Giovedì 11 giugno 2026
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Cara ADUC

pratica commerciale scorretta e inadempimento contrattuale

20 dicembre 2025
Domanda 20 dicembre 2025
Ho aderito online a una promozione proposta dalla palestra, che prevedeva un abbonamento di 24 mesi al prezzo di un anno ("1 anno + 1 anno omaggio"). Dopo l’acquisto, recandomi presso la sede, mi è stato detto che la promozione non era valida per Palermo e che non potevano attivare l’intero periodo. Ho rifiutato questa modifica e, dopo aver manifestato l’intenzione di ricorrere alle vie legali, circa un mese dopo mi è stato comunicato che la direzione di Napoli aveva accettato il contratto. Mi hanno quindi chiesto di pagare l’iscrizione all’app. Accedendo all’app, però, risultava attivo solo un anno. La segreteria mi ha riferito che il secondo anno sarebbe stato caricato alla scadenza del primo, ma questa informazione non è stata supportata da alcun documento. Nessun contratto scritto mi è stato consegnato né fatto firmare, né ho ricevuto comunicazioni relative a eventuali modifiche del contratto originario. Oltre al mio, ho acquistato un abbonamento identico per mia moglie, che presenta le stesse problematiche. Successivamente, mentre il mio abbonamento risultava ancora valido, ho sottoscritto un ulteriore contratto per mio figlio minore di 13 anni, che può accedere solo se accompagnato da un genitore. Poiché ora la palestra non riconosce più i miei abbonamenti né quello di mia moglie, anche mio figlio non può accedere, nonostante abbia pagato e non abbia alcuna responsabilità nella controversia. Ciò mi sta causando danni economici e privazione dei servizi. Tesi sostenuta dall’avvocato della controparte Secondo l’avvocato della società, la promozione online non sarebbe stata applicabile alla sede di Palermo e l’iscrizione definitiva sarebbe avvenuta “in sede” mediante un nuovo contratto autonomo che avrebbe sostituito quello online. Tale presunto contratto, secondo loro, prevederebbe condizioni diverse, tra cui la durata di un solo anno. La società sostiene che, accettando l’attivazione in sede e pagando l’iscrizione, avrei implicitamente aderito alla nuova versione contrattuale, rinunciando al secondo anno omaggio. La controparte afferma quindi che la fattura online non costituirebbe titolo sufficiente a dimostrare la validità della promozione, che sarebbe stata successivamente modificata con il mio consenso. Per quanto riguarda mia moglie, l’avvocato della palestra sostiene che le stesse condizioni – ossia l’esistenza di un nuovo contratto in sede – si applicherebbero anche al suo abbonamento. Per l’abbonamento di mio figlio, la società ritiene che non vi sia alcun collegamento giuridico con la controversia relativa ai contratti online e che l’impossibilità di accesso non dipenda da loro responsabilità. Posso fare qualcosa in merito. disponibile ad inviare tutta documentazione Grazie
Giuseppe, dalla provincia di PA

Risposta ADUC
La posizione espressa dall'avvocato è chiara e comprensibile, ma per poterne verificarne la illegittimità ci occorre la documentazione da lei sottoscritta on line sopratutto al momento dell'adesione iniziale, quella in cui appare evidente che l'offerta escludeva eventualmente dalla promozione la sede di Palermo. In ogni caso, nel contenzioso, il suo interlocutore ci sembra la piattaforma di adesione on line, verso cui farsi valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora
Nel caso in cui la società non accolga la sua richiesta, può scegliere se attivare un tentativo di conciliazione stragiudiziale presso la camera di commercio o il Giudice di Pace, oppure adire le vie legali. Qui le schede sull'argomento:
camera di commercio
giudice di pace
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