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Cara ADUC

Bologna - turisti e test pcr

15 febbraio 2022
Domanda 15 febbraio 2022
vorrei segnalare un grave disservizio legato ai test PCR necessari ai turisti per rientrare nei Paesi di origine dopo un soggiorno in Italia.
A Bologna, all'inizio dell'anno, due turisti irlandesi hanno prenotato per tempo un test PCR presso un Poliambulatorio abilitato, richiesta urgente (sovrapprezzo 30 euro) per poter ottenere il risultato il giorno 1/1/2022 (la partenza era prevista per il giorno 2 gennaio).
I test erano scaricabili solo online.
Il giorno 1/1 i test non erano disponibili; non c'era nessun riferimento di contatto per urgenze, e comunque siamo riusciti tramite email a segnalare la cosa al Poliambulatorio la mattina della domenica 2 gennaio, interloquendo direttamente con il Direttore Sanitario.
I test venivano materialmente lavorati da un laboratorio in Toscana, anch'esso non contattabile (non solo dall'utenza finale, che peraltro non era a conoscenza del laboratorio che eseguiva i test), ma nemmeno dal Poliambulatorio che li commissiona.
Nonostante i ripetuti solleciti durante tutta la mattinata e primo pomeriggio, morale della favola i test non sono arrivati in tempo e i turisti non sono stati accettati sull'aereo.
Sono stati costretti ad acquistare un nuovo biglietto per il giorno successivo, a soggiornare una notte in più a Bologna e a ripetere un test, questa volta nella struttura predisposta in aeroporto.
Il tutto ovviamente con disagi che si possono ben immaginare, e con notevoli costi (biglietti aerei, soggiorno ulteriore, nuovi test, ecc.).
Fin da subito è stato chiesto il rimborso di questi costi, in via "bonaria", allegando ovviamente tutta la documentazione necessaria (compresa la corrispondenza email intercorsa con il Direttore Sanitario), ma le richieste sono state del tutto ignorate (non si sono nemmeno degnati di rispondere).
Successivamente è stato contattato anche il laboratorio toscano, responsabile del ritardo, ma anch'esso ha semplicemente ignorato le richieste.
Entrambi le strutture, oltre a evidenziare una totale disorganizzazione ed una totale mancanza di responsabilità, dimostrano un disprezzo nei confronti delle persone a cui hanno provocato il danno, non rispondendo minimamente alle richieste, inoltrate anche a mezzo PEC.
Se vogliamo rilanciare il turismo dall'estero trattando così gli ospiti, è davvero dura.
Anche come Paese non facciamo una bella figura.
Potete darci dei suggerimenti su come muoversi?
Grazie in anticipo
Roberto, dalla provincia di BO

Risposta ADUC
suo interlocutore è il poliambulatorio a cui, se ha già intimato il dovuto con una diffida via pec, il passo successivo è il giudice. Questa la nostra scheda sul Giudice di Pace:
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
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