Venerdì 6 novembre 2026
Menu
Cara ADUC

imposta di registro a seguito sentenza giudiziaria: 3% + 3% = 6%?

1 gennaio 2015
Domanda 1 gennaio 2015
A più di 2 anni di distanza da una sentenza giudiziaria civile purtroppo a me sfavorevole, ho ricevuto circa a metà novembre scorso l’accluso “Avviso di liquidazione dell’imposta / irrogazione delle sanzioni” (OVVIAMENTE DA NON PUBBLICARE: ANZI, CHIEDO CHE QUESTO MIO QUESITO NON VENGA PUBBLICATO NEMMENO PARZIALMENTE, MA CHE MI RISPONDIATE SOLO VIA MAIL), con altra discreta botta pecuniaria per me quale parte soccombente. So già tutto a proposito di chi sia tenuto a pagare, e sul fatto che il pagamento dell’intera cifra di una sola delle parti estingue il debito per tutti.
Quello che non mi è chiaro è la ragione per cui la percentuale del 3% della tassa di registro venga conteggiata 2 volte sull’ammontare della causa di 57.000 euro e rotti, totalizzando un importo praticamente raddoppiato che supera il 6%!
In altre parole: quale giustificazione logica e soprattutto giuridica ha l’applicazione della percentuale del 3% due volte con lo stesso codice tributo 109T (vedi prima pagina del documento accluso – per la seconda riga l’importo è leggermente superiore al 3%)? Ho chiesto all’Agenzia delle Entrate emittente, e mi hanno risposto che una prima applicazione del 3% è l’imposta di registro vera e propria, mentre la seconda si riferisce al “provvedimento di condanna”. Ma dato che l’imposta di registro la paga il soccombente, che è tale appunto perché subisce una condanna, in realtà significa che ogni volta il soccombente di una causa civile paga quindi un balzello totale del 6% invece che del 3% (oltre a tutto quanto è già stato condannato a pagare in sentenza)?
Il mio legale mi ha confermato che la cosa effettivamente non è inusuale, ma che trattasi di questioni di carattere tributario e non giuridico.
Mi piacerebbe capire meglio sia il perché della doppia applicazione del 3%, sia conoscere eventuali possibilità di chiedere una riduzione, nel caso tale gravame fosse in parte contestabile.
Trascrivo anche qua sotto la declaratoria finale della sentenza giudiziaria del 2012, nel caso possa essere utile per inquadrare meglio la questione:
Marco, da Albano Sant'alessandro

Risposta ADUC
il provvedimento riguarda la tassazione su due atti da registrare:
1. registrazione contratto di mutuo, ovvero il 3% su 57.097,57, ovvero 1.713.00;
2. registrazione sentenza civile, ovvero 3% su 57.097,57+interessi, ovvero 1.871.00
Evidentemente, il contratto di mutuo non era stato precedentemente registrato. Con la sentenza, che probabilmente ha riguardato un contratto di mutuo, si impone la registrazione sia della sentenza sia dell'atto di mutuo.
Infatti, se un provvedimento giudiziario presentato per la registrazione
enuncia disposizioni, contenute in atti scritti o contratti verbali non
registrati, l’imposta si applica anche a queste ultime disposizioni.
L’imposta verrà liquidata sia sul provvedimento registrato (c.d. Tassa di sentenza) che su quello enunciato, sul quale ha trovato fondamento la domanda giudiziale (c.d. Tassa di titolo).
Se invece il contratto di mutuo era già stato registrato, è illegittima questa richiesta di pagare nuovamente la registrazione. In questo caso, potrà quindi fare ricorso contro l'avviso presso la Commissione tributaria provinciale.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →