Cara ADUC
Tari, il Comune San Casciano in Val di Pesa discrimina i disabili
Domanda
13 agosto 2025
le scrivo per sottoporle la mia situazione in merito alla riduzione della TARI, per la quale ritengo di essere stata discriminata.
Il mio nucleo familiare è composto da 7 persone, tra cui mio figlio minore con autismo non verbale, con riconoscimento di indennità di accompagnamento e cura familiare. L’ISEE 2025 è pari a 11.962,53 €.
Il Comune di San Casciano in Val di Pesa mi ha negato l’agevolazione TARI (Prot. 17503 del 30/06/2025), basandosi sul regolamento comunale (delibera CC n. 22/2020) che prevede per i nuclei con disabili una soglia ISEE più bassa (11.038 €) rispetto ai nuclei senza disabili (13.382 €).
Secondo loro, questa soglia ridotta è giustificata dal fatto che l’INPS calcola già un ISEE “più basso” quando è presente un disabile. Io contesto fermamente questa logica, in quanto l’ISEE non è “più basso” per un regalo, ma perché fotografa una situazione familiare più complessa e costosa.
Ritengo questa impostazione contraria ai principi di equità sociale e potenzialmente discriminatoria ai sensi della L. 104/1992, della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dell’art. 3 della Costituzione. Inoltre, le indennità che percepisco per mio figlio non sono reddito disponibile, ma un rimborso per spese aggiuntive essenziali (terapie, assistenza, ecc.).
Ho già coinvolto il Difensore Civico, ma il Comune ha ribadito che non ho diritto
all’agevolazione e che “forse” valuteranno una modifica delle soglie solo per il 2026.
Considero questa risposta una presa in giro, dato che il problema è attuale e mi crea un danno economico ora, nel 2025.
Chiedo la sua assistenza per valutare e intraprendere un ricorso al TAR contro questa norma e contro il diniego, al fine di ottenere il riconoscimento dell’agevolazione e di far valere i miei diritti.
Elvisa (FI)
Il mio nucleo familiare è composto da 7 persone, tra cui mio figlio minore con autismo non verbale, con riconoscimento di indennità di accompagnamento e cura familiare. L’ISEE 2025 è pari a 11.962,53 €.
Il Comune di San Casciano in Val di Pesa mi ha negato l’agevolazione TARI (Prot. 17503 del 30/06/2025), basandosi sul regolamento comunale (delibera CC n. 22/2020) che prevede per i nuclei con disabili una soglia ISEE più bassa (11.038 €) rispetto ai nuclei senza disabili (13.382 €).
Secondo loro, questa soglia ridotta è giustificata dal fatto che l’INPS calcola già un ISEE “più basso” quando è presente un disabile. Io contesto fermamente questa logica, in quanto l’ISEE non è “più basso” per un regalo, ma perché fotografa una situazione familiare più complessa e costosa.
Ritengo questa impostazione contraria ai principi di equità sociale e potenzialmente discriminatoria ai sensi della L. 104/1992, della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dell’art. 3 della Costituzione. Inoltre, le indennità che percepisco per mio figlio non sono reddito disponibile, ma un rimborso per spese aggiuntive essenziali (terapie, assistenza, ecc.).
Ho già coinvolto il Difensore Civico, ma il Comune ha ribadito che non ho diritto
all’agevolazione e che “forse” valuteranno una modifica delle soglie solo per il 2026.
Considero questa risposta una presa in giro, dato che il problema è attuale e mi crea un danno economico ora, nel 2025.
Chiedo la sua assistenza per valutare e intraprendere un ricorso al TAR contro questa norma e contro il diniego, al fine di ottenere il riconoscimento dell’agevolazione e di far valere i miei diritti.
Elvisa (FI)
Risposta ADUC
da quanto ci scrive, riteniamo che si tratti di un regolamento illegittimo, oltre che assurdo, perché penalizza, invece di aiutare, le persone con disabilità.
Il ricorso al Tar è sicuramente fondato e potrebbe portare ad un'annullamento della normativa a favore di tutti. Tuttavia, dovrà farlo lei assistita da un suo legale (amministrativista) di fiducia. E' un ricorso costoso purtroppo...
In alternativa, lei potrà pagare la Tari nella misura riservata ai nuclei senza disabili, e poi impugnare alla Corte tributaria l'eventuale atto di accertamento con cui il Comune le chiederà di pagare il resto. E' un ricorso molto meno oneroso, può farlo senza avvocato. Se la Corte le darà ragione, non annullerà il Regolamento, ma si limiterà a disapplicarlo nel suo caso concreto. Tuttavia, il rischio è che le eccezioni sulla discriminazione passino in secondo piano (mentre rimarrebbero in primo piano in un ricorso al Tar).
Infine, faccia subito una segnalazione all'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, i cui recapiti può trovare qui
Il ricorso al Tar è sicuramente fondato e potrebbe portare ad un'annullamento della normativa a favore di tutti. Tuttavia, dovrà farlo lei assistita da un suo legale (amministrativista) di fiducia. E' un ricorso costoso purtroppo...
In alternativa, lei potrà pagare la Tari nella misura riservata ai nuclei senza disabili, e poi impugnare alla Corte tributaria l'eventuale atto di accertamento con cui il Comune le chiederà di pagare il resto. E' un ricorso molto meno oneroso, può farlo senza avvocato. Se la Corte le darà ragione, non annullerà il Regolamento, ma si limiterà a disapplicarlo nel suo caso concreto. Tuttavia, il rischio è che le eccezioni sulla discriminazione passino in secondo piano (mentre rimarrebbero in primo piano in un ricorso al Tar).
Infine, faccia subito una segnalazione all'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, i cui recapiti può trovare qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti