Cara ADUC
Contratto Ingresso Centro Diurno Disabili
Domanda
9 marzo 2016
Buongiorno,
allego copia del contratto di Ingresso che un Ente Gestore di CDD ha fatto firmare a tutti gli utenti dei suoi servizi. La mia domanda è relativa alla legittimità di individuare come "parte richiedente" sia L'utente che il genitore/familiare che viene così co-obbligato al pagamento del servizio.Il costo è elevato, dicasi 40 euro al giorno, e questo obbligo viene richiesto indipendentemente dal contributo comunale e senza specificare fino a quale somma. Leggendo anche le altre Vs. risposte relative alle rette RSA mi sembra una richiesta illegittima. Questo ente gestore è una fondazione controllata a tutti gli effetti dall'ANFFAS di Brescia e nessun utente si è posto il problema di verificare la legittimità del documento, fidandosi dell'acronimo ANFFAS. Tanto più che i genitori/parenti sono stati messi di fronte all'alternativa firmare o essere espulsi e il documento è stato presentato in assemblea e fatto firmare immediatamente. Cosa si può fare? Grazie in anticipo per la risposta.
Alberto, da Brescia (BS)
allego copia del contratto di Ingresso che un Ente Gestore di CDD ha fatto firmare a tutti gli utenti dei suoi servizi. La mia domanda è relativa alla legittimità di individuare come "parte richiedente" sia L'utente che il genitore/familiare che viene così co-obbligato al pagamento del servizio.Il costo è elevato, dicasi 40 euro al giorno, e questo obbligo viene richiesto indipendentemente dal contributo comunale e senza specificare fino a quale somma. Leggendo anche le altre Vs. risposte relative alle rette RSA mi sembra una richiesta illegittima. Questo ente gestore è una fondazione controllata a tutti gli effetti dall'ANFFAS di Brescia e nessun utente si è posto il problema di verificare la legittimità del documento, fidandosi dell'acronimo ANFFAS. Tanto più che i genitori/parenti sono stati messi di fronte all'alternativa firmare o essere espulsi e il documento è stato presentato in assemblea e fatto firmare immediatamente. Cosa si può fare? Grazie in anticipo per la risposta.
Alberto, da Brescia (BS)
Risposta ADUC
da quanto letto ci pare abbia perfettamente ragione. Con questo "contratto" si privatizza (o così crede il firmatario), quello che invece è un rapporto pubblico fra comune e utente fruitore del servizio. L'effetto è quello di ottenere una fideiussione omnibus da parte del parente (cioè una garanzia di pagamento indeterminata nel tempo e nell'ammontare). Prima di suggerirle la revoca della fideiussione, però, sarebbe opportuno visionare anche il regolamento comunale applicabile. Se tale possibilità è espressamente prevista dal regolamento comunale la sola revoca potrebbe non essere sufficiente ma occorrerebbe impugnare anche il regolamento in sè, con un giudizio innanzi al Tribunale Amministrativo regionale. Può inviarcelo?
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
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Ha risposto Emmanuela Bertucci: https://www.aduc.it/info/bertucci.php
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