Cara ADUC
portatore di handicap (legge 104) in RSA
Domanda
27 giugno 2020
Buongiorno,
sto studiando gli aspetti fiscali e contributivi per inserire mio padre in una struttura RSA. Ho sentito l'ass.sociale del comune,3 RSA e un sindacato che pero' mi ha deluso asserendo in modo fumoso che non sanno nulla e non capiscono quello che chiedo! La situazione famigliare e' la seguente:
-padre 86 anni, invalido civile al 100% nel 2000. Nel 2016 viene riconosciuto "portatore di handicap in situazione di gravita' (comma 3,art 3)" ai sensi della legge 104/92. La situazione si aggrava nel tempo e a natale 2019 si trova ad
essere ileostomizzato, con necessita' di assistenza infermieristica domiciliare. Allettato, la demenza progressivamente peggiora non gli fa rendere conto del suo stato di salute, neppure di essere stomizzato. Ho attivato la procedura UVMD a fini rsa, che a breve sara' pronta.
-madre casalinga, 78 anni, fisicamente sana, con disturbi psichiatrici, senza invalidita' riconosciute. Fiscalmente a carico di mio padre. Non percepisce alcun reddito a parte 1440 E/anno lordi derivanti dal 25% di una locazione, in
ced.secca. Vive con mio padre e si occupa di lui ma da sola non basta.
-io, figlio maggiorenne single disoccupato e intento unicamente a prendersi cura dei genitori, residente coi genitori, percettore di 1/6 di locazione immobiliare per 960 E lordi in ced.secca.
-altri due figli occupati residenti altrove, uno sposato con figli, l'altro single, anche loro con 1/6 di locazione cad.
Al momento non c'e' un amministratore di sostegno ma lo faro' io.
Le RSA e mi hanno detto che la quota alberghiera (con sanitaria a carico delle istituzioni) e' circa 58 E/giorno, con la richiesta di pagamento delle fatture a una persona che se ne prende carico (e a loro, ovviamente non interessa chi). Tra l'altro noto che la quota alberghiera rappresenta oltre il 70% dell'intera quota.
Questa retta supera un po la pensione di mio padre, che percepisce 1000 euro di pensione + 500 di indennita' di accompagnamento e la sua quota lorda di 1440 euro/anno da locazione in ced.secca.
Ma soprattutto lascia mia madre, a carico, a reddito di fatto zero.
Intenti a trovare una sostenibile soluzione economica a causa della prospettiva di vita ancora lunga di mio padre e della sua insostenibile gestione a lungo termine a casa, mi sto dando da fare per scoprire benefit e aspetti fiscali che mi possano venire incontro.
Leggo nel vostro sito che la situazione clinica e le invalidita' di mio padre dovrebbero prevedere aiuti importanti. Mi sembra di capire che addirittura l'intera retta (alberghiera+sanitaria) dovrebbe essere a carico del SSN.
Vorrei gentilmente sapere quali sono i miei diritti e come fare per farli valere.
Mi devo rivolgere a un legale? quale? riesco a farlo per tramite vostro (su donazione)? Vi allego documentazione di invalita' citate nella mail.
Vi ringrazio da subito per il tempo e l'impegno speso a rispondermi (e a leggermi).
Donatello, dalla provincia di PD
sto studiando gli aspetti fiscali e contributivi per inserire mio padre in una struttura RSA. Ho sentito l'ass.sociale del comune,3 RSA e un sindacato che pero' mi ha deluso asserendo in modo fumoso che non sanno nulla e non capiscono quello che chiedo! La situazione famigliare e' la seguente:
-padre 86 anni, invalido civile al 100% nel 2000. Nel 2016 viene riconosciuto "portatore di handicap in situazione di gravita' (comma 3,art 3)" ai sensi della legge 104/92. La situazione si aggrava nel tempo e a natale 2019 si trova ad
essere ileostomizzato, con necessita' di assistenza infermieristica domiciliare. Allettato, la demenza progressivamente peggiora non gli fa rendere conto del suo stato di salute, neppure di essere stomizzato. Ho attivato la procedura UVMD a fini rsa, che a breve sara' pronta.
-madre casalinga, 78 anni, fisicamente sana, con disturbi psichiatrici, senza invalidita' riconosciute. Fiscalmente a carico di mio padre. Non percepisce alcun reddito a parte 1440 E/anno lordi derivanti dal 25% di una locazione, in
ced.secca. Vive con mio padre e si occupa di lui ma da sola non basta.
-io, figlio maggiorenne single disoccupato e intento unicamente a prendersi cura dei genitori, residente coi genitori, percettore di 1/6 di locazione immobiliare per 960 E lordi in ced.secca.
-altri due figli occupati residenti altrove, uno sposato con figli, l'altro single, anche loro con 1/6 di locazione cad.
Al momento non c'e' un amministratore di sostegno ma lo faro' io.
Le RSA e mi hanno detto che la quota alberghiera (con sanitaria a carico delle istituzioni) e' circa 58 E/giorno, con la richiesta di pagamento delle fatture a una persona che se ne prende carico (e a loro, ovviamente non interessa chi). Tra l'altro noto che la quota alberghiera rappresenta oltre il 70% dell'intera quota.
Questa retta supera un po la pensione di mio padre, che percepisce 1000 euro di pensione + 500 di indennita' di accompagnamento e la sua quota lorda di 1440 euro/anno da locazione in ced.secca.
Ma soprattutto lascia mia madre, a carico, a reddito di fatto zero.
Intenti a trovare una sostenibile soluzione economica a causa della prospettiva di vita ancora lunga di mio padre e della sua insostenibile gestione a lungo termine a casa, mi sto dando da fare per scoprire benefit e aspetti fiscali che mi possano venire incontro.
Leggo nel vostro sito che la situazione clinica e le invalidita' di mio padre dovrebbero prevedere aiuti importanti. Mi sembra di capire che addirittura l'intera retta (alberghiera+sanitaria) dovrebbe essere a carico del SSN.
Vorrei gentilmente sapere quali sono i miei diritti e come fare per farli valere.
Mi devo rivolgere a un legale? quale? riesco a farlo per tramite vostro (su donazione)? Vi allego documentazione di invalita' citate nella mail.
Vi ringrazio da subito per il tempo e l'impegno speso a rispondermi (e a leggermi).
Donatello, dalla provincia di PD
Risposta ADUC
Quanto ha letto sul nostro sito non è un automatismo ma deriva da sentenza che hanno riconosciuto che, se l'intensità sanitaria delle prestazioni erogate è particolarmente elevata, l'intera retta può esser posta a carico del sistema sanitario. Per quanto a nostra conoscenza nessuna Asl ha mai - dall'inizio - disposto una simile misura, ma solo a seguito di condanna giudiziale. Quel che le suggeriamo è che, fatto ingresso in RSA, chieda copia dei diari infermieristici e li faccia analizzare ad un medico legale di fiducia che valuti, appunto, l'intensità delle prestazioni sanitarie erogate. In caso positivo, potrebbe avviare una azione giudiziale rivolgendosi ad un legale.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti