Martedì 9 giugno 2026
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Cara ADUC

Rette centro diurno disabili a Brescia

29 febbraio 2016
Domanda 29 febbraio 2016
1) Il comune di brescia con delibera della giunta comunale n. 664 del 17/12/13, nei COSTI DI RIFERIMENTO DEI SERVIZI EROGATI DAL COMUNE, per quanto riguarda le rette dei centri diurni disabili decide che "Il costo di riferimento è la media delle rette dei cittadini che frequentano i servizi della città". Questo comporta che il servizio che mio figlio frequenta in quanto disabile al 100% e che costa all'ente erogatore circa 30€ al giorno mi venga addebitato a circa 38€ al giorno. A me sembra un sopruso bello e buono.
2) Tanto più che questo servizio richiede di essere pagato anche quando l'utente è assente. Capisco la giornata senza preavviso ma non le assenze programmate per assenze lunghe come le vacanze con la famiglia dove l'assistenza deve essere pagata dalla famiglia 2 volte: quella virtuale al centro diurno e quella reale nel luogo in cui si trova. Questa pretesa ha una giustificazione nel fatto che la struttura deve sostenersi economicamente anche quando l'utente è assente ma, in caso di assenze prolungate, mentre l'ASL
sospende il pagamento delle quote sanitarie perchè non fornite, il disabile deve continuare a pagare le sue quote, solo perchè è il soggetto debole. Tenete presente che questo servizio copre un periodo che va dalla fine della scuola dell'obbligo fino ai 65 anni. C'è la possibilità di opporsi a queste imposizioni?
Sembra che il disabile sia una mucca da mungere e non un soggetto da aiutare.
3)Il comune ritiene che sia io, in quanto genitore e tutore a dover rispondere dei pagamenti con il mio patrimonio personale e non mio figlio in quanto utente. Questo è corretto o può derivare da una dichiarazione che mi sia stata fatta firmare all'inizio del rapporti, 20 anni fa, e che io non ricordo? Nel qual caso è possibile recedere?
Grazie Saluti,
Alberto, da Brescia (BS)

Risposta ADUC
partiamo dalla sua ultima domanda: non è lei direttamente tenuto al pagamento, ma suo figlio. Ciò a meno che lei non abbia firmato un suo personale impegno al pagamento. In quest'ultimo caso il nostro consiglio è di revocarlo immediatamente per il futuro seguendo le indicazioni che trova in questo articolo sull'argomento:
http://www.aduc.it/articolo/rette+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_22158.php
Per quanto riguarda i primi due punti, riteniamo abbia pienamente ragione, se il costo praticato dall'erogatore è di 30 euro, il Comune "rivendendoglielo" a 38 di fatto ci lucra su. Abbiamo esaminato velocemente la delibera, e per altri servizi il costo di riferimento è la "retta praticata dai fornitori"; non si comprende quindi la maggiorazione del servizio di cui suo figlio usufruisce. Ciò detto, la strada da percorrere è quella giudiziale, impugnando l'atto di determinazione della retta a carico di suo figlio entro 60 giorni dalla effettiva conoscenza. Le suggeriamo anche di interessare dell'accaduto il difensore civico regionale: http://www.difensoreregionale.lombardia.it/che-cose/
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
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