Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Assemblea condominiale in presenza

13 febbraio 2022
Domanda 13 febbraio 2022
Salve, di seguito la prima domanda quindi la Vs gentile risposta. Salve, indipendentemente da quello che può essere un comportamento responsabile, in questo periodo, ossia fino alla cessazione dello stato di emergenza, può l'amministratore condominiale indire l'assemblea in presenza quindi obbligare i partecipanti alla presentazione del certificato verde per accedere alla sala assembleare ed obbligare gli stessi ad indossare solo ed esclusivamente la mascherina FFP2 ? In caso affermativo possono i condomini chiedere all'amministratore di presentare a sua volta la certificazione verde ? Grazie. Buona giornata. Sempre in caso affermativo è possibile conoscere l'articolo di legge o decreto legge che obbliga in tal senso o nel quale si possa evincere chiaramente che non ci sono obblighi in tal senso ? Graziano Risposta: Gentile xxxxxxx, se la sala assembleare fa parte di una struttura ad accesso controllato con GP (hotel, palestre, ristoranti, centri sociali o culturali, ogni partecipante dovra' esibire il certificato previsto, amministratore compreso (ex. DECRETO-LEGGE 21 settembre 2021, n. 127). In spazi privati anche condominiali non dovrebbe esserci alcun obbligo, anche se tali riunioni continuano ad essere fortemente raccomandate a distanza.
Cordiali saluti
Detto ciò espongo i fatti: L’assemblea si è tenuta alle 20:30, la sala assembleare non faceva parte delle strutture da Voi menzionate tantomeno si trovava in contesti ad essi assimilabili in quanto trattavasi di sala noleggiata adiacente a negozi chiusi a quell’ora, il cui accesso è indipendente quindi non vincolato al passaggio attraverso luoghi comuni chiusi o frequentati da altri al di fuori dei partecipanti ed in quella fascia oraria, l’accesso alla sala avviene da uno spazio aperto coperto, tuttavia l’Amministratore, dopo aver consentito l’accesso a chiunque fosse entrato, in quanto l’ingresso non era presidiato, senza garantire il distanziamento prescritto a chi già era entrato ( posti a sedere con distanza inferiore ad 1 metro ), si è arrogato il diritto di pretendere l’esibizione del certificato, quindi escludere alcuni partecipanti, asserendo che a lui spetta il compito/obbligo di garantire l’osservanza delle disposizioni di legge peraltro non menzionate in fase di convocazione o riportate su documenti affissi all’ingresso della sala. Il comportamento dell’amministratore è stato corretto ? Non era obbligo del proprietario della sala procedere ai controlli ? Era obbligo dell’Amministratore presentare il suo certificato o diritto dei partecipanti chiederne la visione ? Quanto deciso in quella sede, verbale, è annullabile ? A quali provvedimenti può andare incontro l’Amministratore ? Saluti, Grazie. Buona giornata
Graziano, dalla provincia di MO

Risposta ADUC
e' il contratto di cessione provvisoria dei locali adibiti a riunione che stabilisce le eventuali modalita' del controllo degli accessi - specie per capienza limitata o insufficiente - da parte del proprietario (o a terzi su delega), fermo restando l'obbligo dell'amministratore di informarne i condomini, magari attivando la partecipazione a distanza in caso di difficolta' a sottostare ai requisiti richiesti ( GP solo se richiesto, distanziamento e mascherina per tutti). In ogni altro locale privato o condominiale con accesso esclusivo, non c'è l'obbligo di esibire il GP.
Ogni delibera uscita da una assemblea regolarmente costituita e legittimata al voto non è annullabile senza impugnazione formale degli assenti o dei dissenzienti presenti presso il giudice di merito.
Qui la ns scheda sul condominio:
https://sosonline.aduc.it/scheda/condominio+guida_21395.php
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