Cara ADUC
Un'App app-arentemente gratuita
Domanda
14 giugno 2020
Premessa: Sono un anziano musicista dilettante a cui mio figlio ha consentito di "navigare" autonomamente sulla piattaforma iTunes della Apple, iscrivendomi come facente parte della sua "famiglia Apple").
A giugno dell'anno scorso, curiosando sulle offerte presenti su tale piattaforma, ho voluto provare alcune applicazioni gratuite di metronomi virtuali. Tra le altre, ho "cliccato" anche sul link del "Metronomo Premium Pass". Tale link consentiva la prova gratuita dell'App salvo una scritta molto in piccolo: "7 giorni".
Non trovandola adatta alle mie esigenze, così come altre simili, sono passato oltre, continuando a "navigare" curiosando sulla piattaforma.
Dopo quasi un anno, mio figlio, a seguito di un controllo casuale dell'estratto conto relativo ai vari acquisti da lui effettuati sulla piattaforma iTunes, si accorge che dal giugno 2019 Itunes gli stava fatturando settimanalmente, dal giugno 2019, un importo di 8,49 euro. Poiché sull'estratto conto non sono precisati i singoli acquisti, ha ipotizzato che si trattasse di un mio acquisto, e me ne ha parlato. Solo allora, dopo aver chiesto chiarimenti al supporto vendite di Apple, abbiamo appurato che, secondo la Apple, quel malaugurato "click" si era trasformato in un salasso di oltre 350 euro, fino ad quel momento.
Secondo la Apple, infatti, la cosiddetta "prova gratuita" era in realtà un vero e proprio contratto che diventava operativo dopo 7 giorni di prova, salvo disdetta ufficiale da richiedere esplicitamente sul sito.
Di tale clausola, però, non si faceva cenno sul link dell'applicazione. L'avrei appurato solo se, prima di "cliccare" sul link, avessi richiesto approfondimenti..., ma è non avendo avuto alcuna intenzione di utilizzare quell'App ovviamente non ho avuto nessuna necessità di richiedere tali approfondimenti.
A seguito di numerosi colloqui telefonici e su internet siamo solo riusciti a bloccare ulteriori pagamenti e ottenuto il rimborso delle ultime sette fatture. Ne rimangono 36 a nostro carico (oltre 300 euro!). Questo rimborso, seppur parziale, mi fa pensare che le nostre ragioni siano fondate. Io ritengo che perché un contratto sia tale occorre che il contraente sia messo nelle condizioni di comprendere e accettarne le clausole che, per non risultare vessatorie, devono risultare chiaramente esplicitate ed essere accettate altrettanto esplicitamente dal contraente.
A conferma di ciò valgono le proteste veementi che ho trovato sui commenti di altri inconsapevoli acquirenti della stessa App su iTunes.
Vi chiedo, se possibile, un vostro autorevole intervento volto al recupero delle somme involontariamente pagate. Grazie
P.S.
Provvedo a inviarvi il mio sostegno, come già in precedenti occasioni
Nicola
A giugno dell'anno scorso, curiosando sulle offerte presenti su tale piattaforma, ho voluto provare alcune applicazioni gratuite di metronomi virtuali. Tra le altre, ho "cliccato" anche sul link del "Metronomo Premium Pass". Tale link consentiva la prova gratuita dell'App salvo una scritta molto in piccolo: "7 giorni".
Non trovandola adatta alle mie esigenze, così come altre simili, sono passato oltre, continuando a "navigare" curiosando sulla piattaforma.
Dopo quasi un anno, mio figlio, a seguito di un controllo casuale dell'estratto conto relativo ai vari acquisti da lui effettuati sulla piattaforma iTunes, si accorge che dal giugno 2019 Itunes gli stava fatturando settimanalmente, dal giugno 2019, un importo di 8,49 euro. Poiché sull'estratto conto non sono precisati i singoli acquisti, ha ipotizzato che si trattasse di un mio acquisto, e me ne ha parlato. Solo allora, dopo aver chiesto chiarimenti al supporto vendite di Apple, abbiamo appurato che, secondo la Apple, quel malaugurato "click" si era trasformato in un salasso di oltre 350 euro, fino ad quel momento.
Secondo la Apple, infatti, la cosiddetta "prova gratuita" era in realtà un vero e proprio contratto che diventava operativo dopo 7 giorni di prova, salvo disdetta ufficiale da richiedere esplicitamente sul sito.
Di tale clausola, però, non si faceva cenno sul link dell'applicazione. L'avrei appurato solo se, prima di "cliccare" sul link, avessi richiesto approfondimenti..., ma è non avendo avuto alcuna intenzione di utilizzare quell'App ovviamente non ho avuto nessuna necessità di richiedere tali approfondimenti.
A seguito di numerosi colloqui telefonici e su internet siamo solo riusciti a bloccare ulteriori pagamenti e ottenuto il rimborso delle ultime sette fatture. Ne rimangono 36 a nostro carico (oltre 300 euro!). Questo rimborso, seppur parziale, mi fa pensare che le nostre ragioni siano fondate. Io ritengo che perché un contratto sia tale occorre che il contraente sia messo nelle condizioni di comprendere e accettarne le clausole che, per non risultare vessatorie, devono risultare chiaramente esplicitate ed essere accettate altrettanto esplicitamente dal contraente.
A conferma di ciò valgono le proteste veementi che ho trovato sui commenti di altri inconsapevoli acquirenti della stessa App su iTunes.
Vi chiedo, se possibile, un vostro autorevole intervento volto al recupero delle somme involontariamente pagate. Grazie
P.S.
Provvedo a inviarvi il mio sostegno, come già in precedenti occasioni
Nicola
Risposta ADUC
la rimgraziamo dell'attestato di stima, ma il nostro "autorevole intervento", occorre che lei ci dica cosa intende. In questo ambito le possiamo dare dei consigli su come fare da sè. Le sue osservazioni sul fatto che abbiano spontaneamente rimborsato le ultime fatture sono importanti, ché è proprio basanbdosi su queste che lei potrebbe intimare il rimborso di tutto quello che è stato prelevato senza sostanzialmente il suo consenso. Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Faccia anche una segnalazione allo sportello del Garante della concorrenza e del mercato: http://www.agcm.it/competenze/tutela-del-consumatore/come-segnalare
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Faccia anche una segnalazione allo sportello del Garante della concorrenza e del mercato: http://www.agcm.it/competenze/tutela-del-consumatore/come-segnalare
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