Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Riscatto della piena proprietà di immobile in edilizia convenzionata

4 aprile 2022
Domanda 4 aprile 2022
Buongiorno, l'anno scorso ho ereditato l'immobile dei miei genitori, costruito negli anni ottanta in un comune di provincia in zona P.E.E.P. (ovvero in edilizia convenzionata). Dopo qualche mese di verifiche scopro che i miei genitori non avevano mai riscattato la piena proprietà pertanto ne faccio richiesta al comune, dal quale mi viene risposto che tutti i riscatti sono bloccati A TEMPO INDETERMINATO causa recepimento in corso di nuova normativa sul tema. Questo vale anche per il capoluogo di provincia, al quale il comune in questione fa riferimento per queste pratiche. Cercando su internet trovo notizie che parlano di una riforma risalente a luglio 2021. Ciò significa che i riscatti risultano bloccati da ben 8 mesi. Cosa dice la legge in proposito? Esiste una qualunque regolamentazione che tuteli il diritto del superficiario di poter riscattare la piena proprietà? E se sì esistono delle tempistiche da massime entro le quali il comune ha la possibilità di bloccare questo diritto? Infine, è plausibile che il comune stia tergiversando in vista dell'imminente applicazione della riforma del catasto che consentirebbe una quantificazione ad esso più favorevole dell'importo di riscatto? L'alternativa al riscatto è la valutazione da parte del comune sia per la vendita che per la locazione, per la quale mi vengono richieste tutte le fatture delle migliorie effettuate negli anni il cui reperimento mi sta creando non poche difficoltà. Quale peso possono avere queste fatture in percentuale nel calcolo (sia per eventuale vendita che locazione)? Grazie, un saluto
Monica

Risposta ADUC
l’art. 22 bis della legge 108 del 29.07.2021, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31/07/2021 ha sostituto i commi 47, 48 e 49 bis dell'art. 31 della L. 448/1998, modificando sostanzialmente le modalità di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà e, in particolare, la modalità di calcolo per la determinazione dei corrispettivi da pagare. Pertanto i corrispettivi, così come determinati dai comuni con proprie delibere devono essere rivisti alla luce della nuova norma e pertanto non sono più applicabili. Dovrebbe essere premura degli stessi comuni accelerare al massimo la pubblicazione delle nuove tariffe, sbloccando i proventi che derivano dai riscatti richiesti dai cittadini.
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