Cara ADUC
Regione Toscana - Bollo Auto - Importo Comunicato Errato dagli Uffici (In)Competenti della Regione
Domanda
21 dicembre 2023
Buongiorno, nel Settembre 2020 ho pagato il bollo auto di un mio autoveicolo immatricolato nel 1995.
Dal 2015 era prevista una riduzione del 10% per i veicoli ultraventennali e l'importo netto che pagai era indicato nel promemoria inviatomi dalla Regione Toscana il 10-09-2020.
Lo stesso Tariffario Regione Toscana in vigore dal 01-01-2020 indicava la stessa riduzione.
Il calcolo effettuato sul sito dell'Aci confermava lo stesso importo, comprensivo della riduzione.
La piattaforma Iris della Regione, nel documento da essa emesso con gli estremi da riportare sul bonifico, indicava lo stesso importo.
Il bonifico è stato inserito online l'11-09-2020 con addebito di pagamento il 28-09-2020.
Il 28-11-2023 ricevo da parte della Regione l'atto di accertamento relativamente al mancato pagamento della differenza del 10% come da riduzione prevista e da loro calcolata nell'importo notificatomi nei documenti ricevuti nel 2020 e qui allegati.
La tassa automobilistica ammontava a 201,00 Euro, quella ridotta del 10% a 180,90 Euro, da loro richiesto e da me pagato il 28-09-2020.
In questo atto di accertamento mi si chiede la differenza di 20,10 Euro + 1,21 (Interessi Moratori) + 3,95 (Spese di Notifica) = 25,26 Euro.
Ho scoperto solo adesso che con Legge Regionale n.19/2019 la riduzione del 10% è stata abrogata dal 01-01-2020, senza che i documenti prodotti dalla Regione nel 2020 venissero aggiornati con l'importo corretto.
In sostanza ho pagato, allora, un importo errato non per mia mancanza ma per un difetto comunicativo da parte della Regione con l'aggiunta dell'addebito degli interessi e delle spese di notifica.
Stando così i fatti, è contestabile tale richiesta? Come?
Grazie della cortese attenzione
Cordiali saluti
p.s.: altro errore secondario: nell'atto di accertamento è riportata la data di versamento del 25-09-2020 mentre io ho dato mandato di esecuzione del bonifico per il 28-09-2020 e la ricevuta, poi scaricata dalla piattaforma Iris, riporta, come sarebbe stato prevedibile, il 29-09-2020 come data di registrazione del versamento. Questa incongruenza nelle date, in un mondo che ormai dovrebbe vivere di comunicazioni telematiche, è incomprensibile.
p.p.s.: ho telefonato al servizio informazioni indicato nell'atto, mi è stata data conferma dell'obbligo di pagamento della differenza trattandosi di una ottemperanza ad una legge regionale, esonerandomi però dal pagamento degli interessi moratori e delle spese di notifica, essendosi trattato di un loro errore comunicativo, previa richiesta da parte mia per e-mail...
p.p.p.s.: dipendesse da me questi errori li farei pagare a coloro che sono stati responsabili di quanto accaduto, di tasca propria, esattamente con la stessa fiscalità con cui richiedono le sanzioni per importi pagati erroneamente in ritardo.
Alessandro, dalla provincia di PI
Dal 2015 era prevista una riduzione del 10% per i veicoli ultraventennali e l'importo netto che pagai era indicato nel promemoria inviatomi dalla Regione Toscana il 10-09-2020.
Lo stesso Tariffario Regione Toscana in vigore dal 01-01-2020 indicava la stessa riduzione.
Il calcolo effettuato sul sito dell'Aci confermava lo stesso importo, comprensivo della riduzione.
La piattaforma Iris della Regione, nel documento da essa emesso con gli estremi da riportare sul bonifico, indicava lo stesso importo.
Il bonifico è stato inserito online l'11-09-2020 con addebito di pagamento il 28-09-2020.
Il 28-11-2023 ricevo da parte della Regione l'atto di accertamento relativamente al mancato pagamento della differenza del 10% come da riduzione prevista e da loro calcolata nell'importo notificatomi nei documenti ricevuti nel 2020 e qui allegati.
La tassa automobilistica ammontava a 201,00 Euro, quella ridotta del 10% a 180,90 Euro, da loro richiesto e da me pagato il 28-09-2020.
In questo atto di accertamento mi si chiede la differenza di 20,10 Euro + 1,21 (Interessi Moratori) + 3,95 (Spese di Notifica) = 25,26 Euro.
Ho scoperto solo adesso che con Legge Regionale n.19/2019 la riduzione del 10% è stata abrogata dal 01-01-2020, senza che i documenti prodotti dalla Regione nel 2020 venissero aggiornati con l'importo corretto.
In sostanza ho pagato, allora, un importo errato non per mia mancanza ma per un difetto comunicativo da parte della Regione con l'aggiunta dell'addebito degli interessi e delle spese di notifica.
Stando così i fatti, è contestabile tale richiesta? Come?
Grazie della cortese attenzione
Cordiali saluti
p.s.: altro errore secondario: nell'atto di accertamento è riportata la data di versamento del 25-09-2020 mentre io ho dato mandato di esecuzione del bonifico per il 28-09-2020 e la ricevuta, poi scaricata dalla piattaforma Iris, riporta, come sarebbe stato prevedibile, il 29-09-2020 come data di registrazione del versamento. Questa incongruenza nelle date, in un mondo che ormai dovrebbe vivere di comunicazioni telematiche, è incomprensibile.
p.p.s.: ho telefonato al servizio informazioni indicato nell'atto, mi è stata data conferma dell'obbligo di pagamento della differenza trattandosi di una ottemperanza ad una legge regionale, esonerandomi però dal pagamento degli interessi moratori e delle spese di notifica, essendosi trattato di un loro errore comunicativo, previa richiesta da parte mia per e-mail...
p.p.p.s.: dipendesse da me questi errori li farei pagare a coloro che sono stati responsabili di quanto accaduto, di tasca propria, esattamente con la stessa fiscalità con cui richiedono le sanzioni per importi pagati erroneamente in ritardo.
Alessandro, dalla provincia di PI
Risposta ADUC
l'integrazione è senz'altro dovuta, mentre e' da contestare cio' che, almeno a voce, le è stato anticipato il ritiro, cioe' sanzioni, interessi e spese di notifica dell'atto. Quindi si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora
formalizzando quanto sopra, rispettando i limiti temporali prescritti nell'atto per inoltrare il relativo ricorso.
formalizzando quanto sopra, rispettando i limiti temporali prescritti nell'atto per inoltrare il relativo ricorso.
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