Domenica 1 novembre 2026
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Cara ADUC

Diffida per commento offensivo su Facebook: come comportarsi

1 novembre 2026
Domanda 1 novembre 2026
Buongiorno, ho ricevuto una diffida per un commento offensivo su Facebook, il commento l'ho individuato tramite l'URL indicato nella lettera di diffida ed è realmente partito dal mio account però disconosco totalmente di aver scritto io quel commento, come mi devo comportare? È una truffa?
Claudia, dalla provincia di AR

Risposta ADUC
Gentile Claudia,
Partiamo da un punto chiaro: quello che lei ha ricevuto non è una truffa, ma un atto legale vero e proprio, un invito a comporre bonariamente una controversia prima di un'eventuale causa civile e penale per diffamazione. È una procedura prevista dalla legge (negoziazione assistita) e lo studio legale agisce per conto di una persona che si ritiene diffamata da un commento pubblicato, secondo la perizia informatica allegata, dall'account Facebook a lei riconducibile.

Il fatto che lei non ricordi o neghi di aver scritto quel commento è una circostanza rilevante, ma va gestita con attenzione, perché la responsabilità per i contenuti pubblicati da un account normalmente ricade su chi ne ha la titolarità, salvo che si dimostri che l'accesso sia avvenuto da parte di terzi, ad esempio un account compromesso, un dispositivo condiviso con familiari, un accesso non autorizzato, o un errore di attribuzione dell'indirizzo IP o dell'URL nella perizia tecnica.

Le consigliamo di non ignorare questa lettera: il termine di dieci giorni indicato per prendere contatti è breve e la mancata risposta può avere conseguenze anche sulle spese processuali in un eventuale giudizio, come peraltro specificato nella lettera stessa. Le suggeriamo di verificare quanto prima se il suo account abbia subito accessi non autorizzati nel periodo indicato, controllare la cronologia degli accessi su Facebook, verificare se altri abbiano avuto accesso al dispositivo o all'account, e raccogliere ogni elemento utile a sua difesa.

Si tratta di una materia che richiede necessariamente l'assistenza di un avvocato di fiducia, sia per valutare la fondatezza della perizia informatica allegata sia per gestire la fase di negoziazione assistita o un eventuale contenzioso, anche penale. Non è una questione che possiamo seguire nel merito difensivo, ma le ribadiamo che non va presa sottogamba né liquidata come un tentativo di truffa.
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