Cara ADUC
Rivalsa garanzia tramite estratto conto
Domanda
9 maggio 2020
Buongiorno, nel marzo 2018 ho acquistato un cuscino Tempur modello ombracio presso il negozio La casa del materasso di Gallarate.
Recentemente l’ho sfoderato per lavare la fodera e ho notato che il cuscino mostra evidenti difetti di fabbrica. Controllo il sito tempur e risulta che tale modello ha 3 anni di garanzia.
Provo inutilmente a contattare il negozio quindi contatto direttamente Tempur il quale dopo verifica mi conferma che il rivenditore in questione ha chiuso e che si prenderanno loro in carico il mio caso. Mi chiedono di fornire lo scontrino e le foto del cuscino in questione.
Fornisco loro il 3 aprile le foto e l’estratto conto in quanto lo scontrino non è più in mio possesso.
Il 20 aprile mando un sollecito via email, il 28 aprile dopo aver parlato con una persona del customer service mando un ulteriore sollecito allegando un’altro contatto in cc sotto indicazione dell’operatrice e mi rassicura che entro massimo 48 ore avrei ricevuto risposta e che comunque non ci sarebbero stati problemi.
Non ricevendo risposta il 4 maggio li ricontatto nuovamente al servizio clienti e mi dicono che l’attesa è data dal fatto che non ho lo scontrino originale e loro non riconoscono l’estratto conto come prova di acquisto e che quindi devono aspettare risposta dall’ufficio commerciale.
Lo stesso giorno mi scrivono via email che mi riconoscono un corrispettivo pari la metà del valore del bene per riacquistare lo stesso prodotto e la motivazione è data dal fatto che necessitano dello scontrino originale.
Io lavoro nel retail e mi risulta che l’estratto conto è riconosciuto come prova di acquisto.
Come posso fare per far valere i miei diritti?
Grazie
Federico, dalla provincia di MI
Recentemente l’ho sfoderato per lavare la fodera e ho notato che il cuscino mostra evidenti difetti di fabbrica. Controllo il sito tempur e risulta che tale modello ha 3 anni di garanzia.
Provo inutilmente a contattare il negozio quindi contatto direttamente Tempur il quale dopo verifica mi conferma che il rivenditore in questione ha chiuso e che si prenderanno loro in carico il mio caso. Mi chiedono di fornire lo scontrino e le foto del cuscino in questione.
Fornisco loro il 3 aprile le foto e l’estratto conto in quanto lo scontrino non è più in mio possesso.
Il 20 aprile mando un sollecito via email, il 28 aprile dopo aver parlato con una persona del customer service mando un ulteriore sollecito allegando un’altro contatto in cc sotto indicazione dell’operatrice e mi rassicura che entro massimo 48 ore avrei ricevuto risposta e che comunque non ci sarebbero stati problemi.
Non ricevendo risposta il 4 maggio li ricontatto nuovamente al servizio clienti e mi dicono che l’attesa è data dal fatto che non ho lo scontrino originale e loro non riconoscono l’estratto conto come prova di acquisto e che quindi devono aspettare risposta dall’ufficio commerciale.
Lo stesso giorno mi scrivono via email che mi riconoscono un corrispettivo pari la metà del valore del bene per riacquistare lo stesso prodotto e la motivazione è data dal fatto che necessitano dello scontrino originale.
Io lavoro nel retail e mi risulta che l’estratto conto è riconosciuto come prova di acquisto.
Come posso fare per far valere i miei diritti?
Grazie
Federico, dalla provincia di MI
Risposta ADUC
la legge ammette qualsiasi prova documentale, purchè la controparte non la contesti (cfr. art. 2712 cc); nel suo caso l'estratto conto bancario rappresenta il pagamento effettuato al posto dello scontrino, sempre che il venditore non ne disconosca la relazione ai fatti.
In caso di disconoscimento, intervengono le presunzioni che sono le conseguenze che il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignorato (2727 cc).
In conclusione, in virtù di tali principi, lei può ben insistere sulla prova del pagamento e sulla richiesta della garanzia piena.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
In caso di disconoscimento, intervengono le presunzioni che sono le conseguenze che il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignorato (2727 cc).
In conclusione, in virtù di tali principi, lei può ben insistere sulla prova del pagamento e sulla richiesta della garanzia piena.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+camera+commercio_11797.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/giudice+pace_15959.php
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