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Cara ADUC

spese sanitarie degli ultimi sei mesi di vita come passività deducibili nella dich di successione

26 luglio 2016
Domanda 26 luglio 2016
Gent.ma aduc,
Dovendo presentare una dichiarazione di successione per un familiare, tra le passività ho indicato, nell'apposito quadro del modello 4, anche le spese per le cure mediche degli ultimi sei mesi di vita del familiare deceduto, sostenute dall'erede, allegando naturalmente la relativa documentazione.
Nella fattispecie trattasi di visite specialistiche in libera professione intramoenia, spese farmaceutiche e ticket per la diagnostica. Tali spese, ovviamente, sono state pagate al momento dell'erogazione della relativa prestazione o acquisto di farmaci, dal familiare erede che accompagnava il familiare poi deceduto, e,quindi, la data riportata dai relativi scontrini-fatture fiscali è relativa a quando la persona deceduta era ancora in vita. L'intestazione degli scontrini-fatture relativi alle visite specialistiche e alla diagnostica, emessi dalle casse automatiche delle strutture sanitarie pubbliche, ove il pagamento è stato effettuato, è, necessariamente, quella della persona deceduta, cioè del paziente al cui nome la prestazione sanitaria era stata prenotata. E non sarebbe possibile altrimenti.
Il funzionario dell'agenzia dell'entrate che ha esaminato la relativa documentazione, all'atto della presentazione della dichiarazione di successione, ha obiettato che tali spese non sono considerabili passività sostenute dagli eredi, in quanto i relativi scontrini-fatture fiscali riportando -necessariamente peraltro, come sopra detto- date anteriori alla morte del de cuius, ipso facto, sono da considerarsi pagati dal de cuius medesimo e non dagli eredi, e si è rifiutato di accettare tali fatture come documentazione allegata, nonostante gli sia stata anche espressamente citata la sentenza della Corte di Cassazione in merito, n.9957, del 15 maggio 2015.
Vi chiedo, gentilmente, se tale comportamento è, giuridicamente, corretto ed, eventualmente, in caso contrario, un consiglio circa le possibilità esistenti per far valere i propri diritti, considerato -qualora vi fossero ulteriori spese di patrocinio legale o assistenza fiscalistica da affrontare- che le passività in questione ammontano a circa mille euro e che la dichiarazione di successione è già stata consegnata (scadendo nella prima decade di agosto prossimo il periodo di 12 mesi concesso dalla legge per presentarla).
Cordiali saluti.
Marcello, da Pisa (PI)

Risposta ADUC
si', anche se intestate al de cuius, quelle spese sono passività deducibili. Ed è proprio la sentenza da lei citata a dirlo chiaramente. Purtroppo l'Agenzia delle Entrate non si è ancora adeguata, o intende non adeguarsi ancora a questo indirizzo giurisprudenziale.
Entro due anni, prima che le venga notificato un avviso di rettifica e liquidazione della maggiore imposta, comunque potrà procedere a rettificare questi errori:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/c7f28f0049c7b061b8d3be7261567127/Risoluzione+8e+_2_.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=c7f28f0049c7b061b8d3be7261567127
Le consigliamo quindi di presentare una dichiarazione rettificativa. Quando verrà calcolato l'importo di successione, potrà a quel punto valutare se impugnarlo alla Commissione tributaria provinciale (anche senza avvocato per cause di importi inferiori a 3mila euro).
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