Cara ADUC
Perdita occulta ACEA: come ottenere la depenalizzazione della bolletta
Domanda
24 ottobre 2026
Esattamente un anno fa, in un appartamento di mia proprietà affittato a studenti, abbiamo riscontrato un consumo anomalo di acqua (oltre 900 mc da gennaio a ottobre) e immediatamente provveduto a chiamare l'idraulico che ha trovato una perdita dentro il muro nello scarico della cassetta del bagno. Abbiamo provveduto a riparare il danno, documentando tutto con foto e filmati. Tramite l'amministratore abbiamo inviato una PEC ad ACEA con la richiesta di depenalizzazione come previsto dalla legge. Abbiamo allegato tutti i documenti richiesti: modulo ATO2, foto e filmati, dichiarazione dell'idraulico e i documenti richiesti a novembre 2025.
Dopo circa 9 mesi hanno mandato una PEC di risposta, dicendo che non potevano accettare il ricorso perché mancavano dei documenti. Abbiamo ricontrollato tutto ciò che è richiesto sul sito di Acea e non mancava nulla. L'amministratore ha di nuovo inviato la documentazione, chiedendo quale documento mancasse. Hanno di nuovo ribadito che manca un documento, ma di nuovo senza specificare.
Ancora non è stata fatta l'assemblea per approvare il bilancio. La cifra acqua a carico del mio appartamento è di 2300 euro, contro i circa 300 degli anni passati.
Specifico che:
1) la bolletta è unica per tutto il condominio, il calcolo viene fatto dall'amministratore sulla base dei consumi individuali. Non è possibile avere da Acea una suddivisione del consumo per mese, ma solo cumulativo.
2) L'appartamento è stato affittato a studenti che nel corso del 2025 sono cambiati (qualcuno era presente solo nei primi 2 mesi dell'anno, qualcun altro è arrivato a metà anno etc) quindi diventa abbastanza complesso risalire alle quote individuali.
3) L'appartamento è stato venduto il 29/01/2025 ed è tuttora affittato a studenti.
Vorrei sapere cosa si può fare vs Acea per ottenere la depenalizzazione prevista dalla delibera ARERA 609/2021/R7idr.
Grazie
Saluti
Rossella, dalla provincia di RM
Dopo circa 9 mesi hanno mandato una PEC di risposta, dicendo che non potevano accettare il ricorso perché mancavano dei documenti. Abbiamo ricontrollato tutto ciò che è richiesto sul sito di Acea e non mancava nulla. L'amministratore ha di nuovo inviato la documentazione, chiedendo quale documento mancasse. Hanno di nuovo ribadito che manca un documento, ma di nuovo senza specificare.
Ancora non è stata fatta l'assemblea per approvare il bilancio. La cifra acqua a carico del mio appartamento è di 2300 euro, contro i circa 300 degli anni passati.
Specifico che:
1) la bolletta è unica per tutto il condominio, il calcolo viene fatto dall'amministratore sulla base dei consumi individuali. Non è possibile avere da Acea una suddivisione del consumo per mese, ma solo cumulativo.
2) L'appartamento è stato affittato a studenti che nel corso del 2025 sono cambiati (qualcuno era presente solo nei primi 2 mesi dell'anno, qualcun altro è arrivato a metà anno etc) quindi diventa abbastanza complesso risalire alle quote individuali.
3) L'appartamento è stato venduto il 29/01/2025 ed è tuttora affittato a studenti.
Vorrei sapere cosa si può fare vs Acea per ottenere la depenalizzazione prevista dalla delibera ARERA 609/2021/R7idr.
Grazie
Saluti
Rossella, dalla provincia di RM
Risposta ADUC
Gentile Rossella,
La delibera 609/2021/R/idr introduce una nuova disciplina di tutela per gli utenti finali vittime di perdite occulte a valle del misuratore, con diritto a chiedere il ricalcolo quando il consumo risulta almeno doppio rispetto alla media storica. Per ACEA Ato2 in particolare, la documentazione necessaria risulta essere foto del contatore dopo la riparazione, fattura o dichiarazione dell'intervento e documento di identità, oltre ai requisiti di consumo doppio e non aver già beneficiato della tutela negli ultimi tre anni.
Veniamo al suo caso. Il problema che lei descrive non riguarda il contenuto della delibera, che sembra correttamente richiamata, ma un disservizio nella gestione della pratica: se è vero che ACEA respinge ripetutamente la richiesta contestando una generica mancanza documentale senza mai specificare quale documento manchi, siamo di fronte a un comportamento scorretto sul piano del singolo rapporto contrattuale, da affrontare con gli strumenti di reclamo e tutela previsti, più che a una violazione sistemica della delibera.
