Cara ADUC
Possibilità di recesso da un blocco prezzo cucine
Domanda
26 novembre 2020
Buongiorno,
nella giornata di sabato io e il mio compagno abbiamo concluso un contratto con una società di arredamento.
La modalità è questa, entri in "fabbrica" (ma in realtà è una showroom), ti espongono i prodotti e se ti piace la qualità mandi avanti l'incontro per determinare il prezzo della tua cucina (devi decidere in cinque minuti senza avere idea di quanto ti costerà).
Per non perdere l'occasione di uno sconto di fabbrica decidiamo di andare avanti con l'incontro e la sign. Stefania ci fa una proposta (disegno a mano con indicazione laterale del prezzo di listino, prezzo scontato e prezzo di fabbrica).
Decidiamo che il prezzo è buono, ma un po' titubanti sulle modalità chiediamo come avviene il pagamento e cosa succede se per caso dovessimo cambiare idea.Le possibilità sono due: o ci vincoliamo per l'intera cucina(ma non ci sentiamo pronti) oppure come ci aveva anticipato possiamo vincolarci per una somma di 5000euro, versando una caparra del 30% anche in tre rate e tenere aperta la possibilità di modificare l'oggetto del contratto, che può diventare un salotto, una cabina armadio o altro. Stipuliamo il contratto con poche perplessità, spinti da una tempestiva necessità di scegliere per non perdere la possibilità del prezzo di fabbrica che è permesso solo grazie a dei limitati pass (così ci hanno detto) che l'azienda concede e che non si sa se concederanno ancora.
Paghiamo i primi 500 euro sapendo che mal che ci vada, perderemo i soldi della caparra (1500).
Il contratto è quindi un contratto di vendita con facoltà di modifica della merce ordinata, che porta come oggetto una cucina base che serve solo a far figurare il vincolo per il blocco prezzo(prezzo scritto solo a mano e senza un vero preventivo) Una volta a casa, leggiamo il contratto e scopriamo che a differenza di quanto la gentile sign. Stefania ci aveva detto, dovremo versare i rimanenti della caparra, fino a 2000 euro che costituiscono conferma dell'ordine (conferma riferita ad una cucina figurativa) dopo la quale, se vogliamo recedere dobbiamo pagare il 40%.
Insospettiti da questa modalità abbiamo iniziato a cercare alcune recensioni, scoprendo a malincuore che molti consumatori hanno avuto problemi e che, sentita la pressione della decisione immediata, si sono vincolati con questa società perdendo somme di denaro.
Ora, analizzata la situazione a freddo,vorremo capire come tutelarci perchè non riusciamo più a fidarci della controparte, visto che anche le modalità di caparra non ci erano state spiegate come invece sono state firmate.
Ringrazio
Buona giornata
Serena, dalla provincia di VI
nella giornata di sabato io e il mio compagno abbiamo concluso un contratto con una società di arredamento.
La modalità è questa, entri in "fabbrica" (ma in realtà è una showroom), ti espongono i prodotti e se ti piace la qualità mandi avanti l'incontro per determinare il prezzo della tua cucina (devi decidere in cinque minuti senza avere idea di quanto ti costerà).
Per non perdere l'occasione di uno sconto di fabbrica decidiamo di andare avanti con l'incontro e la sign. Stefania ci fa una proposta (disegno a mano con indicazione laterale del prezzo di listino, prezzo scontato e prezzo di fabbrica).
Decidiamo che il prezzo è buono, ma un po' titubanti sulle modalità chiediamo come avviene il pagamento e cosa succede se per caso dovessimo cambiare idea.Le possibilità sono due: o ci vincoliamo per l'intera cucina(ma non ci sentiamo pronti) oppure come ci aveva anticipato possiamo vincolarci per una somma di 5000euro, versando una caparra del 30% anche in tre rate e tenere aperta la possibilità di modificare l'oggetto del contratto, che può diventare un salotto, una cabina armadio o altro. Stipuliamo il contratto con poche perplessità, spinti da una tempestiva necessità di scegliere per non perdere la possibilità del prezzo di fabbrica che è permesso solo grazie a dei limitati pass (così ci hanno detto) che l'azienda concede e che non si sa se concederanno ancora.
Paghiamo i primi 500 euro sapendo che mal che ci vada, perderemo i soldi della caparra (1500).
Il contratto è quindi un contratto di vendita con facoltà di modifica della merce ordinata, che porta come oggetto una cucina base che serve solo a far figurare il vincolo per il blocco prezzo(prezzo scritto solo a mano e senza un vero preventivo) Una volta a casa, leggiamo il contratto e scopriamo che a differenza di quanto la gentile sign. Stefania ci aveva detto, dovremo versare i rimanenti della caparra, fino a 2000 euro che costituiscono conferma dell'ordine (conferma riferita ad una cucina figurativa) dopo la quale, se vogliamo recedere dobbiamo pagare il 40%.
Insospettiti da questa modalità abbiamo iniziato a cercare alcune recensioni, scoprendo a malincuore che molti consumatori hanno avuto problemi e che, sentita la pressione della decisione immediata, si sono vincolati con questa società perdendo somme di denaro.
Ora, analizzata la situazione a freddo,vorremo capire come tutelarci perchè non riusciamo più a fidarci della controparte, visto che anche le modalità di caparra non ci erano state spiegate come invece sono state firmate.
Ringrazio
Buona giornata
Serena, dalla provincia di VI
Risposta ADUC
la caparra si versa in anticipo in conto prezzo; se ci sono ripensamenti il compratore perde la caparra ( vedi a.1385 cc). Nel vs caso avete una rateazione della caparra; comunque se a vs. giudizio vi è una clausola vessatoria , non ha effetto se non l'avete firmata a parte in calce al contratto; e può essere contestata. Si faccia eventualmente valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
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