Cara ADUC
Trenitalia - Ordinanza ingiunzone di pagamento
Domanda
6 novembre 2015
Il 17 febbraio 2011, sulla tratta Tavazzano-Milano, su cui viaggiavo come pendolare, ho ricevuto una multa perchè avevo dimenticato il mio abbonamento mensile a casa.
Il controllore, nonostante fosse costretto a farmi il verbale, mi spiegò che potevo recarmi, entro 5 giorni, in un ufficio Trenitalia dove avrei potuto dimostrare di avere tale titolo di viaggio e pagare solo il biglietto della tratta e una piccola multa.
Il giorno dopo mi recai in stazione Garibaldi di Milano dove seguii la procedura indicatami e chiusi la questione.
Non ricordo se pagai direttamente presso questo ufficio o con un bollettino.
In data 30 Ottobre 2015 ho ricevuto un'ingiunzione di pagamento per la tal multa ricevuta nel 2011 e che nel frattempo, tra tasse e spese amministrative, da 23 euro qual era, ha raggiunto un ammontare di 234,20 euro. In tale ingiunzione, Trenitalia sostiene di avermi già mandato un sollecito nel Maggio 2011 e per la quale non risultano "osservazioni difensive dall'interessato".
Nella lettera, datata però 16/06/2015, compare un indirizzo e un numero di fax di Roma a cui potrei rivolgermi per chiedere informazioni (divisione passeggeri regionale, piazza croce rossa, 1), ma nemmeno un numero verde o un indirizzo mail, contatto sicuramente più pratico e immediato.
Dal 2011 ho fatto due traslochi e la ricevuta rilasciatami dall'Ufficio della stazione Garibaldi è andata persa.
Questa pratica con Trenitalia per me era già bella che risolta e non avevo motivo di preoccuparmi di uno scontrino sbiadito.
Come mi devo comportare per dimostrare che non hanno diritto a chiedermi di pagare questa sanzione e supponendo che sia impossibile recuperare una copia della ricevuta?
Grazie.
Cordiali saluti,
Laura, da Milano (MI)
Il controllore, nonostante fosse costretto a farmi il verbale, mi spiegò che potevo recarmi, entro 5 giorni, in un ufficio Trenitalia dove avrei potuto dimostrare di avere tale titolo di viaggio e pagare solo il biglietto della tratta e una piccola multa.
Il giorno dopo mi recai in stazione Garibaldi di Milano dove seguii la procedura indicatami e chiusi la questione.
Non ricordo se pagai direttamente presso questo ufficio o con un bollettino.
In data 30 Ottobre 2015 ho ricevuto un'ingiunzione di pagamento per la tal multa ricevuta nel 2011 e che nel frattempo, tra tasse e spese amministrative, da 23 euro qual era, ha raggiunto un ammontare di 234,20 euro. In tale ingiunzione, Trenitalia sostiene di avermi già mandato un sollecito nel Maggio 2011 e per la quale non risultano "osservazioni difensive dall'interessato".
Nella lettera, datata però 16/06/2015, compare un indirizzo e un numero di fax di Roma a cui potrei rivolgermi per chiedere informazioni (divisione passeggeri regionale, piazza croce rossa, 1), ma nemmeno un numero verde o un indirizzo mail, contatto sicuramente più pratico e immediato.
Dal 2011 ho fatto due traslochi e la ricevuta rilasciatami dall'Ufficio della stazione Garibaldi è andata persa.
Questa pratica con Trenitalia per me era già bella che risolta e non avevo motivo di preoccuparmi di uno scontrino sbiadito.
Come mi devo comportare per dimostrare che non hanno diritto a chiedermi di pagare questa sanzione e supponendo che sia impossibile recuperare una copia della ricevuta?
Grazie.
Cordiali saluti,
Laura, da Milano (MI)
Risposta ADUC
e' molto probabile che ci sia un loro disguido alla base di tutto e, come sempre fanno in questi casi, chiedono che sia l'utente a dimostrare di essere in regola e non viceversa. La legge stabilisce che la prescrizione per cose del genere sia di cinque anni, quindi sarebbero legittimati nella loro pretesa. Ma se quella che lei chiama ingiunzione le e' giunta per posta ordinaria, le consigliamo di ignorarla perche' si tratterebbe di un mero tentativo che fanno, non avendo le necessarie pezze d'appoggio per farlo come le regole stabiliscono (raccomandata A/R). Regole che se fossero invece state rispettate, potrebbe contestare solo con una qualche dimostrazione del suo pagamento gia' effettuato. Nel caso, si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di diffida:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
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