Contratto luce e gas con inganno: operatore si spaccia per altro fornitore
Gentili,
Vi scrivo in merito a una attivazione contrattuale per la fornitura di energia elettrica e gas che risulta essere stata effettuata in modo del tutto illecito.
In data 10 gennaio 2026, sono stato contattato telefonicamente da un certo Sig. Marco, il quale si è presentato falsamente come incaricato del fornitore A2A verso il quale avevo inviato richiesta di subentro. Lo stesso riferiva presunti problemi relativi alla domanda di subentro con A2A e, traendomi in inganno con informazioni non veritiere, mi induceva ad accettare un cambio di fornitore per luce e gas a favore della società Servizio Energetico Italiano (SEI).
Il sottoscritto è venuto a conoscenza della reale situazione soltanto in data 03/04.
Contattato il SEI mi viene inviato il contratto (mai visualizzato prima e che mai avrei accettato considerate le spese fisse di gestione mensili che ammontano a quasi 100 euro) e la registrazione audio.
Durante la conversazione telefonica, il sottoscritto ha aderito al contratto nella convinzione che l'operatore con cui stava interagendo fosse rappresentante di A2A, come precedentemente dichiarato nel corso della chiamata. Tuttavia, nel corso della registrazione, l'operatore menziona la società SEI. Si evidenzia che tale differenza non è stata colta dal sottoscritto al momento della sottoscrizione, proprio in virtù dell'affidamento riposto nell'identità inizialmente dichiarata dall'operatore. Tale circostanza ha quindi generato un errore in buona fede circa l'effettivo fornitore del servizio.
In data odierna, inoltre, il sottoscritto ha ricevuto la prima bolletta relativa ai consumi elettrici del mese di marzo, dell'importo di euro 125. Si precisa che l'immobile cui si riferisce la fornitura non è abitato, circostanza che rende tale importo del tutto eccessivo.
Si comunica altresì che il sottoscritto ha già richiesto il subentro ad altro gestore, che sarà attivo a decorrere dal 1° maggio.
Alla luce di quanto sopra, chiedo come procedere per verificare la validità del consenso prestato, in quanto viziato da un'errata rappresentazione dell'identità contrattuale e se devo necessariamente pagare la bolletta.
In attesa di un cortese riscontro, vi saluto cordialmente
Davide, dalla provincia di RM
Le consigliamo di procedere immediatamente con un reclamo scritto a SEI contestando la validità del contratto per vizio del consenso dovuto a raggiro. Nel reclamo deve evidenziare che ha prestato il consenso credendo di parlare con A2A e che la registrazione dimostra l'inganno perpetrato dall'operatore. Può richiedere l'annullamento del contratto e il rimborso di quanto già pagato.
Per redigere il reclamo può utilizzare il nostro generatore di moduli per utenze, selezionando la categoria energia elettrica e gas.
Se SEI non dovesse rispondere entro 40 giorni o dovesse respingere il reclamo, potrà attivare la procedura di conciliazione obbligatoria presso ARERA, che è gratuita e vincolante per l'azienda.
Riguardo alla bolletta di 125 euro per un immobile non abitato, l'importo appare effettivamente sproporzionato. Nel reclamo contesti anche questo aspetto, richiedendo la verifica dei consumi e l'eventuale ricalcolo basato sui dati reali del contatore.
Nel frattempo, per evitare che la situazione si complichi, le suggeriamo di pagare la bolletta in via cautelativa, specificando nella causale "pagamento sotto riserva di rimborso". Questo le consentirà di evitare eventuali procedure di recupero crediti pur mantenendo il diritto al rimborso.
Per approfondire i suoi diritti consulti le nostre guide: la nostra guida sull'energia elettrica, la nostra guida sul gas e la nostra guida sulle regole di vendita di energia elettrica e gas. Per le procedure di reclamo: la nostra guida ai reclami per energia elettrica e gas e per la conciliazione: la nostra guida alle conciliazioni obbligatorie per energia elettrica e gas.