Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

TARI non pagata da genitore defunto: coobbligato rifiuta di pagare

30 maggio 2026
Domanda 30 maggio 2026
Ho ricevuto recentemente due notifiche di cartelle di pagamento dall'Agenzia Entrate Riscossione relative ad annualità TARI non pagate dalla mia anziana madre defunta nel 2019. La somma complessiva non è irrilevante per le mie tasche e sono rimasto sorpreso dal fatto di non essere stato mai preventivamente informato negli anni del debito, dal Comune che ha emesso il ruolo. Ho scoperto dalle notifiche che è coobbligato al pagamento anche il coerede, che a suo tempo si occupava dell'assistenza all'anziana madre e di tutto quanto ella riceveva da pagare. Egli ha ammesso che ha ricevuto negli anni avvisi e solleciti, ma non ha mai voluto provvedere al pagamento, né intende farlo anche in futuro, per puntiglio. Temo pertanto che ci saranno prossimamente ancora tante altre notifiche AER in arrivo, relative ad ogni annualità non pagata, mentre io assolutamente voglio sanare i debiti, ma non voglio che l'onere ricada solo su di me. Cosa mi suggerite di fare?
Carlo, dalla provincia di CT

Risposta ADUC
Gentile Carlo,
La situazione che descrive coinvolge sia aspetti tributari (la TARI è un tributo locale) sia aspetti civilistici legati alla coobbligazione tra coeredi. Le offriamo alcune indicazioni utili, precisando dove è necessario rivolgersi a professionisti specifici.

Sul piano tributario, la TARI è un tributo e la gestione della cartella di pagamento — compresa la possibilità di rateizzare, fare istanza di sgravio, o verificare eventuali vizi di notifica — rientra nel campo fiscale. Per valutare se le cartelle siano regolari, se esistano termini di prescrizione già maturati o se vi siano irregolarità procedurali nelle notifiche, le consigliamo di rivolgersi a un CAF o a un commercialista, che potranno esaminare i documenti nel dettaglio.

Sul piano civilistico, che è quello che più le preme, le possiamo dire quanto segue. Se lei e il coerede avete accettato l'eredità, siete entrambi coobbligati verso il Comune per i debiti tributari della defunta, ciascuno in proporzione alla quota ereditaria (salva solidarietà, che in materia tributaria può essere prevista). Questo significa che, se lei paga l'intero debito o una quota superiore alla sua parte, ha diritto di rivalersi civilmente sul coerede per la parte di sua competenza, attraverso un'azione di regresso.

In concreto, se dovesse trovarsi costretto a pagare più della sua quota, potrà agire in giudizio contro il coerede per recuperare la differenza. Per importi contenuti, il Giudice di Pace è la sede competente; per importi superiori (oltre 5.000 euro), il Tribunale. Prima di agire, è opportuno inviare al coerede una messa in mora scritta tramite raccomandata A/R, in cui si quantifica la somma richiesta e si fissa un termine per il pagamento volontario.

Le suggeriamo quindi di consultare un commercialista o un CAF per valutare le cartelle ricevute e un avvocato per impostare correttamente l'eventuale azione di regresso.

Per approfondire: la nostra guida sulla messa in mora la nostra guida sul Giudice di Pace
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