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Cara ADUC

Riparazione auto in garanzia con parti rigenerate

28 giugno 2016
Domanda 28 giugno 2016
Buongiorno,
vi scrivo per chiedere il vostro parere su una pratica che, pur essendo applicata sempre più frequentemente da molti produttori, sembra non trovare riscontro diretto nelle attuali normative a tutela del consumatore: in particolare mi riferisco all'utilizzo di parti rigenerate, o ricondizionate, negli interventi di riparazione in garanzia.
A titolo di esempio, vi riporto quanto accaduto recentemente.
Dopo pochi mesi dall'acquisto di un auto (di una nota casa automobilistica tedesca) iniziano a manifestarsi dei problemi di rumorosità ad alcune parti meccaniche, inizialmente sporadici, ma via via sempre più frequenti.
La cosa viene segnalata tempestivamente al concessionario, il quale, dopo un'attenta analisi, risponde che la risoluzione del guasto richiede la completa sostituzione del cambio automatico, gestita completamente in garanzia (il valore stimato dell'intervento è di circa 5000€).
A conferma di tale diagnosi, il concessionario riferisce di un problema "gia noto" al produttore, riguardante una serie limitata di cambi automatici, tra cui il mio.
La parte sostitutiva viene ordinata il giorno stesso e installata quello successivo, ma al momento della verifica emergono altri problemi, giustificati con la frase: "Può succedere con parti di rotazione".
Solo a quel punto, ad intervento concluso, vengo a conoscenza che la parte non è stata sostituita con una nuova, ma con un prodotto rigenerato, per limitare i costi da parte del produttore.
L'intervento è stato subito contestato, ma il concessionario ribadisce che è "prassi comune" utilizzare parti rigenerate, ed è lo stesso produttore ad obbligare l'utilizzo di tali parti.
Ora è abbastanza evidente che una parte rigenerata, anche se soggetta a numerosi controlli, non può avere la stessa affidabilità di una parte nuova, in particolare trattandosi di componenti meccanici soggetti ad usura: va ricordato inoltre che la parte sostitutiva non è soggetta a garanzia di 2 anni, in quanto l'intervento viene effettuato in garanzia, quindi fa fede la garanzia residua del mezzo.
Detto questo, vi chiedo se una pratica del genere (adottata da quasi tutti i produttori auto) è da ritenersi legale, sopratutto considerando che nella maggior parte dei casi il cliente non riceve alcuna informazione sull'origine delle parti di ricambio... e non viene chiesto il suo benestare all'utilizzo di parti rigenerate.
Tale comportamento può essere oggetto di segnalazione per pratica commerciale scorretta a danno del consumatore?
Grazie.
Gianmaria, da Vittorio Veneto (TV)

Risposta ADUC
crediamo che lei abbia ragione, che' se nella garanzia o negli accordi non viene specificato l'origine dei pezzi cambiati, gli stessi si intendono nuovi e no rigenerati (nonostante la "prassi"). Nel suo caso specifico si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di diffida:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Per la pratica commerciale scorretta, faccia una segnalazione allo sportello del Garante della concorrenza e del mercato: http://www.agcm.it/consumatore/55-tutela-consumatore/contact-center/5616-come-segnalare.html
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