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Cara ADUC

Retta Casa Riposo

26 febbraio 2016
Domanda 26 febbraio 2016
Salve, vi avevo già contattati qualche mese fa, ed ora vorrei porvi domande più precise poiché la situazione si è evoluta. Ho uno zio con grave demenza senile, che ha avuto diversi ictus, over 65 non più autosufficiente. Ha sempre vissuto da solo (no moglie né figli) e non possiede nulla, oltre a non aver nessun risparmio. Percepisce la pensione minima (paga però un affitto di 300€), e ha appena fatto la visita per l'indennità di accompagnamento.
Abbiamo cercato aiuto dai servizi sociali del comune (di Martinsicuro, TE), senza avere nulla. Lo abbiamo fatto rimanere a casa sua pagando una badante a ore, ma ha bisogno di assistenza continua e quindi lo abbiamo portato in una casa di riposo, la cui retta mensile è di 1200 €. Ci hanno fatto firmare l'impegno a pagare la retta (a firma di mio padre), con il ricatto che altrimenti non lo avrebbero preso, e la minaccia di cacciarlo qualora non arrivasse il puntuale pagamento mensile. Ora, oltre ai miei dubbi sulla validità di questo impegno (mi sono informato sul vostro sito), il problema più grande riguarda i circa 200€ mensili che mancherebbero per il pagamento della retta, sempre se la domanda di accompagnamento viene accettata. Chi dovrà mettere tale cifra (a maggior ragione senza accompagno)? Mio zio ha altre 2 sorelle, le quali sono in condizioni di salute precaria, come purtroppo anche mio padre. Penso in ogni caso che il nostro isee sia più elevato del loro, e quindi la retta spetterebbe in quantità decisamente maggiori alla nostra famiglia. So che da CC i fratelli sono tenuti agli alimenti, in maniera dello stretto necessario; la retta ci rientra? E il Comune, non è tenuto ad integrare? Sembrerà spiacevole, ma siamo contrari a versare quasi 200€ mensili per una persona che non vediamo da 15 anni, anche perché i pochi risparmi dei miei genitori servono, e serviranno, per le loro cure. Inoltre volevo chiedervi se erano stati attivati altri strumenti di previdenza ed assistenza sociale per individui disagiati, ad es. assegno sociale, in modo tale da poter coprire integralmente la retta. L'ultima cosa riguarda la sua situazione debitoria: ha debiti con equitalia per non so quanti mila€ (bolli e multe non pagate, in prevalenza); cosa succede in questi casi?
La pensione è "pignorabile"? Vi ringrazio.
Alessio, da San Benedetto Del Tronto (AP)

Risposta ADUC
i fratelli sono soggetti tenuti agli alimenti, se e solo se la persona beneficiaria (lo zio), o un suo rappresentante legale- quale ad esempio un amministratore di sostegno - provveda a richiederli in via giudiziale. La retta di ricovero, a nostro parere però non dovrebbe rientrare nel concetto di alimento, poiché il procedimento di attribuzione degli oneri in compartecipazione dei costi della retta, esamina come soggetti da tener presenti, solo i figli e non anche i fratelli e le sorelle.
Gli emolumenti assistenziali di cui parla, occorre che siano richiesti, con l'aiuto del proprio medico di fiducia o dell'assistente sociale, ai relativi enti preposti (in particolare Inps).
La pensione è impignorabile ad eccezione del suo quinto.
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