle autorità.
Per approfondire: la nostra guida sull'assemblea condominiale
La situazione che descrive è effettivamente problematica su due piani distinti: quello condominiale (occupazione di uno spazio comune) e quello della sicurezza (ostacolo alle vie di fuga), che è un profilo rilevante anche per le autorità pubbliche.
Sul primo piano, i pianerottoli sono parti comuni e nessun condòmino può occuparli invasivamente e stabilmente con propri beni senza il consenso dell'assemblea. Se il condòmino persiste nel rifiuto, l'amministratore — con mandato assembleare — può agire in giudizio per ottenere un provvedimento di rimozione, anche in via d'urgenza.
Quanto all'idea di incaricare direttamente una ditta per rimuovere la cassapanca, le consigliamo di non percorrere questa strada senza un provvedimento del giudice: farlo in via autonoma esporrebbe il condominio a un'azione per danni o per turbativa del possesso da parte del condòmino, per quanto infondate possano sembrare le sue rivendicazioni. Non potete farvi giustizia da soli.
Il secondo piano, quello della sicurezza antincendio: se l'edificio rientra tra quelli soggetti alla normativa antincendio (in genere quelli con più di quattro piani fuori terra o con specifiche destinazioni), può segnalare la situazione al Comando dei Vigili del Fuoco territorialmente competente.
In parallelo, riteniamo utile che l'assemblea deliberi formalmente la rimozione e diffidi nuovamente per iscritto il condòmino, mettendo a verbale il rifiuto: questo documento potrà essere utilizzato sia in giudizio sia nella segnalazione alle autorità.
Per approfondire: la nostra guida sull'assemblea condominiale
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