Le suggeriamo questo percorso. Primo, invii una diffida formale via PEC in cui chiede espressamente, entro un termine perentorio (ad esempio 15 giorni), l'indicazione puntuale e scritta del documento mancante, richiamando il fatto che le richieste precedenti sono rimaste senza risposta specifica nonostante solleciti reiterati: questo mette la controparte in mora e costituisce prova utile per i passaggi successivi. Secondo, se anche questa ultima richiesta restasse elusa o genericamente respinta, può attivare la conciliazione tramite il Servizio Conciliazione di ARERA, obbligatoria prima di adire il Giudice di Pace per le controversie nel settore idrico: è gratuita, si attiva online e consente di far verificare a un soggetto terzo se la documentazione presentata fosse davvero completa. Terzo, se la conciliazione non risolve, resta la via del Giudice di Pace per ottenere la rettifica della bolletta, allegando tutta la documentazione già inviata e lo storico degli scambi PEC.
Per quanto riguarda la ripartizione tra i vari studenti succedutisi nell'appartamento e la vendita dell'immobile a gennaio 2025, si tratta di questioni di riparto interno che non riguardano il rapporto con ACEA, bensì eventualmente i rapporti tra lei, l'acquirente e gli inquilini: su questo, se dovessero sorgere contestazioni, può essere utile un confronto con un legale per i profili di ripartizione economica.
Può predisporre la diffida formale tramite il nostro modulo per le utenze domestiche.
Per approfondire: la nostra scheda sulle conciliazioni obbligatorie per energia elettrica e gas
Questa la nostra scheda sul Giudice di Pace: il nostro approfondimento sul Giudice di Pace
La delibera 609/2021/R/idr introduce una nuova disciplina di tutela per gli utenti finali vittime di perdite occulte a valle del misuratore, con diritto a chiedere il ricalcolo quando il consumo risulta almeno doppio rispetto alla media storica. Per ACEA Ato2 in particolare, la documentazione necessaria risulta essere foto del contatore dopo la riparazione, fattura o dichiarazione dell'intervento e documento di identità, oltre ai requisiti di consumo doppio e non aver già beneficiato della tutela negli ultimi tre anni.
Veniamo al suo caso. Il problema che lei descrive non riguarda il contenuto della delibera, che sembra correttamente richiamata, ma un disservizio nella gestione della pratica: se è vero che ACEA respinge ripetutamente la richiesta contestando una generica mancanza documentale senza mai specificare quale documento manchi, siamo di fronte a un comportamento scorretto sul piano del singolo rapporto contrattuale, da affrontare con gli strumenti di reclamo e tutela previsti, più che a una violazione sistemica della delibera.
Le suggeriamo questo percorso. Primo, invii una diffida formale via PEC in cui chiede espressamente, entro un termine perentorio (ad esempio 15 giorni), l'indicazione puntuale e scritta del documento mancante, richiamando il fatto che le richieste precedenti sono rimaste senza risposta specifica nonostante solleciti reiterati: questo mette la controparte in mora e costituisce prova utile per i passaggi successivi. Secondo, se anche questa ultima richiesta restasse elusa o genericamente respinta, può attivare la conciliazione tramite il Servizio Conciliazione di ARERA, obbligatoria prima di adire il Giudice di Pace per le controversie nel settore idrico: è gratuita, si attiva online e consente di far verificare a un soggetto terzo se la documentazione presentata fosse davvero completa. Terzo, se la conciliazione non risolve, resta la via del Giudice di Pace per ottenere la rettifica della bolletta, allegando tutta la documentazione già inviata e lo storico degli scambi PEC.
Per quanto riguarda la ripartizione tra i vari studenti succedutisi nell'appartamento e la vendita dell'immobile a gennaio 2025, si tratta di questioni di riparto interno che non riguardano il rapporto con ACEA, bensì eventualmente i rapporti tra lei, l'acquirente e gli inquilini: su questo, se dovessero sorgere contestazioni, può essere utile un confronto con un legale per i profili di ripartizione economica.
Può predisporre la diffida formale tramite il nostro modulo per le utenze domestiche.
Per approfondire: la nostra scheda sulle conciliazioni obbligatorie per energia elettrica e gas
Questa la nostra scheda sul Giudice di Pace: il nostro approfondimento sul Giudice di Pace
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti