Cara ADUC
Vendita natante
Domanda
31 gennaio 2015
Buongiorno,
vi spiego brevemente il mio problema. Nel 2012 ho acquistato un natante (gommone di 4,5mt) pagandolo a metà con i genitori di quella che è ora la mia ex ragazza. Motore e carrello sono stati intestati a me, così come assicurazione motore e rimessaggio presso la medesima struttura dalla quale abbiamo effettuato l'acquisto. Al momento della separazione mi sono occupato di venderlo tramite sito online (subito.it), in modo da dividere il ricavato. Una volta trovato il compratore e essendo giunti ad un accordo, i genitori della mia ex si sono presi il diritto di tenersi l'intero ricavato giustificandosi dicendo che era un regalo per la figlia e dicendomi che se non avessi accettato non avrei più rivisto mia figlia. Tutto questo è accaduto un anno fa, marzo 2014, e sentendomi minacciato senza potermi difendere giuridicamente, per problemi economici, non ho fatto nulla e ho lasciato che si tenessero tutto. Con il compratore del natante ho però firmato una scrittura privata in cui cedevo a titolo gratuito il carrello a me intestato. Il vero problema è stato che anche il proprietario del rimessaggio e salone nautico, essendo amico dei genitori della mia ex, ha fatto finta di niente e ha permesso che il natante venisse prelevato senza la mia esplicita consensualità. Dato che i ricatti si sono poi comunque susseguiti, mi sono finalmente deciso a prendere dei provvedimenti o comunque informarmi sulla possibilità di rifarmi: chiedo quindi consiglio a voi su come agire e se è possibile fare qualcosa.
Grazie per il vostro aiuto,
Cordiali saluti,
Marco, da Malnate (VA)
vi spiego brevemente il mio problema. Nel 2012 ho acquistato un natante (gommone di 4,5mt) pagandolo a metà con i genitori di quella che è ora la mia ex ragazza. Motore e carrello sono stati intestati a me, così come assicurazione motore e rimessaggio presso la medesima struttura dalla quale abbiamo effettuato l'acquisto. Al momento della separazione mi sono occupato di venderlo tramite sito online (subito.it), in modo da dividere il ricavato. Una volta trovato il compratore e essendo giunti ad un accordo, i genitori della mia ex si sono presi il diritto di tenersi l'intero ricavato giustificandosi dicendo che era un regalo per la figlia e dicendomi che se non avessi accettato non avrei più rivisto mia figlia. Tutto questo è accaduto un anno fa, marzo 2014, e sentendomi minacciato senza potermi difendere giuridicamente, per problemi economici, non ho fatto nulla e ho lasciato che si tenessero tutto. Con il compratore del natante ho però firmato una scrittura privata in cui cedevo a titolo gratuito il carrello a me intestato. Il vero problema è stato che anche il proprietario del rimessaggio e salone nautico, essendo amico dei genitori della mia ex, ha fatto finta di niente e ha permesso che il natante venisse prelevato senza la mia esplicita consensualità. Dato che i ricatti si sono poi comunque susseguiti, mi sono finalmente deciso a prendere dei provvedimenti o comunque informarmi sulla possibilità di rifarmi: chiedo quindi consiglio a voi su come agire e se è possibile fare qualcosa.
Grazie per il vostro aiuto,
Cordiali saluti,
Marco, da Malnate (VA)
Risposta ADUC
per quanto riguarda la questione dell'appropriazione della Sua parte di ricavato dalla vendita, occorrerebbero maggiori informazioni. In particolare su come è avvenuta la cessione, se ha un contratto e chi lo ha firmato. Purtroppo, infatti, in questi casi non basta avere un diritto, ma occorre anche poterlo provare con documentazioni e/o testimonianze. Che Lei abbia ceduto il carrello con scrittura privata, purtroppo non dice niente sugli accordi tra voi venditori per la cessione del natante e sulla ripartizione delle somme ricavate dalla stessa.
Per quel che concerne le minacce, la Denuncia-Querela alle Autorità deve essere sporta entro 3 mesi dal fatto di reato. Per quelle di marzo 2014, quindi, è già trascorso il tempo massimo per presentarla. Tuttavia se le minacce persistono potrà rivolgersi ai Carabinieri nei suddetti termini, dando così avvio ad un procedimento penale per il relativo reato.
Per quel che concerne le minacce, la Denuncia-Querela alle Autorità deve essere sporta entro 3 mesi dal fatto di reato. Per quelle di marzo 2014, quindi, è già trascorso il tempo massimo per presentarla. Tuttavia se le minacce persistono potrà rivolgersi ai Carabinieri nei suddetti termini, dando così avvio ad un procedimento penale per il relativo reato.
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