Giovedì 22 ottobre 2026
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Cara ADUC

Diritto alla riparazione 2026: come funziona per elettrodomestici fuori garanzia

22 ottobre 2026
Domanda 22 ottobre 2026
Cara Aduc, se non vado errato, oggi 22 ottobre 2026 dovrebbe entrare in vigore il D.Lgs. 176/2026, il cosiddetto "Diritto alla Riparazione" per i prodotti che rientrano nelle categorie coperte (elettrodomestici, smartphone, tablet, ecc.): ch'io sappia, utile per combattere eventualmente la cosiddetta "obsolescenza programmata" (la scheda!) e evitare che comprare un nuovo prodotto convenga di più che riparare il vecchio.

Per quello che ho capito leggendo da varie fonti, c'è da scrivere direttamente al fabbricante (e non al venditore) per richiedere un modulo (che però forse manco è obbligato a inviarti) e siglare eventualmente un contratto, con prezzo massimo, tempi, eventuale bene sostitutivo e validità di 30 giorni.

Per favore, la domanda quindi è: ma tutto questo tecnicamente come funziona? Le mie "varie fonti" non m'hanno chiarito per niente come stanno le cose.

Anche perché il caso vuole che proprio in questi giorni (ed entrambi con garanzia scaduta secondo me da poco tempo!) abbia un microonde che non "scalda" più come prima e una lavatrice che presenta costantemente un codice di errore che non ti permette - se non con acrobazie inaudite e con una notevole perdita di tempo - di aprire lo sportello a fine lavaggio (per quanto ne so, la sostituzione della scheda e manodopera si aggira sui 250 euro mentre una lavatrice nuova senza troppe pretese e in promozione la puoi prendere con più o meno 300).

Grazie per risposta,
Roberto (da Roma)

Risposta ADUC
Gentile Roberto,
confermiamo che il decreto legislativo 176/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre è entrato in vigore proprio oggi 22 ottobre 2026, e recepisce la direttiva europea 2024/1799, inserendo nel Codice del consumo un nuovo titolo dedicato alla riparazione dei beni. Riguarda però solo 11 categorie di prodotti con requisiti europei di riparabilità, tra cui smartphone, tablet e telefoni cordless, lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, apparecchi di refrigerazione e asciugabiancheria; non vale quindi automaticamente per qualunque elettrodomestico, ma solo per quelli già soggetti a specifiche regole UE di progettazione ecocompatibile (ecodesign). Il microonde, salvo verifiche, potrebbe non rientrarvi; la lavatrice sì.

Il meccanismo, in sintesi: l'obbligo di riparare grava sul fabbricante (o, se non stabilito in UE, su rappresentante, importatore o distributore), e il fabbricante deve riparare il bene su richiesta del consumatore, per difetti che non rientrano nella garanzia legale del venditore, cioè proprio il caso di un prodotto con garanzia scaduta come i suoi. Lei scrive al fabbricante chiedendo la riparazione; questo, se accetta, deve fornirle un documento scritto, il modulo europeo di informazioni sulla riparazione, con cos'ha il prodotto, cosa faranno, quanto costerà al massimo, quando glielo restituiranno, e tali condizioni restano vincolanti per il riparatore per almeno 30 giorni. Attenzione però: la normativa non obbliga in automatico a inviare questo modulo in ogni caso; se il riparatore non lo fornisce, il consumatore può comunque concludere un contratto per i servizi di riparazione con un riparatore in base alle informazioni precontrattuali fornite con altri mezzi secondo le regole generali sui contratti a distanza. Non esiste quindi un prezzo massimo imposto dalla legge per la riparazione: il tetto di spesa nasce solo dal contenuto del modulo che il fabbricante stesso propone, non da un listino normativo.

Per il microonde (se non rientra tra le 11 categorie) resta solo la strada ordinaria: riparatore di fiducia o assistenza del produttore, senza le tutele specifiche di questo decreto. Per la lavatrice, se effettivamente coperta, le suggeriamo di scrivere al fabbricante chiedendo espressamente la riparazione fuori garanzia e il modulo europeo di informazioni, segnalando il difetto.
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