Domenica 8 novembre 2026
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Cara ADUC

integrazione retta RSA

18 novembre 2014
Domanda 18 novembre 2014
Buongiorno,
circa un mese e mezzo fa sono stata contattata dall'assistente sociale che mi comunicava che mio padre, col quale non ho più alcun tipo di rapporto da 31 anni, era ricoverato in ospedale e la casa in cui viveva non era più agibile e Si rendeva quindi necessario il ricovero in una RSA. Sono figlia unica, mia madre è mancata a quest'anno e, sapendo di essere perseguibile per abbandono di incapace, ho dato la mia disponibilità a trovare una soluzione. Accompagnata dall'assistente sociale ho incontrato mio padre e, in seguito, ho avuto la delega sul conto corrente. Subito dopo mi sono recata all'estero in previsione del mio prossimo definitivo trasferimento. RIentrata in Italia ho scoperto che, nonostante la possibilità di ricovero presso una struttura a lunga degenza gratuita, l'assistente sociale, in accordo con mio padre, ha provveduto al ricovero presso la RSA in cui attualmente si trova. Il mio quesito è il seguente. Non avendo firmato nessuna richiesta e documentazione all struttura in questione, sono obbligata a integrare la differenza di circa € 800 mensili della retta? La pensione di mio padre è molto bassa e ha pochissimi risparmi e una piccolissima casa di proprietà invendibile.
Il secondo quesito è:
in base alla nuova legge 159/2013 sull'Isee, all'art 6 la componente aggiuntiva per ogni figlio non appartenente al nucleo familiare, non è richiesta se risulti accertata l'estraneità del figlio in termini di rapporti affettivi ed economici. Vorrei sapere se è il mio caso anche se ho accettato la delega sul conto di mio padre.
Gloria, da Desenzano Del Garda (BS)

Risposta ADUC
andiamo con ordine:
1) la minaccia del rilievo penale dell'abbandono di incapace non la riguarda. E' una minaccia che piu' volte ci e' stata raccontata da utenti nella sua situazione ma che non ha alcuna attinenza con la sua situazione. L'abbandono di incapace si configura nei confronti dei soggetti che hanno la persona in cura/custodia (puo' essere la struttura in cui vive, il personale dell'ospedale in cui e' ricoverato, il familiare convivente, ecc.)
2) Lei non e' obbligata a pagare alcunche' alla struttura se non ha firmato nulla. L'unico obbligo che potrebbe avere, se attivato direttamente da suo padre o dal suo amministratore di sostegno (e non certo dagli assistenti sociali del Comune), e' l'obbligo alimentare se suo padre si trova in stato di bisogno, e in ogni caso proporzionatamente alla sua situazione economica.
3) Da quanto ci dice l'accertamento della cessazione dei rapporti affettivi ec economici e' il suo caso. Le suggeriamo di leggere questo articolo sull'argomento: http://www.aduc.it/articolo/rette+residenze+sanitarie+assistenziali+nuovo+isee_22158.php
Quanto alla delega sul conto, essa e' recente e funzionale all'esigenza rappresentata dai servizi sociali. fra l'altro non lo ha fatto di sua spontanea volonta' ma sull'onda del timore, a nostro avviso infondato, di essere penalmente perseguita per "abbandono di incapace". Riteniamo quindi che non influirebbe su un giudizio di accertamento della cessazione dei rapporti che prenderebbe in considerazioni tutti i 31 anni di mancato rapporto.
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
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