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FMR Art'è: rassegne "fantasma"
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Lettera 
10 novembre 2008 0:00
 
Nel mese di maggio è venuto un incaricato della società FMR Art'è, che pubblica opere d'arte di valore, a regalarmi un volume omaggio. Insieme all'opera mi è stato proposto l'acquisto di una pubblicazione prestigiosa del costo di 2.000 euro, che avrei potuto esporre in una serie di rassegne per ricavarne un compenso, così da pagare l'opera nel giro di due anni quasi interamente grazie al ricavato dalle rassegne. L'iniziativa mi è stata esposta con tale dovizia di particolari, che mi sono lasciata persuadere.
Ho contattato il giorno seguente l'azienda per avere la certezza che l'incaricato fosse venuto realmente a loro nome e ho esposto l'iniziativa. Mi è stato assicurato che avrebbero preso informazioni per accertarne la validità, trattandosi di un'iniziativa della parte commerciale dell'azienda, e che mi avrebbero fatto sapere in caso contrario. Ho risentito l'incaricato, che si è impegnato ad informare l'azienda in merito.
A settembre avrebbero dovuto avere inizio le rassegne mentre, ad oggi, ancora non se n'è fatto niente.
Più volte ho contattato la società FMR Art'è per segnalare il fatto che il loro incaricato non si fosse fatto vivo e che, pur avendo promesso il calendario delle rassegne, non lo ha mai inviato. Mi hanno fissato con lui due appuntamenti ai quali non si è presentato. Ho comunicato più volte telefonicamente con il servizio clienti dell'azienda segnalando la situazione e ho inviato loro alcune mail.
Purtroppo nel contratto non era esplicitato niente riguardo alle rassegne ed io non ho niente di scritto in merito. L'opera mi è stata presentata sul luogo di lavoro, tra l'altro con la precisazione che si trattava di un unico incontro al quale non avrebbe potuto averne seguito un altro. Avevo chiesto, infatti, che l'incaricato di FMR Art'è venisse per una seconda visita a casa, dove avrebbe potuto presentarmi la proposta con più calma e di fronte ai miei familiari perché mi sostenessero nella decisione, ma mi è stato detto che purtroppo poteva realizzarsi soltanto quella visita. Ripensandoci ora ritengo di essere stata molto poco avveduta ma, trattandosi di persona che veniva a nome di un'azienda prestigiosa, non mi è venuto in mente di metterne in dubbio la parola.
A fine novembre dovrò iniziare a pagare l'opera ma, sinceramente, non ritengo corretto il modo in cui si è verificata la sottoscrizione del contratto. Voglio precisare che all'incaricato dell'azienda ho fatto presente che sottoscrivevo il contratto proprio in virtù dell'iniziativa e lui stesso mi ha fatto presente che per lui era fondamentale che il cliente si rendesse disponibile ad esporre l'opera nelle rassegne già in programma.
A questo punto il mio unico desiderio sarebbe quello di restituire l'opera, prima di iniziare con i pagamenti, perché ho il sospetto che l'iniziativa delle rassegne non si realizzerà mai.
Come fare per costringere l'azienda e/o l'incaricato a rispondere in maniera chiara alla mia richiesta di chiarimenti?
Vorrei poter avere qualche consiglio da voi su come comportarmi e soprattutto vorrei segnalare il caso a tutti i lettori.
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
Cordiali saluti.
Laura, da Sassari (SS)

Risposta:
per avere le informazioni che non riesce ad avere, al limite si faccia valere con una messa in mora:
clicca qui
Per le esposizioni, se in contratto non sono previste, agisce male, a meno che non riesce a dimostrare che, praticamente, questo venditore l'ha truffata e quindi, agire per ottenere il dovuto o il rimborso del danno dietro la minaccia di portarlo in giudizio.
 
 
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