Cara ADUC
spese condominiali
Domanda
1 dicembre 2017
Spett.li Sigg.ri ADUC
Buongiorno, sono proprietario di un appartamento a Torino, al piano rialzato di un vecchio stabile costruito negli anni ‘50.
Recentemente, durante un’assemblea condominiale, è stata discussa e deliberata la necesità di intervenire sulle facciate della casa, e più precisamente:
1) - Messa in sicurezza del frontale inferiore dei balconi, la sostituzione dei travertini (marmette), la sostituzione dei parapetti e la verniciatura dell’interno dei balconcini, visto che l’intero esterno casa è in mattoni a vista ed i balconi sono incassati.
2) - Applicazione di “cappottatura” esterna alla parete sul lato Nord del condominio in quanto alcuni condomini lamentano la presenza di muffe sui muri interni.
Considerazioni attinenti alla decisione presa dall’assemblea al punto 1).
Il motivo principale di tale decisione è che alcuni balconi dei piani superiori, nel corso degli anni, a causa delle intemperie e della mancata manutenzione, si sono col tempo danneggiati ed hanno parapetti arrugginiti ed alcune parti del frontalino inferiore che sono a rischio di caduta calcinacci.
Devo precisare che in passato, nel 1998, viste le condizioni già allora pericolose dello stato dei miei balconi, avevo avvertito il precedente amministratore sulla necessità di dovere intervenire ma la risposta fu che sicuramente non sarebbe stato deliberato nessun intervento perché eccessivamente costoso.
Successivamente, l’amministratore precedente si è reso irreperibile assieme alla cassa e 200 milioni di nostre vecchie Lire, inutile ogni tentativo di recuperarle in quanto risulta essere nullatenente.
Di mia iniziativa quindi, a suo tempo, per eliminare il pericolo decisi di provvedere da solo, pagando completamente di mia tasca la messa in sicurezza tramite sostituzione integrale dei marmi, del parapetto e del rifacimento a livello di opera muraria del mio fronte balcone.
Durante l’assemblea, ho fatto presente a quello che da circa 5 anni è l’attuale amministratore che, avendo già sostenuto tale spesa precedentemente, a differenza degli altri condomini, non ritengo di dovere partecipare nuovamente alla spesa, in considerazione anche del fatto che i miei balconi non necessitano di alcun intervento.
Purtroppo, la risposta dell’amministratore è stata che, essendo i balconi parte comune dello stabile, la spesa deve essere divisa fra tutti i condomini, indipendentemente dal fatto che il mio balcone necessiti di manutenzione o meno, aggiungendo inoltre che, per tale pagamento, trattandosi di questione urgente riguardante la sicurezza delle persone, avrebbe fatto emettere un decreto ingiuntivo per essere sicuro che tutti quanti pagassero la somma richiesta.
Personalmente, ritengo tale presa di posizione scorretta. In breve, dopo avere già pagato per il mio balcone senza alcuna divisione della spesa, adesso devo pagare anche per la manutenzione dei balconi degli altri condomini.
Ciò detto, immagino che, mentre gli altri condomini usufruira Ciò detto, immagino che, mentre gli altri condomini usufruiranno del servizio completo, a me verrà solamente data giocoforza una verniciata al balcone ed alla ringhiera.
Poiché mi sembra di ricordare che non può esistere remunerazione se non c’è prestazione, mi chiedevo se fosse corretto quanto indicato dall’amministratore o se fosse in qualche modo possibile essere esentato dalla divisione dei costi relativi a quelle attività inerenti alla sostituzione dei parapetti, delle marmette o alle opere murarie del frontale inferiore, di cui io non beneficerò in alcun modo.
Considerazioni attinenti alla decisione presa dall’assemblea al punto 2).
Poiché da precedenti ispezioni non sono state riscontrate infiltrazioni dall’esterno, immagino che tale problema sia da considerarsi opera di coibentazione e che i proprietari degli appartamenti che hanno questo problema dovrebbero farsene carico intervenendo sulle pareti interne con applicazione di materiale coibentante, senza pretendere di dividere i costi intervenendo sulla parete esterna che, in quanto parte comune, gli consente di forzare
i restanti condomini ad una divisione della spesa ripartita per millesimi di proprietà.
Potrei avere il Vostro parere riguardo alla legittimità delle decisioni prese ed alla ripartizione dei costi da sostenere?
Posso in qualche modo difendermi da queste che, personalmente, considero essere prevaricazioni illegittime da parte della maggioranza dei condomini nei confronti della minoranza?
Grazie
Walter, da Torino
Buongiorno, sono proprietario di un appartamento a Torino, al piano rialzato di un vecchio stabile costruito negli anni ‘50.
Recentemente, durante un’assemblea condominiale, è stata discussa e deliberata la necesità di intervenire sulle facciate della casa, e più precisamente:
1) - Messa in sicurezza del frontale inferiore dei balconi, la sostituzione dei travertini (marmette), la sostituzione dei parapetti e la verniciatura dell’interno dei balconcini, visto che l’intero esterno casa è in mattoni a vista ed i balconi sono incassati.
2) - Applicazione di “cappottatura” esterna alla parete sul lato Nord del condominio in quanto alcuni condomini lamentano la presenza di muffe sui muri interni.
Considerazioni attinenti alla decisione presa dall’assemblea al punto 1).
