Cara ADUC
Svista del notaio su atto di vendita con accollo mutuo
Domanda
15 giugno 2015
Buongiorno,
vi ringrazio innanzitutto in anticipo per la vs. consulenza andando dritto alla richiesta di aiuto.
Il notaio presso il quale la mia compagna ha stipulato un atto di acquisto immobile (prima abitazione), in data 10/10/2013, ha commesso un errore omettendo un dato importante nonostante avessimo segnalato i nostri dubbi nello stesso giorno del rogito. Nel dettaglio le due parti nell'atto sono: il costruttore, venditore, e la mia compagna acquirente e accollante del mutuo già esistente nell'abitazione stipulato dal costruttore con la Banca. La stessa banca in istruttoria dell'accollo mutuo inseriva come cointestatari la mia compagna e suo padre. Il notaio nell'atto ha menzionato invece solo la mia compagna nell'accollo, dicendo che era tutto corretto dietro nostre perplessità dichiarate (in verità ho scoperto di recente che non ha ricevuto bozze o comunicazioni dalla banca per la stipula). Adesso la Banca (dopo nuova istruttoria, lettere inviate alla sede di Palermo e segnalazioni del ns. avvocato che hanno solo allungato i tempi) si rifiuta di fare voltura a nome di unica mutuataria (non reputa sufficiente tra l'altro come semplice garante mio suocero) se non con l'autenticazione di una scrittura privata inviataci che confermi l'obbligo di cointestazione del mutuo, dichiarato e firmato da padre e figlia. Vari notai, compreso l'autore dell'atto di vendita, parlano di nuova trascrizione di atto con costi conseguenti (nessuno di loro ci ha ancora dato costo di tale atto) trattandosi di atti relativi a beni patrimoniali.
Come possiamo difenderci da questo errore? Può richiedere altri costi il notaio e quale sarebbe la procedura corretta ai fini fiscali-bancari-legislativi per ottenere la voltura del mutuo?
Preciso infine che la mia compagna risulta già intestataria dell'immobile al catasto fabbricati e paga le rate del mutuo al costruttore tramite bonifici mensili, certificati con dichiarazioni scritte del costruttore stesso (del resto l'atto del notaio la dichiara già obbligata a prendersi il debito del costruttore). Tutto ciò premesso non può neppure detrarre gli interessi delle rate del mutuo, per l'anno 2014 (da cointestataria può inoltre scaricare il 50%, nonostante avessimo sperato che restasse unica mutuataria per detrarre il 100%).
Chiedo vostro supporto.
Cordialmente
Andrea, da Catania (IT)
vi ringrazio innanzitutto in anticipo per la vs. consulenza andando dritto alla richiesta di aiuto.
Il notaio presso il quale la mia compagna ha stipulato un atto di acquisto immobile (prima abitazione), in data 10/10/2013, ha commesso un errore omettendo un dato importante nonostante avessimo segnalato i nostri dubbi nello stesso giorno del rogito. Nel dettaglio le due parti nell'atto sono: il costruttore, venditore, e la mia compagna acquirente e accollante del mutuo già esistente nell'abitazione stipulato dal costruttore con la Banca. La stessa banca in istruttoria dell'accollo mutuo inseriva come cointestatari la mia compagna e suo padre. Il notaio nell'atto ha menzionato invece solo la mia compagna nell'accollo, dicendo che era tutto corretto dietro nostre perplessità dichiarate (in verità ho scoperto di recente che non ha ricevuto bozze o comunicazioni dalla banca per la stipula). Adesso la Banca (dopo nuova istruttoria, lettere inviate alla sede di Palermo e segnalazioni del ns. avvocato che hanno solo allungato i tempi) si rifiuta di fare voltura a nome di unica mutuataria (non reputa sufficiente tra l'altro come semplice garante mio suocero) se non con l'autenticazione di una scrittura privata inviataci che confermi l'obbligo di cointestazione del mutuo, dichiarato e firmato da padre e figlia. Vari notai, compreso l'autore dell'atto di vendita, parlano di nuova trascrizione di atto con costi conseguenti (nessuno di loro ci ha ancora dato costo di tale atto) trattandosi di atti relativi a beni patrimoniali.
Come possiamo difenderci da questo errore? Può richiedere altri costi il notaio e quale sarebbe la procedura corretta ai fini fiscali-bancari-legislativi per ottenere la voltura del mutuo?
Preciso infine che la mia compagna risulta già intestataria dell'immobile al catasto fabbricati e paga le rate del mutuo al costruttore tramite bonifici mensili, certificati con dichiarazioni scritte del costruttore stesso (del resto l'atto del notaio la dichiara già obbligata a prendersi il debito del costruttore). Tutto ciò premesso non può neppure detrarre gli interessi delle rate del mutuo, per l'anno 2014 (da cointestataria può inoltre scaricare il 50%, nonostante avessimo sperato che restasse unica mutuataria per detrarre il 100%).
Chiedo vostro supporto.
Cordialmente
Andrea, da Catania (IT)
Risposta ADUC
se avevate correttamente informato il notaio (o meglio, avrebbe dovuto essere il notaio a verificare in base a documentazione della banca), è il notaio da ritenersi responsabile dell'errore. E in quanto tale, è responsabile anche di tutti i danni che ne derivano (costi per rimediare, danno da mancata detrazione ecc.).
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora al notaio, riepilogando l'accaduto, e intimando che vi ponga rimedio e risarcisca il danno:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora al notaio, riepilogando l'accaduto, e intimando che vi ponga rimedio e risarcisca il danno:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
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