Cara ADUC
Wind
Domanda
8 luglio 2016
Gentilissimi, chiedo il vostro aiuto per quanto di seguito.
Ho ricevuto da "CrediTech" per conto di "Wind Telecomunicazioni" un avviso di "costituzione in mora".
Cerco di riassumere: il 19 settembre 1999 ho attivato il servizio di posta elettronica con l'account [email protected] (e un altro indirizzo per mia moglie). All'epoca la posta elettronica era già abbastanza utilizzata, ma quasi tutti i servizi erano a pagamento. Da allora ho sempre diligentemente pagato tutte le bollette, anche dopo avere quasi del tutto cessato di utilizzare l'account in questione per passare ai servizi gratuiti (e migliori) di Gmail e altri provider. L'anno scorso, il 1° luglio 2015, ho cercato di inviare disdetta con fax e raccomandata. Ovviamente senza esito. Ho così continuato a ricevere bollette e ingiunzioni. Dico "ovviamente" perché Wind NON HA UN INDIRIZZO, né di posta elettronica né di posta tradizionale, per le eventuali disdette. Inutile dire, che è del tutto vano cercare di parlare (come ho fatto) con i vari "numeri verdi". Praticamente, dunque, si è condannati a restare "abbonati a vita". Non ho cancellato la procedura indicata dal provider per cancellare l'utenza poiché si tratta di una procedura prevista per chi vuole semplicemente cambiare l'indirizzo di posta elettronica; non è affatto previsto né dichiarato che l'utente in questo modo non riceverà più bollette. E, comunque, avendo loro il completo accesso al server di posta elettronica, possono dichiarare quello che vogliono. Magari anche che il sottoscritto fa un uso intensivo e continuo dell'account in questione.
In conclusione, due domande:
1. E' utile rivolgersi all'Autorità Antitrust (e/o altre Autorità) segnalando (magari con la mia casella di posta elettronica certificata) l'evidente abuso di Wind?
2. E' utile inviare per conoscenza a voi l'eventuale comunicazione all'Antitrust?
3. Avete altri suggerimenti da darmi?
Grazie
Marco, da Roma (RM)
Ho ricevuto da "CrediTech" per conto di "Wind Telecomunicazioni" un avviso di "costituzione in mora".
Cerco di riassumere: il 19 settembre 1999 ho attivato il servizio di posta elettronica con l'account [email protected] (e un altro indirizzo per mia moglie). All'epoca la posta elettronica era già abbastanza utilizzata, ma quasi tutti i servizi erano a pagamento. Da allora ho sempre diligentemente pagato tutte le bollette, anche dopo avere quasi del tutto cessato di utilizzare l'account in questione per passare ai servizi gratuiti (e migliori) di Gmail e altri provider. L'anno scorso, il 1° luglio 2015, ho cercato di inviare disdetta con fax e raccomandata. Ovviamente senza esito. Ho così continuato a ricevere bollette e ingiunzioni. Dico "ovviamente" perché Wind NON HA UN INDIRIZZO, né di posta elettronica né di posta tradizionale, per le eventuali disdette. Inutile dire, che è del tutto vano cercare di parlare (come ho fatto) con i vari "numeri verdi". Praticamente, dunque, si è condannati a restare "abbonati a vita". Non ho cancellato la procedura indicata dal provider per cancellare l'utenza poiché si tratta di una procedura prevista per chi vuole semplicemente cambiare l'indirizzo di posta elettronica; non è affatto previsto né dichiarato che l'utente in questo modo non riceverà più bollette. E, comunque, avendo loro il completo accesso al server di posta elettronica, possono dichiarare quello che vogliono. Magari anche che il sottoscritto fa un uso intensivo e continuo dell'account in questione.
In conclusione, due domande:
1. E' utile rivolgersi all'Autorità Antitrust (e/o altre Autorità) segnalando (magari con la mia casella di posta elettronica certificata) l'evidente abuso di Wind?
2. E' utile inviare per conoscenza a voi l'eventuale comunicazione all'Antitrust?
3. Avete altri suggerimenti da darmi?
Grazie
Marco, da Roma (RM)
Risposta ADUC
poichè lei ha solo accennato al problema con Wind (i recapiti del quale sono rintracciabili agevolmente sul web), non possiamo esprimere un parere nel merito. Per i contenziosi con i gestori telefonici, questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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