Cara ADUC
Banca rifiuta apertura conto per debiti pregressi: è legittimo?
Domanda
25 luglio 2026
Può, e in caso affermativo in base a quale normativa, la banca rifiutarsi di aprire un conto per via di debiti supposti/pregressi risalenti ad altri conti chiusi in precedenza, affermando però che se si estingue il debito che risulta "in banca dati" la filiale provvederà ad aprire il conto?
Francesca, dalla provincia di FE
Francesca, dalla provincia di FE
Risposta ADUC
Gentile Francesca,
La questione che pone tocca due piani distinti: il diritto all'apertura di un conto di pagamento di base e la legittimità della segnalazione in banca dati.
Sul primo piano, la normativa europea recepita in Italia (il decreto legislativo che ha attuato la direttiva 2014/92/UE, cosiddetta direttiva Payment Accounts) prevede il cosiddetto "conto di base": qualsiasi consumatore residente nell'Unione Europea ha diritto ad aprire e utilizzare un conto di pagamento di base presso qualsiasi banca autorizzata. I motivi per cui la banca può legittimamente rifiutare sono molto limitati e tassativi: essenzialmente la mancanza di documenti validi di identificazione, il sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo ai sensi della normativa antiriciclaggio, o il fatto che il richiedente sia già titolare di un conto attivo in Italia. La presenza di un debito pregresso non figura tra le cause di rifiuto legittimo per il conto di base. Pertanto, se i fatti sono come lei descrive, la banca potrebbe non avere titolo per negare l'apertura del conto di base per questo motivo.
Sul secondo piano, riguardo alla segnalazione in banca dati, ha diritto di chiedere alla banca, per iscritto, di indicarle esattamente in quale sistema di informazioni creditizie (CRIF, CTC, Experian o sistemi interni) risulta la segnalazione, e per quale importo. Se ritiene che la segnalazione sia errata, contestata o relativa a un debito prescritto, può esercitare il diritto di rettifica e cancellazione ai sensi del GDPR, rivolgendosi direttamente al gestore della banca dati e, se necessario, al Garante per la protezione dei dati personali.
Le suggeriamo quindi due passi concreti: inviare un reclamo scritto alla banca chiedendo l'apertura del conto di base e la motivazione del rifiuto (può usare il nostro generatore di moduli per reclami bancari), e contestualmente richiedere per iscritto alla banca l'indicazione della banca dati in cui risulta segnalata. In caso di risposta insoddisfacente, può presentare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che è gratuito e vincolante per la banca.
Per approfondire: la nostra scheda sull'Arbitro Bancario Finanziario
La questione che pone tocca due piani distinti: il diritto all'apertura di un conto di pagamento di base e la legittimità della segnalazione in banca dati.
Sul primo piano, la normativa europea recepita in Italia (il decreto legislativo che ha attuato la direttiva 2014/92/UE, cosiddetta direttiva Payment Accounts) prevede il cosiddetto "conto di base": qualsiasi consumatore residente nell'Unione Europea ha diritto ad aprire e utilizzare un conto di pagamento di base presso qualsiasi banca autorizzata. I motivi per cui la banca può legittimamente rifiutare sono molto limitati e tassativi: essenzialmente la mancanza di documenti validi di identificazione, il sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo ai sensi della normativa antiriciclaggio, o il fatto che il richiedente sia già titolare di un conto attivo in Italia. La presenza di un debito pregresso non figura tra le cause di rifiuto legittimo per il conto di base. Pertanto, se i fatti sono come lei descrive, la banca potrebbe non avere titolo per negare l'apertura del conto di base per questo motivo.
Sul secondo piano, riguardo alla segnalazione in banca dati, ha diritto di chiedere alla banca, per iscritto, di indicarle esattamente in quale sistema di informazioni creditizie (CRIF, CTC, Experian o sistemi interni) risulta la segnalazione, e per quale importo. Se ritiene che la segnalazione sia errata, contestata o relativa a un debito prescritto, può esercitare il diritto di rettifica e cancellazione ai sensi del GDPR, rivolgendosi direttamente al gestore della banca dati e, se necessario, al Garante per la protezione dei dati personali.
Le suggeriamo quindi due passi concreti: inviare un reclamo scritto alla banca chiedendo l'apertura del conto di base e la motivazione del rifiuto (può usare il nostro generatore di moduli per reclami bancari), e contestualmente richiedere per iscritto alla banca l'indicazione della banca dati in cui risulta segnalata. In caso di risposta insoddisfacente, può presentare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che è gratuito e vincolante per la banca.
Per approfondire: la nostra scheda sull'Arbitro Bancario Finanziario
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