Cara ADUC
Integrazioni rette RSA
Domanda
11 marzo 2016
Buongiorno,
mia suocera è ospite di un centro residenziale per anziani dal 2013. E' ultrassessantacinquenne e invalida al 100%. La sua pensione e l'accompagnatoria non coprono totalmente la retta e, finora la quota mancante è stata coperta dai suoi risparmi. Ora che stanno terminando, anche a fronte di aumenti della retta, i figli-2 più l'erede del terzo-stanno provvedendo all'integrazione, con notevoli difficoltà economiche. Ora leggendo le sezioni del vostro sito dedicate all'argomento, mi pare di capire che quella famosa quota mancante dovrebbe essere a carico del Comune e non dei figli, ai quali non dovrebbero essere richiesti nemmeno dati relativi ai loro redditi. Quindi, di fatto, non inoltrandomi nello specifico delle normative perché chiaramente comprensibili solo dagli addetti ai lavori, chiedo cortesemente se ad oggi è realmente possibile recarsi in Comune e "pretendere" che lo stesso si prenda in carico l'integrazione della retta, senza ricorrere all'intervento di un legale, che, nel nostro caso, non potremmo permetterci di pagare. In caso di risposta affermativa, chiedo gentilmente anche di indicare i passi da compiere nei confronti del comune e della struttura residenziale che ospita mia suocera, in quanto all'epoca, uno dei figli ha firmato una garanzia o impegno di pagamento.
Grazie mille.
Un saluto.
Mara, da Santa Giustina In Colle (PD)
mia suocera è ospite di un centro residenziale per anziani dal 2013. E' ultrassessantacinquenne e invalida al 100%. La sua pensione e l'accompagnatoria non coprono totalmente la retta e, finora la quota mancante è stata coperta dai suoi risparmi. Ora che stanno terminando, anche a fronte di aumenti della retta, i figli-2 più l'erede del terzo-stanno provvedendo all'integrazione, con notevoli difficoltà economiche. Ora leggendo le sezioni del vostro sito dedicate all'argomento, mi pare di capire che quella famosa quota mancante dovrebbe essere a carico del Comune e non dei figli, ai quali non dovrebbero essere richiesti nemmeno dati relativi ai loro redditi. Quindi, di fatto, non inoltrandomi nello specifico delle normative perché chiaramente comprensibili solo dagli addetti ai lavori, chiedo cortesemente se ad oggi è realmente possibile recarsi in Comune e "pretendere" che lo stesso si prenda in carico l'integrazione della retta, senza ricorrere all'intervento di un legale, che, nel nostro caso, non potremmo permetterci di pagare. In caso di risposta affermativa, chiedo gentilmente anche di indicare i passi da compiere nei confronti del comune e della struttura residenziale che ospita mia suocera, in quanto all'epoca, uno dei figli ha firmato una garanzia o impegno di pagamento.
Grazie mille.
Un saluto.
Mara, da Santa Giustina In Colle (PD)
Risposta ADUC
attualmente (decreto ISEE DPCM n. 159 del 3 dicembre 2013, in vigore dal 1 gennaio 2015) la quota viene determinata sulla base dell'ISEE della persona degente, all'interno del quale viene computata una quota relativa all'ISEE dei figli. Di conseguenza i figli sono tenuti a fornire i propri dati ai fini ISEE del genitore.
Cio' detto, il pagamento dell'eventuale quota a carico del genitore a titolo di quota sociale non può essere chiesta ai figli dal Comune, dalla Asl o dalla struttura. Nel vostro caso il nostro consiglio è di chiedere la corretta determinazione dell'ISEE (che deve prevedere una franchigia di 9.500 euro, e per il quale non deve essere computata l'indennità di accompagnamento) e valutare l'opportunità di revocare l'impegno al pagamento all'epoca firmato.
Le suggeriamo, per approfondire, la lettura di questi articoli sull'argomento:
http://www.aduc.it/articolo/rsa+nuovo+isee+determinazione+della+quota+sociale_22012.php
http://www.aduc.it/articolo/rette+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_22158.php
http://www.aduc.it/comunicato/disabili+consiglio+stato+indennita+fuori+dall+isee_24028.php
----------------
Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
Cio' detto, il pagamento dell'eventuale quota a carico del genitore a titolo di quota sociale non può essere chiesta ai figli dal Comune, dalla Asl o dalla struttura. Nel vostro caso il nostro consiglio è di chiedere la corretta determinazione dell'ISEE (che deve prevedere una franchigia di 9.500 euro, e per il quale non deve essere computata l'indennità di accompagnamento) e valutare l'opportunità di revocare l'impegno al pagamento all'epoca firmato.
Le suggeriamo, per approfondire, la lettura di questi articoli sull'argomento:
http://www.aduc.it/articolo/rsa+nuovo+isee+determinazione+della+quota+sociale_22012.php
http://www.aduc.it/articolo/rette+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_22158.php
http://www.aduc.it/comunicato/disabili+consiglio+stato+indennita+fuori+dall+isee_24028.php
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
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