Il motivo principale di tale decisione è che alcuni balconi dei piani superiori, nel corso degli anni, a causa delle intemperie e della mancata manutenzione, si sono col tempo danneggiati ed hanno parapetti arrugginiti ed alcune parti del frontalino inferiore che sono a rischio di caduta calcinacci.
Devo precisare che in passato, nel 1998, viste le condizioni già allora pericolose dello stato dei miei balconi, avevo avvertito il precedente amministratore sulla necessità di dovere intervenire ma la risposta fu che sicuramente non sarebbe stato deliberato nessun intervento perché eccessivamente costoso.
Successivamente, l’amministratore precedente si è reso irreperibile assieme alla cassa e 200 milioni di nostre vecchie Lire, inutile ogni tentativo di recuperarle in quanto risulta essere nullatenente.
Di mia iniziativa quindi, a suo tempo, per eliminare il pericolo decisi di provvedere da solo, pagando completamente di mia tasca la messa in sicurezza tramite sostituzione integrale dei marmi, del parapetto e del rifacimento a livello di opera muraria del mio fronte balcone.
Durante l’assemblea, ho fatto presente a quello che da circa 5 anni è l’attuale amministratore che, avendo già sostenuto tale spesa precedentemente, a differenza degli altri condomini, non ritengo di dovere partecipare nuovamente alla spesa, in considerazione anche del fatto che i miei balconi non necessitano di alcun intervento.
Purtroppo, la risposta dell’amministratore è stata che, essendo i balconi parte comune dello stabile, la spesa deve essere divisa fra tutti i condomini, indipendentemente dal fatto che il mio balcone necessiti di manutenzione o meno, aggiungendo inoltre che, per tale pagamento, trattandosi di questione urgente riguardante la sicurezza delle persone, avrebbe fatto emettere un decreto ingiuntivo per essere sicuro che tutti quanti pagassero la somma richiesta.
Personalmente, ritengo tale presa di posizione scorretta. In breve, dopo avere già pagato per il mio balcone senza alcuna divisione della spesa, adesso devo pagare anche per la manutenzione dei balconi degli altri condomini.
Ciò detto, immagino che, mentre gli altri condomini usufruira Ciò detto, immagino che, mentre gli altri condomini usufruiranno del servizio completo, a me verrà solamente data giocoforza una verniciata al balcone ed alla ringhiera.
Poiché mi sembra di ricordare che non può esistere remunerazione se non c’è prestazione, mi chiedevo se fosse corretto quanto indicato dall’amministratore o se fosse in qualche modo possibile essere esentato dalla divisione dei costi relativi a quelle attività inerenti alla sostituzione dei parapetti, delle marmette o alle opere murarie del frontale inferiore, di cui io non beneficerò in alcun modo.
Considerazioni attinenti alla decisione presa dall’assemblea al punto 2).
Poiché da precedenti ispezioni non sono state riscontrate infiltrazioni dall’esterno, immagino che tale problema sia da considerarsi opera di coibentazione e che i proprietari degli appartamenti che hanno questo problema dovrebbero farsene carico intervenendo sulle pareti interne con applicazione di materiale coibentante, senza pretendere di dividere i costi intervenendo sulla parete esterna che, in quanto parte comune, gli consente di forzare
i restanti condomini ad una divisione della spesa ripartita per millesimi di proprietà.
Potrei avere il Vostro parere riguardo alla legittimità delle decisioni prese ed alla ripartizione dei costi da sostenere?
Posso in qualche modo difendermi da queste che, personalmente, considero essere prevaricazioni illegittime da parte della maggioranza dei condomini nei confronti della minoranza?
Grazie
Walter, da Torino
Risposta ADUC
Sul punto n. 1) l'art. 1134 del cod.civ. dice che il condomino che ha fatto spese per le cose comuni (come i supporti dei balconi) senza autorizzazione dell'amministratore o dell'assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.
Stando alla sua esposizione, sembra sussistere l'elemento dell'urgenza per la spesa da lei sostenuta per la riparazione del balcone, stante il pericolo di caduta di calcinacci; per cui ha diritto alla defalcazione della stessa dalla ripartizione dei costi a carico di tutti i condomini.
Sul punto n.2) l'art. 1123 cod.civ. prevede che le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio ...e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno.
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione all'uso che ciascuno può farne.
Nel caso suo, anche di fronte ad una delibera presa a maggioranza, si tratta di cappottatura /coibentazione esterna della sola parete lato Nord dell'edificio, che interessa solo alcuni appartamenti. Ragione per cui la divisione della spesa deve essere ripartita solo tra i condomini degli appartamenti che ne avranno beneficio.
Stando alla sua esposizione, sembra sussistere l'elemento dell'urgenza per la spesa da lei sostenuta per la riparazione del balcone, stante il pericolo di caduta di calcinacci; per cui ha diritto alla defalcazione della stessa dalla ripartizione dei costi a carico di tutti i condomini.
Sul punto n.2) l'art. 1123 cod.civ. prevede che le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio ...e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno.
Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione all'uso che ciascuno può farne.
Nel caso suo, anche di fronte ad una delibera presa a maggioranza, si tratta di cappottatura /coibentazione esterna della sola parete lato Nord dell'edificio, che interessa solo alcuni appartamenti. Ragione per cui la divisione della spesa deve essere ripartita solo tra i condomini degli appartamenti che ne avranno beneficio.
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