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Capacità d'intendere e volere e notai

12 febbraio 2025
Domanda 12 febbraio 2025
Mia madre vuole conferirmi una procura generale. E' vedova e io sono il figlio convivente. Mio fratello abita altrove con la sua famiglia ed é d'accordo. Ha 97 anni. Sta bene sia dal punto di vista fisico che mentale. Non ha patologie, non prende farmaci, non conosce il nostro medico curante non avendone mai avuto bisogno. Contatto un notaio il novembre passato. La conosce perché nel gennaio dell'anno scorso siamo stati nel suo studio per la vendita di alcuni piccoli terreni agricoli. Grandi complimenti per la sua ottima forma. Questa volta però mi viene detto che serve un certificato di capacità d'intendere e volere. "Basta quello del medico di base", dicono. Il nostro medico dice invece che serve un neurologo o uno psichiatra. Trovo, con una certa difficoltà, un neurologo che si occupa della questione. Le fa un test MMSE. Allo studio del notaio non va bene perché non c'é scritto esplicitamente che é "capace d'intendere e volere". Comincia così una sorta d'ostruzionismo: non ci sono risposte a una mail, le faremo sapere, la chiamiamo noi. Il risultato è che non solo non mi hanno fatto la procura, non mi hanno nemmeno dato una motivazione per iscritto. Cambio notaio, come mi aveva già consigliato il neurologo, e ottengo rapidamente un appuntamento. Cinque minuti esatti prima d'uscire di casa mi telefonano e mi dicono che no, l'incontro é annullato, il test sembra far vedere una demenza senile. Faranno approfondimenti, contatteranno medici, mi faranno sapere...e parlano di amministratore di sostegno. (Mi risulta che serva un'infermità mentale e/o fisica e l'età avanzata non basta, le facoltà mentali devono essere sensibilmente compromesse).
Torno dal neurologo che mi spiega che non c'é nessuna demenza senile, cosa a me evidente visto che ci convivo, ma solo un lieve deterioramento cognitivo che riguarda anche la memoria.
Terzo notaio e le cose non vanno diversamente. Vengo ignorato.
I notai sono obbligati a rispondere a una pec o possono far finta di nulla come hanno fatto finora con mail ordinaria e telefonate?
Possono decidere loro cosa debba essere scritto per certificare la capacità d'intendere e volere oppure interpretare a loro piacimento gli esiti di una visita neurologica e senza nemmeno telefonare al neurologo che l'ha redatta? Non é questa una limitazione della capacità d'agire di una persona?
Cosa si può fare?
Stefano, dalla provincia di PN

Risposta ADUC
non susisste un obbligo giuridic di rispondere alle pec, si tratta solo di ordinaria prudenza e cortesia.
Il certificato che le viene richiesto dai Notai fa parte di una prassi in uso in tutta Italia, quindi non crediamo che possa trovare un Notaio che rediga la procura in assenza del certificato.
Purtroppo in passato si sono verificati dei casi in cui persone anziane, che pure sembravano perfettamente in grado di comprendere, sono stata circuite da altri soggetti.
I Notai che hanno redatto magari delle procure speciali, generali o altre tipologie di atti si sono, quindi, ritrovati a dover affrontare diversi procedimenti, anche in sede penale alle volte.
Da queste esperienze negative è nata la prassi della richiesta del certificato che, purtroppo, nei casi come il suo pregiudicano il diritto di suo padre nonchè il suo.
Quello che, a nostro avviso, non poteva essere fatto e valutare il certificato che confermiamo deve essere redatto da un neurologo in quanto il Notaio non ha questa competenza.
Temiamo che il riferimento alla forma di deterioramento cognitivo possa, per le ragioni espresse in precedenza, incutere timore al Notaio.
Forse la forma di tutela migliore è quella di farsi nominare dal Tribunale, amministratore di sostegno di suo padre.
Si tratta di una forma di tutela più semplice e debole della nomina di tutore e curatore e che copre quelle ipotesi in cui, anche in ragione dell'età, le persone non possono più gestire in piena autonomia la propria quotidianità.
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