Cara ADUC
Estinzione prestito Cofidis dopo decesso del titolare: cosa fare
Domanda
24 ottobre 2026
Buonasera, sto chiedendo ripetutamente a COFIDIS, tramite PEC e anche tramite il loro sito, di estinguere il prestito contratto da mio padre con loro. Mio padre è deceduto e quindi intendo chiudere la pratica al più presto.
Dopo quasi 3 settimane non ho ancora ricevuto nessun riscontro da COFIDIS per le modalità da seguire per l'estinzione.
Vi contatto perché, come passo successivo, vorrei inviare una ulteriore PEC con il vostro indirizzo PEC in CC.
In attesa di vostro cortese riscontro vi saluto cordialmente.
Stefano, dalla provincia di RM
Dopo quasi 3 settimane non ho ancora ricevuto nessun riscontro da COFIDIS per le modalità da seguire per l'estinzione.
Vi contatto perché, come passo successivo, vorrei inviare una ulteriore PEC con il vostro indirizzo PEC in CC.
In attesa di vostro cortese riscontro vi saluto cordialmente.
Stefano, dalla provincia di RM
Risposta ADUC
Gentile Stefano,
La vicenda è chiara nel suo impianto: alla morte di suo padre il debito residuo del finanziamento non si estingue automaticamente, ma si trasmette agli eredi secondo le regole della successione, salvo che il contratto preveda una polizza assicurativa collegata (CPI, Credit Protection Insurance) che copra il caso di decesso del debitore. Il primo accertamento da fare è proprio questo: verifichi tra i documenti di suo padre se al momento della stipula del prestito era stata attivata un'assicurazione legata al finanziamento, perché se esiste può coprire in tutto o in parte il debito residuo, liberando gli eredi dall'obbligo di pagamento.
Sul silenzio della finanziaria: tre settimane di assenza di riscontro su una richiesta di questo tipo sono anomale ma non ancora un termine di legge violato in senso stretto, trattandosi di una fase di gestione interna della pratica. Le consigliamo comunque di formalizzare un ulteriore sollecito scritto, con toni fermi, chiedendo espressamente: conferma dell'esistenza di una polizza assicurativa collegata al prestito, indicazione del debito residuo alla data del decesso, e le modalità operative per l'estinzione o per il subentro degli eredi.
Riguardo alla richiesta di inviare la PEC con il nostro indirizzo in copia conoscenza, lo faccia pure, sperando possa essere un deterrente verso la loro "pigrizia".
Se dopo un ulteriore sollecito formale il silenzio dovesse persistere, può procedere con un reclamo scritto e, in caso di mancata risposta entro i termini previsti o di risposta insoddisfacente, rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), competente anche per le controversie con le società finanziarie. Per la redazione del sollecito può utilizzare il nostro generatore di moduli dedicato al settore banca e credito.
Per approfondire: la nostra scheda sull'Arbitro Bancario Finanziario
La vicenda è chiara nel suo impianto: alla morte di suo padre il debito residuo del finanziamento non si estingue automaticamente, ma si trasmette agli eredi secondo le regole della successione, salvo che il contratto preveda una polizza assicurativa collegata (CPI, Credit Protection Insurance) che copra il caso di decesso del debitore. Il primo accertamento da fare è proprio questo: verifichi tra i documenti di suo padre se al momento della stipula del prestito era stata attivata un'assicurazione legata al finanziamento, perché se esiste può coprire in tutto o in parte il debito residuo, liberando gli eredi dall'obbligo di pagamento.
Sul silenzio della finanziaria: tre settimane di assenza di riscontro su una richiesta di questo tipo sono anomale ma non ancora un termine di legge violato in senso stretto, trattandosi di una fase di gestione interna della pratica. Le consigliamo comunque di formalizzare un ulteriore sollecito scritto, con toni fermi, chiedendo espressamente: conferma dell'esistenza di una polizza assicurativa collegata al prestito, indicazione del debito residuo alla data del decesso, e le modalità operative per l'estinzione o per il subentro degli eredi.
Riguardo alla richiesta di inviare la PEC con il nostro indirizzo in copia conoscenza, lo faccia pure, sperando possa essere un deterrente verso la loro "pigrizia".
Se dopo un ulteriore sollecito formale il silenzio dovesse persistere, può procedere con un reclamo scritto e, in caso di mancata risposta entro i termini previsti o di risposta insoddisfacente, rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), competente anche per le controversie con le società finanziarie. Per la redazione del sollecito può utilizzare il nostro generatore di moduli dedicato al settore banca e credito.
Per approfondire: la nostra scheda sull'Arbitro Bancario Finanziario
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